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Cosa vedere a Malaga e dintorni in 4 giorni

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In una giornata piovosa di gennaio 2024 abbiamo iniziato a programmare una fuga di primavera. Andando sul sito della Wizzair, ormai fedele compagna di viaggio, abbiamo trovato prezzi intriganti per l’Andalusia. Marzo è sicuramente il mese ideale per visitare questa regione caldissima d’Europa: le temperature sono miti e il flusso di turisti non è ancora massiccio. Quest’articolo è la conseguenza della domenica di gennaio decisamente troppo invernale. Siamo pronti quindi a parlarti di cosa vedere a Malaga e dintorni in 4 giorni. Pronti a partire con noi?

Cosa vedere a Malaga: il nostro arrivo in città

Siamo atterrati in tarda mattinata a Malaga. Il tempo di prendere il bus che ti porta dall’aeroporto al centro di Malaga, la linea A (tempo di percorrenza: circa una ventina di minuti, costo: 4 euro), ed eccoci pronti ad esplorare la città.

La nostra prima tappa – non c’è bisogno di dirlo – è stata gastronomica. Siamo andati a prendere qualche tapas (ovviamente abbiamo preso le patatas bravas) ed un iconico vermut (come lo fanno in Spagna) a Casa Lola, un locale storico di Malaga. Passiamo velocemente nel nostro alloggio per posare gli zaini e poi – grazie ad un driver di Bolt – arriviamo velocemente all’autonoleggio. Abbiamo noleggiato la nostra auto da Record Go (87,50€ per 2 giorni di noleggio).

In sella al nostro bolide, arriviamo al Mirador de Gibralfaro – proprio sotto l’omonimo castello – dove godiamo di un tramonto unico su Plaza de Toros. È stato molto emozionante vedere un torero che si allenava (con un toro finto, in quel caso) mentre il sole calava piano piano. Per cena ci dirigiamo al Restaurante El Tintero, dove mangiamo un pesce freschissimo letteralmente sulla spiaggia. Il servizio è molto simpatico e attento.

Ritorniamo in centro a Malaga, ci facciamo due passi verso la Cattedrale di Malaga ed il Teatro Romano. La città era già in fermento per la settimana Santa e diamo la buonanotte ad una città decisamente in modalità festosa.

casa Lola weekend a malaga
Cosa vedere a Malaga e dintorni: casa Lola
weekend a Malaga - plaza de toros
Plaza de Toros: vista dal Mirador de Gibralfaro
El Tintero Malaga
El Tintero: ristorantino di pesce a Malaga

Cosa vedere a Malaga e dintorni: Granada e los pueblos blancos

Granada: l’Alhambra, una meraviglia senza tempo

La mattina ci svegliamo sul presto per andare in direzione Granada. Nella via per lasciare Malaga, lasciamo l’Avenida Santiago Ramón y Cajal, un viale alberato molto grazioso. Ad essere molto onesti, probabilmente abbiamo apprezzato più questa zona rispetto al lungomare di Malaga che, come in altre parti di Spagna, è piena di cemento. Per colazione prendiamo un caffè con un bocadillo (chiamato “Pitufo” a Malaga, puffo in italiano) da La Novena. Ora siamo pronti ad affrontare l’ora e mezza di auto che ci aspetta.

Man a mano che Granada si avvicina vediamo lei: la Sierra Nevada. È innevata e piena di neve e spicca decisamente nel paesaggio (piuttosto verde e lussureggiante) dell’Andalusia. Da lì a poco avremmo saputo che la Spagna è il secondo paese più montagnoso d’Europa (il primo è la Svizzera). Un fun fact che non ci aspettavamo.

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La Sierra Nevada può indicare una sola cosa: stiamo arrivando a Granada. La nostra prima tappa non poteva che essere l’Alhambra (traducibile in “La Rossa”). L’Alhambra era una città fortificata separata da Granada, totalmente autosufficiente, dove c’era di tutto: botteghe, scuola, moschee… La costruzione dell’Alhambra inizia nel XIII secolo e si deve a Muhammad ibn Nasi, noto come Al-Hamar per la sua barba rossa. Fu il fondatore della dinastia nasride del Sultanato di Granada, che rappresentò l’ultimo regno musulmano a cadere durante la Reconquista nel 1492.

Prima di continuare, alcune informazioni generali. I biglietti sul sito ufficiale vanno acquistati almeno un mese prima (il costo online dell’ingresso generale è di 19€). Se andate direttamente senza biglietto, c’è un rischio molto elevato che non ci sia posto o che dobbiate affrontare code chilometriche. Quando abbiamo cercato noi, i biglietti per l’Alhambra erano già esauriti. Cosa si può fare in questi casi? Ci sono varie opzioni, ma secondo noi la soluzione più valida è la visita guidata. Visitare l’Alhambra con una guida è stato per noi fondamentale. La guida, Antonio, ci ha fatto notare cose che altrimenti non avremmo visto e ci ha raccontato tanti aneddoti incredibili.

La visita guidata dura circa 3 ore e sono inclusi il palazzo e i giardini di Nasrid (imperdibili!). Si inizia con il palazzo e i giardini del Generalife che, proprio come tutta l’Alhambra, sono patrimonio dell’UNESCO. Il complesso è stato anche tra i 21 finalisti delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno. Ma l’Alhambra ha anche un altro protagonista: Carlo V. Dopo la reconquista aveva due opzioni: radere al suolo l’Alhambra oppure mantenerla e adattarla alle sue esigenze. Per fortuna ha scelto la seconda opzione. Ed è anche grazie a questa decisione che l’Alhambra diventa il complesso palaziale arabo meglio conservato al MONDO (esatto, non della Spagna, non dell’Europa).

La guida ci ha spiegato come il clima in Andalusia sia incredibile: a breve distanza dalla Sierra Nevada, c’è il deserto Tabernas, l’unico in Europa. La Sierra Nevada fa sì che tutta la zona a sud e fino alla costa non scenda mai sotto i 17 gradi (infatti già si muore di caldo). Questo perché funge da barriera e impedisce ai venti del nord di passare. Il clima qui è considerato subtropicale.

Alcazaba e Sierra Nevada
Alcazaba e Sierra Nevada: weekend in Andalusia
Palazzo di Nasrid
Il primo gioco d’acqua della storia dell’arte: il palazzo di Nasrid
Dettaglio del Palazzo di Nasrid
Dettaglio nel Palazzo di Nasrid

Dopo lo spiegone sul clima andaluso, entriamo nel vivo della visita: i Palazzi di Nasridi. Quando acquistate il biglietto, fate attenzione che l’ingresso a questa parte del complesso sia incluso. Venire all’Alhambra e perdersi i palazzi di Nasrid non ha molto senso. Prima volta nella storia dell’arte che viene usata l’acqua per fini estetici, come fosse uno specchio. Il palazzo ha ispirato il Taj Mahal.

Dopo aver passato 3 ore abbondanti nell’Alhambra, mangiamo una cosa al volo e partiamo all’esplorazione di Granada. Il centro città è molto grazioso. Degno di nota è l’Albayzín, il quartiere patrimonio dell’UNESCO dal 1984. Salutiamo così Granada che ci ha regalato la visita in uno dei posti più belli che abbiamo mai visto!

Frigiliana: seconda tappa del nostro weekend andaluso

Lasciamo Granada e ci dirigiamo di nuovo verso sud. La prima tappa è Frigiliana, considerato uno dei pueblos blancos più belli dell’Andalusia. Frigiliana è nota per la produzione di miele, vino e zucchero di canna. Ancora oggi qui turismo e agricoltura vanno a braccetto.

Ovviamente quando sentiamo la parola “vino” non possiamo non provare quello tipico di Frigiliana: il moscatel. Ci dirigiamo verso Bar Vinos El Lagar, un posto autentico dove poter assaggiare il vino di Frigiliana. Gironzoliamo poi tra le viuzze bianche e gli scorci impagabili che questa cittadina sa offrire. Ovviamente, non sappiamo come, finiamo in una festa (dobbiamo ammettere che è piuttosto facile in Spagna). Decidiamo di risalire in macchina e di dirigerci verso la nostra prossima tappa per vedere il tramonto.

Palazzo di giustizia Alhambra
Il palazzo di giustizia con la mano di Fatima
weekend a Malaga e dintorni
Cosa vedere a Malaga e dintorni: Frigiliana
Frigiliana
Un gatto di Frigiliana

Tramonto sul Balcón de Europa a Nerja

A brevissima distanza da Frigiliana c’è Nerja. Qui c’è il famoso Balcón de Europa, una specie di balcone costruito su una scogliera a strapiombo sul mare. La vista è piacevole: una scelta vincente per guardarsi il tramonto sul mare.

Dopo poco, decidiamo di tornare a Malaga. Per cena ci regaliamo dei burritos al Restaurante Mexicano Tulum e una serata di chiacchiere.

Cosa vedere a Malaga e dintorni: Caminito del Rey e toreros

Il Caminito del Rey: 5km di pura adrenalina

Il Caminito del Rey, a 50 minuti da Malaga, si trova lungo le pareti del desfiladero de los Gaitanes. Il Caminito non è altro che il vecchio percorso utilizzato dagli operai della centrale idroelettrica di El Chorro. Qui passa una delle ferrovie più antiche della Spagna. Proprio durante la costruzione di quest’ultima, si è ritenuto che la zona fosse adatta anche per la costruzione di una centrale idroelettrica.

La centraleidroelettrica non è più in funzione, mentre la ferrovia invece sì. Quella del Chorro, inaugurata nel 1921, diventa una delle prime centrali idroelettriche costruite in Spagna. La sua costruzione è stata parte di un progetto più ampio per sfruttare l’energia idrica della zona per la produzione di elettricità. La centrale idroelettrica di El Chorro sfruttava le acque del fiume Guadalhorce per generare energia elettrica.

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Cosa vedere a Malaga e dintorni: balcón de Europa
Caminito del rey
Arcobaleno sull’acquedotto lungo il Caminito del Rey
weekend a malaga e dintorni: caminito del rey
Weekend in Andalusia e dintorni: il caminito del rey

Alcune informazioni importanti prima di partire:

  • Prenotate in largo anticipo (almeno 3 settimane prima)
  • Ti consigliamo la visita guidata. La nostra guida era davvero bravissima e ci ha raccontato tantissime curiosità sulla vita degli operai nella centrale idroelettrica e la storia dietro all’ingegnere illuminato che la progettò a soli 24 anni: Rafael Benjumea Burín.
  • Se avete paura dell’altezza o soffrite di agorafobia, purtroppo, il Caminito non fa per voi.
  • Il percorso è lungo 5 km (fattibile) e si cammina su una passerella ad un’ altezza che va dai 45 ai 105 metri. Il momento più adrenalinico è senza dubbio il ponte sospeso a 105 metri di altezza.
  • La passerella è completamente nuova e il percorso è completamente sicuro. Sono lontani i tempi in cui era considerato il Cammino più pericoloso del mondo.
  • Se arrivi in auto, ti consigliamo di parcheggiare nel parcheggio nord (quello che ha l’accesso diretto al caminito). Una volta arrivati al punto di arrivo avrete una navetta che ti riporterà al parcheggio.

Cosa vedere a Malaga e dintorni: Setenil de las bodega e Ronda

Dopo essere tornati alla nostra macchina, putiamo il navigatore su Setenil de las Bodegas. Il paesaggio che scorre dal finestrino è incantevole: sembra di essere finiti nella schermata più famosa di Windows XP (*millennial alert*). Passiamo tra colline di un verde quasi accecante, il tutto con una brezza che sembra estiva.

Mentre facciamo benzina, Alessio chiede dove si può mangiare bene a Setenil. Il ragazzo ci indica un posto vicinissimo alla pompa di benzina: Mesón Huerta Primera. Mangiamo benissimo, forse il posto più buono dove abbiamo mangiato in questo weekend in Andalusia. Ottime le croquetas ed il jamón iberico.

Jamon da Setenil de las Bodegas
Il nostro favoloso jamón a la Mesón Huerta Primera
cosa vedere a Malaga
Cosa vedere a Malaga: Setenil de las Bodegas
Setenil de las Bodegas
Weekend in Andalusia: i massi di Setenil

Setenil de las Bodegas è considerato uno de “los pueblos más bonitos de España”. E bastano davvero due passi per rendersene conto. Le rocce danno un tocco a dir poco scenografico alle classiche case bianche andaluse.

Dopo aver girovato, riprendiamo la macchina per un paio di chilometri ed arriviamo a Ronda, terra di toreros e bandoleros. Ronda è una delle città più famose ed iconiche dell’Andalusia. È famosa per la corrida (ha l’arena più antica al mondo) e per la sua vista mozzafiato sul canyon e le gole.

cosa vedere a Malaga
Weekend in Andalusia: le case di Setenil
Ronda
Cosa vedere a Malaga e dintorni in 4 giorni: Ronda
Bar la Tranca
Cosa vedere a Malaga: Bar La Tranca

Weekend in Andalusia: una serata a Malaga

Da Ronda, prendiamo la macchina per lasciarla all’autonoleggio a Malaga. Finisce così il nostro on-the-road andaluso. Quello che non finisce però il nostro weekend a Malaga. La sera decidiamo di andare a tapear e le nostre tappe sono il Bar La Tranca e El Pimpi. Ottimi posti per mangiare delle buone tapas e bere un po’ di vermut e moscatel.

Cosa vedere a Malaga: qualche ora in centro

La nostra ultima giornata a Malaga inizia con uno specialty coffee da Kima Coffee. Dopo un ottimo cold brew, andiamo a visitare la casa natale di Pablo Picasso, originario di Malaga. Il museo è piccolo ma molto carino, parla dei primi anni di Picasso (costo dell’ingresso, 3€). Il 19 marzo 2024 hanno riaperto le sale principali del museo Picasso, se hai tempo ti consigliamo di visitarli entrambi.

cosa vedere a Malaga
Cosa vedere a Malaga: teatro romano
Mercado central de atarazanas
Weekend a Malaga: Mercado central de Atarazanas
Un bel posto per pranzare a Malaga: La Recova

Usciti dal museo, ci dirigiamo sul lungomare di Malaga. Rimaniamo colpiti dalle maestose monstere che qui crescono a vista d’occhio. Dopo una bella passeggiata facciamo tappa in un altro posto storico: la Antigua Casa de Guardia dove prendiamo un ultimo vermut. Da lì ci spostiamo al Mercado central de Atarazanas, dove prendiamo il jamón ed alcune spezie, tra cui il pimentón per le patatas bravas.

Usciti dal mercato ci godiamo il nostro ultimo pranzo a Malaga. Decidiamo di andare a La Recova, un posto fuori dagli schemi che coniuga antiquariato e buona cucina. Abbiamo provato la malva (una specie di tonno, tipico dell’Andalusia) con i pomodori. Tanto semplice quanto buono.

Con calma, dopo pranzo, torniamo sulla linea A, che ci riporta all’aeroporto. Il nostro weekend in Andalusia è stato a dir poco fantastico!

Pronti a partire: kit di viaggio

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Hesitant Explorers

  • Grazie per questo breve racconto del vostro viaggio ma molto dettagliato visto i tanti spunti e consigli che ci avete dato. Io e mio marito che andiamo a Malaga a fine mese ne faremo buon uso. Volevo chiedervi su quale sito avete prenotato il Caminito del Rey? Grazie anticipatamente per le vostre info!

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