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Cosa vedere a Nizwa e dintorni: itinerario tra le Jebel Shams e Jebal Akhdar, le montagne dell’Oman

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Cosa vedere a Nizwa

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Durante il nostro viaggio in Oman, abbiamo avuto la fortuna di visitare Nizwa, una bellissima città incastonata tra montagne, cupole di moschee color sabbia e cortili profumati. Oltre a Nizwa, il nostro itinerario di viaggio ha incluso altre trappe bellissime come Al Hamra e Jebel Akhdar. Quindi cosa vedere a Nizwa e dintorni? Te lo raccontiamo in questo articolo.

Oltre ai consigli su Jebel Shams e Jebal Akhdar, vogliamo brevemente parlarti dell’assicurazione sanitaria che consigliamo. Il nostro partner per le assicurazioni di viaggio è Heymondo, società leader nel settore con più di 2.000 recensioni certificate su trustpilot.com e altri portali. Clicca qui per acquistare ora la tua polizza assicurativa con Heymondo e accedere al 10% di sconto esclusivo per i nostri lettori e follower! Non farti sfuggire questa opportunità prima del tuo viaggio negli Emirati Arabi Uniti.

Ti ricordiamo, nel caso non avessi ancora letto gli altri articoli sul nostro Dune Tour, che siamo arrivati negli Emirati con un aereo dal Bahrain dopo aver vissuto l’esperienza della Formula 1. Inoltre, da qui siamo poi partiti per Muscat in Oman, paese che abbiamo visitato insieme agli Emirati Arabi durante il nostro tour on the road.

Cosa vedere a Nizwa

Il souq è una cosa da vedere a Nizwa

Una volta arrivati a Nizwa, l’antica capitale dell’Oman prima di Muscat, una delle tappe obbligate è il suo celebre souq, uno dei più famosi del paese.

Tra i banchi del souq si trovano spezie profumate (tra cui lo zafferano), datteri di ogni tipo, dolci tradizionali e oggetti di artigianato locale. Benché abbastanza turistico, è ancora un luogo vissuto dalla popolazione locale.

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Il forte di Nizwa

Altra tappa obbligata a Nizwa è il suo Forte. Il Forte di Nizwa fu costruito nel XVII secolo dall’imam Sultan bin Saif al Ya’rubi. Per secoli è stato il cuore politico e militare della capitale dell’imamato omanita.

Dietro l’aspetto politico e di rappresentanza, si nascondeva però una macchina difensiva con pozzi interni, depositi d’acqua, celle e una serie di trappole pensate per rendere impossibile l’assalto.

Tra gli elementi più impressionati, ci sono indubbiamente i passaggi stretti dove veniva versato olio bollente e le botole usate per intrappolare gli intrusi. Nulla era lasciato al caso, e la visita permette di capire bene l’importanza strategica di Nizwa nel passato.

il forte di Nizwa
Cosa vedere a Nizwa: il forte
cosa vedere a Nizwa il souq
Il souq di Nizwa al tramonto
Mercato delle capre di Nizwa
Il mercato delle capre e del bestiame del venerdì

Cosa vedere a Nizwa: la città antica

Dopo il Forte, vale la pena perdersi tra le vie della città storica. Fino a pochi decenni fa Nizwa era considerata una delle città più conservatrici dell’Oman, tanto che persino l’esploratore britannico Wilfred Thesiger preferì evitarla durante i suoi viaggi nel Rub al-Khali (prima di partire, ti consigliamo assolutamente di leggere il suo libro, Arabian Sands).

Oggi però l’atmosfera è completamente diversa: Nizwa è una delle città più visitate del paese, pur conservando un carattere autentico e poco artificiale (come tutto il paese d’altronde). 

Il mercato delle capre e del bestiame del venerdì

Se ti trovi a Nizwa di venerdì, non puoi perdere il celebre mercato del bestiame. Il mercato delle capre di Nizwa si tiene ogni settimana nelle prime ore del mattino: venditori e compratori si riuniscono in cerchio per scambiare capre, pecore e bovini.

Il mercato inizia intorno alle 6:00 e si conclude verso le 8:30. È un’esperienza intensa e genuina, frequentata soprattutto da local, anche se la presenza di turisti è ormai inevitabile. Arrivare presto è fondamentale per vedere il mercato nel suo momento più autentico.

Dove mangiare a Nizwa

A Nizwa abbiamo mangiato in tanti posti buoni, tra cui:

A Nizwa abbiamo provato anche un ottimo specialty coffee, forse uno dei più buoni dell’Oman (e ne abbiamo provati davvero tanti in questo paese amante del caffè) ed è Anat Café. Assolutamente consigliato!

Cosa vedere nei dintorni di Nizwa: le montagne Hajar

Da Nizwa si può possono fare tante escursioni diverse (puoi valutare anche di dormire qualche notte ad Al Hamra come abbiamo fatto noi).

Al Hamra, porta d’ingresso del giardino dell’eden

Ad Al Hamra abbiamo vissuto una delle esperienze più belle di tutto il viaggio, dormendo al Bait Salam Inn, una guesthouse ricavata all’interno di un’antica casa del villaggio in fango crudo e legno intagliato, un tempo appartenuta ai nonni di Hamza, il giovane e accogliente proprietario. La struttura si trova immersa in uno splendido palmeto, probabilmente il più bello visto in Oman, e rende il soggiorno davvero speciale.

Al Hamra è uno dei villaggi più antichi del Paese, abitato da oltre quattrocento anni, che si trova ai piedi dei Monti Hajar e circondato da un’oasi alimentata dai tradizionali falaj (sistema di irrigazione antichissimo), ancora oggi fondamentali per la coltivazione di datteri, banane, mango e foraggi. Il centro storico è un affascinante labirinto di vicoli e case in fango crudo, alcune ancora abitate, altre abbandonate dopo il trasferimento nella “New Town” (con case moderne e più comfort, ci racconta Hamza).

Dopo una cena condivisa e lunghe chiacchierate con Hamza, la mattina successiva ci salutiamo con mango verdi preparati da lui e una sosta per il caffè da iydllic, prima di visitare il Museo Bait Al Safah, ospitato nell’ex casa del capo tribù locale, dove si scoprono usanze, tecniche costruttive e oggetti della vita quotidiana, come il rito del caffè il cui suono, un tempo, segnalava a tutta la comunità che chiunque fosse il benvenuto a entrare e condividere il momento.

Altro caffè molto carino è il Saaf Cafe, in mezzo al palmeto. 

cosa vedere a Nizwa e dintorni: Misfat Al Abriyeen
Casa abbandonata a Misfat Al Abriyeen
al hamra
Bellezza senza fine ad Al Hamra, oasi di pace
Forte di Bahla
Cosa vedere a Nizwa e dintorni: il forte di Bahla al tramonto

Il villaggio di Misfat Al Abriyeen

Misfat al Abriyeen è considerato uno dei villaggi più antichi e meglio conservati dell’Oman: costruito in pietra locale sulle pendici dei Monti Hajar, si affaccia su terrazze coltivate a palme da dattero e banani, irrigate dal tradizionale sistema dei falaj, che da secoli sostiene la vita agricola della comunità.

Passeggiando tra i vicoli si incontrano case tradizionali, alcune ancora abitate e altre ormai abbandonate, che raccontano la resistenza di un villaggio rimasto vivo nel tempo. Essendo un villaggio abbastanza conservatore, è richiesto un abbigliamento rispettoso (spalle e ginocchia coperte), regola spesso ignorata dai visitatori ma fondamentale da tenere a mente.

Dal villaggio parte anche il sentiero W9 trail, un trekking semplice che si snoda tra le case e l’oasi offrendo scorci suggestivi sulle terrazze e sulla valle, percorribile anche solo a tratti.

Forte di Bahla ed il castello di Jabreen

Il Forte di Bahla è facilmente raggiungibile da Al Hamra, un forte che è patrimonio mondiale UNESCO dal 1987. Costruito tra il XIII e il XIV secolo dalla tribù Banu Nebhan, il forte domina l’oasi ai piedi di Jebel Akhdar ed è circondato da una straordinaria cinta muraria in adobe lunga circa 12 chilometri, testimonianza della potenza e del prestigio di Bahla in epoca medievale. Bahla un tempo era considerata la “città dei jinn”, avvolta da leggende che parlano di mura costruite in una sola notte da spiriti, sistemi di irrigazione magici e racconti inquietanti di iene infuocate e uomini trasformati in asini.

A poca distanza, si trova il Castello di Jabreen, costruito nel XVII secolo dall’imam Bil’arab bin Sultan della dinastia Yaruba non come fortezza militare ma come residenza dedicata alla cultura e al sapere. Qui troverai sale decorate e soffitti splendidi che raccontano ancora oggi l’importanza del sapere e della conoscenza per la dinastia Yaruba.

Cosa vedere a Nizwa e dintorni: Jebel Shams

Jebel Shams, la montagna più alta dell’Oman con i suoi 3.009 metri, si raggiunge in circa un’ora da Al Hamra. L’ultimo tratto di strada è sterrato e, senza un 4×4, è meglio non proseguire. Nonostante qualcuno ci provi con una berlina, il fondo è sconnesso e in alcuni punti impegnativo. All’inizio della parte non asfaltata si trovano comunque diversi locals che offrono passaggi fino in cima. Contrattate sempre il prezzo. 

Nei prossimi anni è prevista la completa asfaltatura della strada quindi la montagna sarà visitabile più facilmente grazie ad una migliore accessibilità. 

Una volta arrivati in cima si apre una vista spettacolare sul Wadi Ghul, un canyon profondo soprannominato il “Grand Canyon d’Arabia”, che per secoli è stato punto di riferimento per pastori e carovanieri e oggi è una delle aree di trekking più celebri del paese. Il momento migliore per visitare Jabal Shams è il tardo pomeriggio, quando la luce del tramonto accentua i contrasti delle rocce (noi abbiamo visitato al mattino e ci siamo ritrovati il sole in faccia).

Jebel Shams
Il grand canyon d’Arabia: Jebel Shams
Coltivatori di rose a Jabal Akhdar
La montagna verde: Jebel Akhdar e le sue rose di Damasco
Oman across the ages
Museo Oman across ages

Jebel Akhdar

Da Nizwa è facile organizzare un’escursione a Jebel Akhdar, la “Montagna Verde”, che arriva fino a oltre i 2.000 metri fino all’altopiano di Saiq. Qui il clima più fresco, una vera coccola rispetto al solito caldo infernale omanita. Per le pendenze ripide e alcuni incidenti avvenuti in passato, l’accesso è consentito solo con un 4×4.

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Nei vari benzinai all’imbocco con il check point per salire fino all’altopiano, puoi chiedere una guida/ qualcuno che ti porti su e ti organizzi la gita. Noi siamo capitate nelle mani sapienti di Khalifa (se ci scrivi ti diamo il suo numero), una guida in pensione dai modi gentili che continua ancora oggi a  portare qualche viaggiatore tra le sue montagne. Siamo stati insieme a lui 4 ore in totale.

Il nome Jabal Akhdar non è casuale: qui l’agricoltura è sorprendentemente rigogliosa, grazie a temperature più miti e a un’umidità maggiore che permettono la coltivazione di frutteti terrazzati con pesche, noci, melograni, fichi, albicocche e perfino ulivi. La vera protagonista però è la rosa di Damasco, raccolta a mano e distillata tra marzo e aprile per produrre l’acqua di rose, secondo tecniche tradizionali e moderne.

Tra i paesini dell’altopiano, alcuni ancora abitati e altri abbandonati, Khalifa ci accompagna anche in luoghi poco frequentati, fino al piccolo museo di Sharaf House dove si osserva il lungo processo di distillazione e si possono acquistare boccette di acqua di rose a prezzi onesti. L’ultima tappa del nostro giro Wadi Bani Habib, un villaggio abbandonato incastonato tra coltivazioni di noci e melograni.

La prossima volta vogliamo assolutamente andare a The Suwgra, piccolo borgo rurale riqualificato e dove è iniziata una piccola produzione di caffè.

Oman Across the Ages

A circa venti minuti da Nizwa per visitare l’Oman Across the Ages Museum, uno dei musei più sorprendenti dell’Oman. Oltre che ad avere esterni bellissimi, il museo offre un percorso interattivo interessante e molto ben curato che ripercorre la storia del Paese dalle origini ai giorni nostri. Tra le tante “gemme” esposte, colpisce un’incisione rupestre raffigurante un cammello, datata tra l’8000 e il 5000 a.C. La visita richiede tempo, facilmente più di un paio d’ore. 

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