Un viaggio in Cambogia non si può dire completo senza aver visto Siem Reap e Angkor, simboli del paese che hanno sopravvissuto anche ai tragici eventi degli ultimi decenni. In questo articolo ti raccontiamo cosa vedere a Siem Reap e dintorni per avere un’esperienza indimenticabile nel simbolo della Cambogia.
Oltre ai consigli su cosa vedere a Siem Reap, vogliamo brevemente parlarti dell’assicurazione sanitaria che consigliamo. Il nostro partner per le assicurazioni di viaggio è Heymondo, società leader nel settore con più di 2.000 recensioni certificate su trustpilot.com e altri portali. Clicca qui per acquistare ora la tua polizza assicurativa con Heymondo e accedere al 10% di sconto esclusivo per i nostri lettori e follower! Non farti sfuggire questa opportunità prima del tuo viaggio in Cambogia o nel sud-est asiatico.
Cosa vedere a Siem Reap: visitare Angkor
Angkor Wat è la massima espressione del genio architettonico dell’Impero Khmer. Fu costruito nel XII secolo per volontà di Suryavarman II e rappresenta una ricostruzione simbolica del Monte Meru, la montagna sacra della cosmologia induista e buddhista. Ancora oggi, è uno dei luoghi di culto più importanti della Cambogia e, con la sua estensione, è considerato l’edificio religioso più grande al mondo.
Per la sua costruzione furono impiegate circa 300.000 persone e 6.000 elefanti. Nonostante le vicende storiche, Angkor Wat non fu mai completamente abbandonato: neppure durante il periodo dei Khmer Rossi, che fortunatamente recarono pochi danni al sito archeologico. Nell’ultimo articolo su Phnom Penh puoi leggere qualcosa in più sulla follia dei khmer rossi.
Organizzare la visita ad Angkor Wat: che pass scegliere
Il sito è vastissimo e impossibile da esplorare a piedi. L’ideale è muoversi in tuk tuk: si possono prenotare tramite Grab oppure concordare con un driver il prezzo per mezza o intera giornata (opzione spesso più conveniente). In alternativa puoi contrattare con un driver locale con pickup/auto. Opzione più comoda e con aria condizionata che ti aiuterà a meglio sopportare il caldo afoso nell’area archeologica di Angkor. A te la scelta!
Noi abbiamo scelto il pass da 3 giorni (costo 62 dollari), acquistabile online, che permette di visitare i templi con calma ed in base alla logistica dei giorni. Ti consigliamo di acquistare i biglietti prima di arrivare agli ingressi per evitare di doverlo acquistare lì per lì come abbiamo fatto noi, sul tuk-tuk al volo e sudati zuppi.



I templi che abbiamo visitato ad Angkor Wat
Durante la prima giornata, abbiamo visitato il complesso di Angkor Thom, l’antica capitale fortificata voluta da Jayavarman VII. All’interno si trovano alcuni dei templi più spettacolari del sito:
- Bayon, il tempio di stato, noto per le sue 216 teste giganti scolpite nella pietra. Un vero simbolo di Angkor.
- Baphuon, ricostruito dopo decenni di lavoro filologico: durante la guerra civile gli archeologi smontarono il tempio pezzo per pezzo, ma i Khmer Rossi distrussero le istruzioni. Fortunatamente, il puzzle è stato ricomposto negli anni.
Ad un chilometro da Angkor Thom si trova Ta Prohm, forse il tempo più suggestivo. È immerso nella giungla, è stato letteralmente “inghiottito” dalla vegetazione. L’ambientazione ti trasporta immediatamente in Tomb Raider o Indiana Jones, a seconda delle tue preferenze. Una figata pazzesca.
Altri templi imperdibili che abbiamo visitato (durante la nostra seconda giornata a Siem Reap, dopo essere andati ad un villaggio galleggiante):
- Banteay Kdei e Pre Rup: quest’ultimo è spettacolare al tramonto, anche se in stagione secca il paesaggio sarà più secco e meno verdeggiante.
- Prasat Kravan: piccolo e dedicato a Vishnu, custodisce meravigliose sculture in mattoni del X secolo.



Nel nostro terzo giorno abbiamo optato per un itinerario meno battuto, ideale se si ha il volo nel pomeriggio (come noi, che avevamo il volo per Bangkok):
- Preah Ko, tempio induista il cui nome significa “toro sacro” in lingua Khmer
- Bakong, il primo “tempio di montagna” costruito su più livelli, voluto da Indravarman I nel IX secolo.
- Beng Mealea, il preferito dei cambogiani: immerso nella giungla, più grande e meno affollato rispetto a Ta Prohm. Passeggiare tra le rovine coperte di vegetazione, attraversare tunnel al buio e ascoltare solo i suoni della foresta è un’esperienza che difficilmente si dimentica.



Siem Reap e dintorni: Il villaggio galleggiante di Kampong Khleang
Tra le varie escursioni possibili da Siem Reap, abbiamo scelto di visitare Kampong Khleang, il villaggio galleggiante più grande della zona, perché è decisamente meno turistico rispetto ad altri più noti, come Kampong Phluk.
Situato sulle rive del lago Tonlé Sap, patrimonio UNESCO e cuore pulsante della Cambogia rurale, Kampong Khleang conta oltre 100.000 abitanti: più che un villaggio, è una vera e propria città sull’acqua. Le palafitte altissime, le case galleggianti, le scuole, le barche e i mercati locali offrono uno spaccato sulla vita quotidiana delle comunità che abitano il lago da oltre mille anni, sin dall’epoca di Angkor.
Abbiamo avuto la fortuna di incontrare una guida appassionata e preparata, che ci ha spiegato a fondo le dinamiche sociali e naturali del luogo. Se state organizzando un viaggio a Siem Reap e cercate un contatto affidabile, scrivici: saremo felici di mettervi in contatto!
Il Tonlé Sap è il lago più grande del sud-est asiatico e una delle aree più pescose al mondo. La sua caratteristica più sorprendente è il ciclo delle acque, unico nel suo genere: durante la stagione delle piogge (approssimativamente da giugno a ottobre), il flusso del fiume Tonlé cambia direzione e le acque iniziano a riempire il lago, che passa da circa 2.500–3.000 km² a oltre 10.000–20.000 km², raggiungendo anche i 14 metri di profondità.
Quando siamo stati noi, il lago era ancora in fase di riempimento: le acque erano basse e fangose, ma è affascinante sapere che nel giro di poche settimane la trasformazione sarà totale. Basta cercare qualche immagine online per rendersi conto di quanto cambi il paesaggio.
Anche in questo periodo, però, il villaggio mantiene tutto il suo fascino. Abbiamo attraversato le case in barca e visto da lontano una scuola primaria (le lezioni erano in corso, qui le vacanze scolastiche sono tra fine agosto e ottobre).



Cosa vedere a Siem Reap: Apopo Visitor Center
Dopo aver visitato i templi di Angkor, ci siamo fermati all’APOPO Visitor Center a Siem Reap, sede di una ONG straordinaria attiva in diversi paesi del mondo: si occupa di sminamento nelle ex zone di guerra, e lo fa con l’aiuto… dei ratti!
La Cambogia è tristemente nota per essere uno dei paesi con il più alto numero di campi minati ancora attivi. Le mine qui sono estremamente sensibili: bastano 5 kg di pressione perché esplodano. Questo significa che bambini, adulti e animali da fattoria rischiano ogni giorno la vita, semplicemente camminando o lavorando la terra.
Ma per fortuna esistono eroi come Glen, uno dei ratti dell’associazione APOPO. Con i suoi appena 1,5 kg di peso, non innesca le mine e riesce a fiutare il tritolo (TNT) con incredibile precisione. In pochi minuti riesce a ispezionare un’area che a una persona munita di metal detector richiederebbe ore. Grazie a lui — e ai suoi compagni roditori — sempre più contadini possono finalmente riappropriarsi delle proprie terre, coltivarle, costruire case, vivere.
La visita al centro è stata commovente e istruttiva. La storia recente della Cambogia è dura, fatta di guerre e distruzioni, ma è anche una storia di resilienza e rinascita. Sostenere progetti come questo, anche solo con una visita o una donazione, è un modo concreto per fare la differenza.
Cosa vedere a Siem Reap: Pub street ed il centro cittadino
Anche se Siem Reap è nota soprattutto per i templi di Angkor, il suo centro città offre un’atmosfera vivace (ed un po’ assurda), perfetta per rilassarsi dopo una giornata tra rovine e giungla. Il cuore pulsante della vita notturna è senza dubbio Pub Street, una via illuminata da luci al neon, insegne colorate e locali pieni di gente — un po’ kitsch. A noi ha ricordato vagamente Beale Street a Memphis.
Qui si trova di tutto: ristoranti cambogiani e internazionali, cocktail bar, live music, street food e locali notturni. Per un’esperienza meno rumorosa, puoi spostarti verso East Bank dall’altra parte del fiume Siem Reap.
Se hai tempo (noi non ci siamo riusciti, purtroppo) puoi puntare ad una visita al museo nazionale di Angkor (national museum). Le esposizioni sono suddivise per epoca, tema e dinastia, e includono reperti che vanno dai periodi pre-angkoriani fino ai grandi re come Jayavarman VII. Consigliamo di visitarlo nelle ore centrali della giornata, quando fa troppo caldo per stare all’aperto.



Dove mangiare a Siem Reap, piatti tradizionali khmer
A Siem Reap siamo arrivati un po’ stanchi dalla cucina asiatica e cambogiana, in generale (siamo arrivati qui dopo 30 giorni in giro tra Bangkok, Laos, Cina, Vietnam e Cambogia. Abbiamo provato però Joe’s Burger, che ti consigliamo caldamente. Trovi sia cucina occidentale che cambogiana, anche se noi ti consigliamo i burger di Joe, un signore scozzese molto simpatico sposato con una cambogiana.
Tra i ristoranti di cucina khmer segnaliamo:
C’è anche lo specialty coffee di The Bean Embassy Roastery & Specialty Coffee.
Dove dormire a Siem Reap
Ti consigliamo di rimanere almeno 3 notti/giorni a Siem Reap per vedere al meglio Angkor e dintorni. Visto le alte temperature (soprattutto a fine luglio, quando siamo andati noi) ti conviene considerare un hotel con piscina, per rinfrescarsi un po’ nelle ore più calde, dopo aver camminato ore per templi. Noi ci siamo trovati davvero molto bene all’hotel Vellita Siem Reap, che ha una piscina pazzesca ed un ottimo bar. Buono anche il ristorante che prepara cucina khmer e internazionale. Davvero un soggiorno consigliatissimo. Staff meraviglioso!
Come raggiungere Siem Reap dalla capitale della Cambogia
Per raggiungere Siem Reap da Phnom Penh, abbiamo preso su 12Go (nostro partner locale) un pulmino della compagnia Seila Angkor Khmer Express che ci ha impiegato circa 6 ore. Forse anche qualcosa in meno visto quanto veloce andava l’autista.
Come raggiungere Siem Reap da Bangkok, Thailandia
Avendo l’obiettivo di prendere meno voli possibili durante il nostro viaggio nel sud-est asiatico, abbiamo cercato alternative per tornare a Bangkok, ultima tappa del nostro viaggio prima del rientro a Roma. Purtroppo, ad oggi, è alquanto dura (o meglio, il viaggio è piuttosto lungo) ed abbiamo desistito e preso un aereo. Abbiamo optato per Air Asia e ci siamo trovati piuttosto bene.







corrado
grazie per le preziose informazioni , ci faccio un pensierino per il prossimo anno
seguendo i vostri consigli
Hesitant Explorers
Grazie a te <3