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Cosa vedere ad Abu Dhabi e dintorni: i nostri consigli

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Cosa vedere ad Abu Dhabi

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In questo articolo ti parliamo di cosa vedere ad Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti. Qui abbiamo passato 5 giorni, organizzando tante gite fuori porta ed avendo tempo per visitare con calma tutte le attrattive che questa città ha da offrire.

Oltre ai consigli su cosa vedere ad Abu Dhabi, vogliamo brevemente parlarti dell’assicurazione sanitaria che consigliamo. Il nostro partner per le assicurazioni di viaggio è Heymondo, società leader nel settore con più di 2.000 recensioni certificate su trustpilot.com e altri portali. Clicca qui per acquistare ora la tua polizza assicurativa con Heymondo e accedere al 10% di sconto esclusivo per i nostri lettori e follower! Non farti sfuggire questa opportunità prima del tuo viaggio negli Emirati Arabi Uniti.

Ti ricordiamo, nel caso non avessi ancora letto gli altri articoli sul nostro Dune Tour, che siamo arrivati negli Emirati con un aereo dal Bahrain dopo aver vissuto l’esperienza della Formula 1. Inoltre, da qui siamo poi partiti per Muscat in Oman, paese che abbiamo visitato insieme agli Emirati Arabi durante il nostro tour on the road.

Cosa vedere ad Abu Dhabi: il museo del Louvre

Tra le tappe culturali più interessanti di Abu Dhabi c’è senza dubbio il Louvre di Abu Dhabi, un museo che vale la visita tanto per l’architettura quanto per il percorso espositivo che abbiamo trovato davvero notevole. Progettato da Jean Nouvel, sorge sull’isola di Saadiyat. L’edificio è coperto da una cupola traforata che filtra la luce creando il famoso effetto della “pioggia di luce”.

All’interno, la collezione permanente e le mostre temporanee raccontano la storia dell’umanità seguendo un approccio originale: le opere sono divise per aree tematiche e geografiche. Ne nasce un dialogo continuo tra civiltà diverse, che mette in relazione oggetti, dipinti e sculture provenienti da continenti lontani ma legati da esperienze, simboli e domande comuni.

Preventiva almeno 4 ore per visitare il tutto. Sappi anche che di fronte al Louvre, è in costruzione il Guggenheim Abu Dhabi, firmato da Frank Gehry, che completerà il distretto culturale di Saadiyat.

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Cosa vedere ad Abu Dhabi: Louvre
emirati arabi uniti
La grande moschea dello Sceicco Zayed
Moschea sceicco zayed
Cosa vedere ad Abu Dhabi: la grande moschea dello Sceicco Zayed

Cosa vedere ad Abu Dhabi: Grande moschea dello Sceicco Zayed

La Gran Moschea dello Sceicco Zayed è forse il punto d’interesse più importante della città, che a noi è piaciuto davvero tanto. L’edificio progettato dall’architetto siriano Youssef Abdelke è spesso citato come esempio di “stile Khalifa”: un’architettura monumentale contemporanea che rilegge in chiave moderna cupole, archi e motivi geometrici della tradizione islamica. Un esempio? I minareti alti 107 metri.

All’interno della moschea si trova il tappeto annodato a mano più grande del mondo: oltre 5.600 m² di superficie e circa 35 tonnellate di peso, realizzato da più di 1.200 artigiani. Il disegno è dell’artista iraniano Ali Khaliqi e la composizione dei filati – per il 70% lana e per il 30% lana mista cotone – ha richiesto uno sforzo logistico importante. Il trasporto infatti è stato effettuato con tre aerei cargo.

Un altro elemento interessante è il gigantesco lampadario della sala di preghiera principale. Si tratta di uno dei lampadari più grandi del mondo: è alto circa 15 metri, ha un diametro di oltre 10 metri e pesa intorno alle 12 tonnellate. Realizzato in acciaio inossidabile, ottone e vetro dorato, è impreziosito da milioni di cristalli Swarovski.

Un altro elemento che colpisce sono le decorazioni floreali, interamente dipinte a mano dall’artista britannico Kevin Dean. Ispirate alla flora locale, ricoprono colonne e pavimenti con un livello di dettaglio sorprendente e restituiscono bene l’idea del fermento culturale che caratterizza gli Emirati oggi.

Quello che ci lascia di stucco (in negativo) è il grande centro commerciale che bisogna attraversare per accedere all’area (l’ingresso alla moschea è comunque gratuito). L’abbiamo trovata una stonatura che però non ha intaccato la bellezza della moschea.

Il momento migliore per visitarla secondo noi è il tramonto, quando l’edificio cambia letteralmente volto passando dalla luce piena del giorno alle tonalità rosate del tramonto, fino all’illuminazione notturna che ne esalta le forme monumentali.

Per raggiungere la moschea è facile con il servizio pubblico di bus: ci sono un paio di fermate lì vicino dove fermano le linee 24, 94, 401, A10 e 175. Puoi acquistare un abbonamento ai mezzi di trasporto pubblici di Abu Dhabi per circa11 Euro e valido per 1 settimana. Noi l’abbiamo fatto e ci siamo trovati molto bene, tra l’altro l’abbiamo utilizzato anche per andare in aeroporto per il volo di rientro.

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National Aquarium Abu Dhabi

Tra le visite più interessanti della capitale degli Emirati Arabi, c’è anche il National Aquarium Abu Dhabi che non è un semplice acquario (all’inizio, proprio per questo, eravamo un po’ scettici nel visitarlo). Oltre alle vasche che ospitano specie marine, l’acquario nazionale ospita infatti un ospedale per tartarughe marine e programmi attivi di conservazione, tra cui iniziative dedicate al ripopolamento del Mare Arabico con diverse specie di squali.

Colpisce in particolare la presenza di una surgery room, dove le tartarughe vengono operate per rimuovere la plastica ingerita: un promemoria molto concreto dell’impatto dell’inquinamento, se si pensa che in alcune aree degli oceani oggi si stima ci sia fino a sei volte più plastica che plancton. 

All’interno del percorso si parla anche delle isole Bu Tinah, area marina protetta e riserva della biosfera UNESCO. Non visitabile dal pubblico, Bu Tinah è uno degli ecosistemi più importanti degli Emirati per la tutela della biodiversità marina, tra barriere coralline, mangrovie e specie a rischio. 

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L’ospedale dell’acquario nazionale di Abu Dhabi
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Gli “aflaj” di design del centro culturale di Abu Dhabi
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Cosa vedere ad Abu Dhabi: Palazzo Qasr Al Watan

Centro culturale di Abu Dhabi e Qasr al Hosn

Nel centro della città (downtown) ci ha colpito molto il Cultural Foundation Abu Dhabi (ingresso gratuito), uno spazio vivo e accessibile dedicato alla scena artistica locale. Le mostre temporanee danno ampio spazio a artisti emiratini emergenti, offrendo uno sguardo contemporaneo su identità, memoria e trasformazioni sociali del Paese.

All’interno c’è anche un atelier aperto, dove chiunque può fermarsi a dipingere o sperimentare liberamente, senza costi (cosa abbastanza comune negli Emirati Arabi Uniti, come avevamo già visto a Dubai). All’esterno, invece, alcune installazioni rendono omaggio alle oltre 200 isole dell’emirato e agli ecosistemi di mangrovie, con richiami ai tradizionali sistemi di irrigazione aflaj.

Può valere la pena visitare il centro culturale insieme al Qasr al Hosn, forse il luogo storico più antico della città. Nato come torre di avvistamento nel XVIII secolo per proteggere le risorse d’acqua dolce, è diventato nel tempo residenza della famiglia regnante e sede del governo. Oggi ospita un museo che racconta la storia di Abu Dhabi prima del petrolio. Vale davvero una visita!

Il palazzo presidenziale Qasr Al Watan

Qasr Al Watan è il Palazzo Presidenziale noto anche come Palazzo della Nazione. È uno spazio che porta all’estremo quello che viene spesso definito “stile Khalifa”. Non a caso, il Qasr Al Watan Palace è considerato il primo grande edificio istituzionale ad aver codificato e utilizzato in modo sistematico questo linguaggio architettonico contemporaneo ispirato alla tradizione islamica.

Oltre all’impatto visivo, il palazzo ha anche una forte dimensione narrativa e politica. Le sale espositive raccontano la nascita degli Emirati Arabi Uniti, il funzionamento delle istituzioni e il pensiero del padre fondatore Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan, con un’attenzione particolare ai valori di unità, conoscenza e dialogo. Biblioteche, manoscritti e spazi cerimoniali offrono una chiave di lettura utile per comprendere l’identità nazionale degli Emirati e la visione che ha guidato la costruzione dello Stato moderno.

Attrazioni che non abbiamo visto ad Abu Dhabi

Oltre alle tappe che abbiamo visitato, Abu Dhabi offre alcune attrattive che potrebbero interessarti:

  • Yas Island – L’isola del divertimento di Abu Dhabi, che concentra parchi tematici, hotel, spiagge e il circuito di Formula 1, rendendola una destinazione a sé.
  • Ferrari World Abu Dhabi – Il parco tematico dedicato al marchio Ferrari, famoso per Formula Rossa, una delle montagne russe più veloci al mondo. È una meta molto gettonata anche da chi viaggia in famiglia.
  • Warner Bros. World Abu Dhabi – Un enorme parco indoor dedicato ai personaggi Warner Bros., pensato soprattutto per bambine e bambini ma interessante anche per chi ama l’immaginario pop.
  • SeaWorld Abu Dhabi – Il più recente parco di Yas Island, focalizzato su oceani ed ecosistemi marini, con un forte accento su educazione e conservazione.
  • Emirates Palace – Hotel dal design riconoscibile con cupole monumentali, giardini immensi e interni sontuosi. Potete andare anche per un caffè.
  • Etihad Towers – Cinque torri futuristiche affacciate sul mare, simbolo dello skyline moderno. Dal Observation Deck at 300 si gode una visita panoramica sulla Corniche e sull’Emirates Palace.

Cosa vedere ad Abu Dhabi: gite fuori porta

Rub Al Khali: il quarto vuoto

Il primo incontro con il Rub’ al Khali è stato quasi spiazzante: davanti a noi si apriva un vuoto immenso, un mare di dune di varia misura. È il più grande deserto di sabbia continuo del pianeta, circa 650.000 km² che attraversano Arabia Saudita, Oman, Emirati Arabi Uniti e Yemen. Le precipitazioni sono minime – in media tra i 25 e i 50 mm l’anno – eppure, nonostante condizioni considerate estreme, questo territorio è abitato da secoli da popolazioni beduine e conserva ancora aree poco esplorate.

La nostra gita è iniziata con la Liwa Oasis, un’oasi dal forte valore simbolico per gli emiratini. In un Paese dove la popolazione locale rappresenta una minoranza, Liwa è percepita come uno dei cuori della cultura emiratina: da qui provengono le famiglie Al Maktoum e Al Nahyan, legate rispettivamente ai governi di Dubai e Abu Dhabi. Oggi l’oasi conta circa 15.000 abitanti, circondati da palmeti, coltivazioni di datteri e fattorie beduine, a pochi minuti dall’inizio del deserto vero e proprio.

All’ingresso del Rub al Khali si incontra la Duna Moreeb, spesso presentata come la duna più alta del mondo, con i suoi circa 300 metri. Anche se gli stessi bedu relativizzano questo primato, l’impatto visivo resta impressionante. Poco oltre compare una distesa bianca: una palude salina che racconta la storia di antichi laghi salati attivi fino a 6.000 anni fa, oggi visibili solo in seguito a piogge eccezionali. Proseguendo verso il confine saudita si incontrano le dune “mobili”, che avanzano di metri ogni anno spinte dal vento, e piante come la Suaeda vermiculata, una specie adattata al sale, ancora utilizzata nella tradizione beduina.

Il deserto è anche il luogo ideale per riflettere sul rapporto tra turismo e ambiente. I cammelli, animali centrali nella cultura beduina, non sono semplici attrazioni: per secoli sono stati compagni di viaggio e fonte di sostentamento. Ci è stato spiegato quanto sia faticoso per loro alzarsi e rialzarsi più volte al giorno con un peso sulla schiena, un motivo in più per evitare di montarli solo per una fotografia. Abbiamo visto anche come le femmine prossime al parto vengano lasciate libere, continuando poi a muoversi nel deserto insieme ai piccoli.

Dal punto di vista naturalistico, il Rub al Khali sorprende per la varietà nascosta nei dettagli. Accanto a oasi e insediamenti beduini, poco lontano dalle piste compaiono le “rose del deserto”: formazioni minerali di gesso e sabbia modellate dal vento, fragili e bellissime, che spezzano l’apparente uniformità del paesaggio.

Il tour nel Rub al Khali lo abbiamo organizzato con Arabian Tours, durante gli ultimi giorni utili della stagione, che di solito si chiude a fine aprile. Abbiamo scelto un’escursione giornaliera, ma l’idea di tornare per dormire nel deserto resta forte. Non è solo una questione di panorama: qui convivono storia, cultura, conoscenza profonda del territorio e un rispetto autentico per la natura. Un’esperienza che lascia il segno e difficilmente si dimentica.

rub al khali
Deserto di Rub Al Khali
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L’oasi di Al Ain
Seasafari Abu Dhabi
Gita tra le isole di Abu Dhabi

Al Ain ed i suoi aflaj

Nel territorio dell’emirato di Abu Dhabi, non lontano dal confine con l’Oman, si trova Al Ain, una vera oasi. Qui si estende uno dei palmeti più vasti e antichi della regione, riconosciuto come patrimonio dell’UNESCO: oltre 150.000 palme da dattero.

L’equilibrio dell’oasi è reso possibile da un ingegnoso sistema di irrigazione tradizionale, i famosi aflaj, in uso da più di 3.000 anni. L’acqua scorre sfruttando solo la gravità, incanalata in piccoli corsi che attraversano campi e giardini e rendono coltivabile un ambiente altrimenti proibitivo. Seguendo questi canali, si comprende quanto il controllo dell’acqua sia stato centrale per la sopravvivenza e lo sviluppo della vita in questa parte della Penisola Arabica.

L’accesso è gratuito e in circa un’ora si può passeggiare tra i sentieri, osservare i sistemi idrici e godersi la calma del palmeto. Un luogo ben curato, ideale come tappa durante un viaggio on the road tra Abu Dhabi e l’Oman o come escursione in giornata.

Gita per l’arcipelago di Abu Dhabi

Un’attività carina da fare ad Abu Dhabi è il tour dell’arcipelago con SeaSafari. In un primo momento si naviga guardando lo skyline moderno della città per poi passsare alle mangrovie e tratti di costa ancora incontaminate.

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Il mare è semplicemente spettacolare e vale la pena passare una mezza giornata in barca, alla ricerca di un mare limpido e della sabbia bianca.

Dove mangiare ad Abu Dhabi: i nostri suggerimenti

Ad Abu Dhabi abbiamo mangiato molto bene in questi posti:

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