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Cosa vedere in Borgogna: itinerario sulla Route des Grands Crus

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Cosa vedere in Borgogna

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In questo articolo ti raccontiamo cosa vedere in Borgogna, una delle regioni vinicole più importanti della Francia. Di seguito troverai un itinerario ed una descrizione piuttosto dettagliata di tutte le mete che siamo riusciti a visitare in 4 giorni. 

Prima di iniziare, una piccola nota. Se stai per partire per un viaggio in Borgogna, sentirai spesso parlare di climats. Il termine “climat” è uno dei concetti chiave della regione e va ad indicare un micro-terroir delimitato. Essenzialmente, è una piccola parcella di vigna che ha un proprio suolo, esposizione e microclimi unici.

Ogni climat può produrre un vino con caratteristiche riconoscibili, anche se dista pochi metri da un altro. Alcuni fun fact:

  • Ogni climat può produrre un vino con caratteristiche riconoscibili, anche se dista pochi metri da un altro.
  • È una tradizione antica, già mappata dai monaci cistercensi nel Medioevo.
  • Oggi ci sono più di 1.200 climats registrati nella Côte d’Or, e nel 2015 sono stati riconosciuti Patrimonio Mondiale UNESCO.

Itinerario nella route des grands crus di Borgogna: il nostro itinerario di 4 giorni

Siamo partiti per 4 giorni in Borgogna, dal venerdì mattina al lunedì sera, seguendo un itinerario on-the-road lungo la Route des Grands Crus. Tra vigneti, borghi medievali e abbazie, abbiamo attraversato una delle regioni paesaggisticamente più belle della Francia. Abbiamo suddiviso le nostre giornate come segue:

Venerdì 

  • Cluny
  • Jully-lès-Buxy
  • Marcilly-lès-Buxy

Sabato

  • Buxy
  • Vosne Romanée
  • Nuits-Saint-Georges
  • Fixin
  • Dijon
  • Aloxe-Corton
  • Chaudenay-Mimande

Se hai tempo, puoi aggiungere La Carrière (dei murales in una vecchia cava).

Domenica

  • Chassagne Montrachet
  • Monthélie
  • Volnay
  • Pommard
  • Beaune

Se hai più tempo, puoi aggiungere molti altri borghi: Auxey-Duresses, Meursault, Montrachet, Puligny-Montrachet (grands crus più importanti al mondo in bianco), Moulin Sorine.

Lunedì

  • Tournus
  • Rôche de Solutré

Cosa vedere in Borgogna: la Côte d’Or, la Route des Grands Crus della regione

La Côte d’Or: attraversando la Côte de Nuits della Borgogna, da Corgoloin a Dijon

Cosa vedere in Borgogna: Digione, la capitale della regione

cosa vedere in Borgogna: digione
Cosa vedere in Borgogna: Digione e la sua Place de la Liberté

Capitale storica della Borgogna e porta d’ingresso alla Route des Grands Crus, Digione è una città elegante e vivace, dove l’eredità ducale incontra la gastronomia (qualcuno ha sentito parlare della senape?!) e l’arte di vivere “à la française”. Fu tra il XIV e il XV secolo, sotto Filippo l’Ardito e Filippo il Buono, che la città visse il suo periodo d’oro: sede dei duchi di Borgogna e di una delle corti più raffinate d’Europa, divenne centro politico e artistico di primo piano.

Le cantine ducali custodivano botti dei migliori cru della Côte d’Or, e proprio qui, nel 1395, Filippo l’Ardito firmò l’editto che vietò la coltivazione del Gamay, troppo rustico, favorendo il Pinot Noir, ancora oggi vitigno che simbolizza la regione.

Il centro storico, perfettamente conservato, è un intreccio di palazzi gotici, case a graticcio e hôtels particuliers rinascimentali. Il cuore della città è la Place de la Libération, progettata da Jules Hardouin-Mansart, architetto di Versailles, e dominata dal Palais des Ducs et des États de Bourgogne (il palazzo dei duchi), antica residenza dei duchi. Oggi il palazzo ospita il Musée des Beaux-Arts, uno dei più antichi e importanti musei di Francia, con oltre 130 000 opere che spaziano dall’Antichità ai maestri del XIX secolo. Se avete tempo di visitarlo, da non perdere la Salle des Tombeaux des Ducs de Bourgogne, con i cenotafi di Filippo l’Ardito e Giovanni senza Paura, veri capolavori dell’arte fiamminga medievale.

Poco distante si trova l’Église Notre-Dame, costruita nel XIII secolo in stile gotico borgognone. Sulla sua facciata spicca la celebre Chouette, una piccola civetta scolpita che i Dijonnais accarezzano con la mano sinistra per buon auspicio. Parlando di civetta, per terra troverai alcune placche dorate con una civetta. Seguendola, puoi esplorare a piedi il centro storico toccando i luoghi più belli di Digione: la rue des Forges, la Place François-Rude con le case a graticcio e la giostra, la Cattedrale Saint-Bénigne, e gli altri numerosi musei cittadini, come il Musée de la Vie Bourguignonne o il Musée d’Art Sacré.

Se pensiamo ad un prodotto iconico di Digione però non possiamo non nominare lei: la mostarda. Nel 1747 Antoine-Claude Maille aprì qui la prima boutique dedicata alla moutarde fine, dando origine alla leggendaria mostarda di Digione, speziata e conservata con vino bianco. La Maison Maille di rue de la Liberté esiste ancora e conserva perfino il brevetto firmato da Napoleone, che autorizzava Maille a rifornire la corte imperiale. A pochi passi, la Cité Internationale de la Gastronomie et du Vin, aperta nel 2022, racconta la storia culinaria e vitivinicola della Borgogna con mostre interattive, ristoranti e corsi di degustazione curati dall’École des Vins de Bourgogne.

Vale anche la pena visitare le Halles de Dijon, progettate da Eiffel, dove ogni martedì, venerdì e sabato mattina si tiene un mercato vivace di prodotti regionali. La città offre anche spazi contemporanei come il Frac Bourgogne e Le Consortium, dedicati all’arte moderna, che confermano il suo volto più attuale. 

Uno specialty coffee se siete a Digione (sapete che siamo amanti del caffè) che purtroppo non abbiamo potuto provare: Wolf Coffee and Toast. Se volete comprare dei formaggi, ti consigliamo Fromages & Co, dove c’è una signora dolcissima che gestisce sapientemente il negozio.

hotel particulier dijon
Hôtel particulier a Digione con il famoso tetto borgognone
Romanée conti
Il vigneto di Romanée-Conti (ci possiamo permettere solo di vederlo da fuori)

Nuits-Saint-Georges

Capitale della Côte de Nuits, Nuits-Saint-Georges è un borgo vitivinicolo animato, punto di riferimento per chi ama il Pinot Noir nella sua forma più autentica e pregiata. Con poco più di cinquemila abitanti, il paese si sviluppa intorno al campanile romanico di Saint-Symphorien e al beffroi del XVIII secolo, tra antiche case in pietra, cantine e negozi di vino. Fu proprio qui che nacque la reputazione dei rossi borgognoni serviti alla corte di Luigi XIV: intensi, strutturati e longevi, come il carattere del suolo da cui provengono.

I vigneti che circondano la cittadina producono vini celebri per la loro eleganza, con climats che incarnano l’essenza della Côte d’Or. Oltre ai rossi, da queste colline arrivano anche ottimi Crémants de Bourgogne, frizzanti raffinati che accompagnano perfettamente la cucina locale.

Durante il nostro viaggio abbiamo fatto una degustazione indimenticabile al Domaine Manuel Olivier (fatta in inglese – l’unica), una piccola realtà a conduzione familiare che unisce tradizione e innovazione. Tra i calici più memorabili, un Pinot Noir Premier Cru goloso e setoso e un sorprendente Hautes-Côtes de Nuits blanc, fresco e minerale. L’accoglienza è calorosa e didattica. Se si acquistano dei vini, la degustazione è gratuita. Altrimenti il costo è di 20 euro (circa 12 vini, di cui un grand cru).

Nei dintorni trovate la Confrérie des Chevaliers du Tastevin, l’Imaginarium (per scoprire qualcosa in più sul crémant di Borgogna), il Cassissium dove si può scoprire l’altro grande prodotto locale: la crema di cassis. Potete andare a vedere anche i murales de La Karrière.

Vosne Romanée

Lungo la Route des Grands Crus, ad una manciata di chilometri da Nuits-Saint-Georges, si raggiunge Vosne-Romanée, un piccolo villaggio che ha fatto la storia. In appena 1,8 ettari di vigna nasce il vino più prezioso del mondo: la Romanée-Conti. Ogni metro quadrato di questo terreno vale più di 15 milioni di euro, rendendolo l’appezzamento di terra più caro al mondo.

Nel Settecento, il vigneto apparteneva al principe di Conti, che lo riservò esclusivamente per sé: nessuna bottiglia veniva venduta, solo condivisa con la sua cerchia più ristretta, come simbolo di orgoglio e prestigio. Con la Rivoluzione francese, le terre furono espropriate e vendute come beni nazionali, e la vigna passò di mano più volte fino alla nascita dell’attuale Domaine de la Romanée-Conti (DRC). Da allora, la produzione è rimasta volutamente minima, circa 5.000 bottiglie l’anno, destinate a una ristretta lista d’attesa,  mentre sul mercato i prezzi possono superare i 100.000 euro a bottiglia.

Il Domaine de la Romanée-Conti, oggi gestito dalle famiglie de Villaine e Leroy, è divenuto sinonimo di purezza e rispetto per la terra. Tutti i vigneti sono coltivati in biodinamica, senza chimica né irrigazione artificiale, in un approccio che privilegia l’armonia naturale e la vitalità del suolo. Qui il Pinot Noir raggiunge la sua espressione più elegante e longeva, grazie a un terroir unico fatto di calcare, argilla e millenni di equilibrio geologico.

In Borgogna, questa filosofia si ritrova anche in gesti antichi che si possono facilmente percepire se si guarda tra le vigne. A fine vendemmia, infatti, molti produttori lasciano alcuni grappoli appassire sulla vite o cadere a terra. I grappoli servono a nutrire la fauna e i microrganismi del suolo, a ridurre lo stress della pianta e a conservare un segnale biologico per la stagione successiva, favorendo una maturazione più armoniosa.

Passeggiando lungo i muretti di pietra che delimitano i climats di Vosne-Romanée, si capisce subito che qui il vino è cultura, memoria e paesaggio. Puoi andare a sbirciare tra i vitigni di Romanée-Conti ma, purtroppo, è molto difficile provare i loro vini (a meno che tu non sia tra pochissimi eletti). A noi è bastato farci una foto davanti alla targa con il nome Romanée-Conti.

Cosa vedere in Borgogna: Vosne Romanée
Cosa vedere in Borgogna: Vosne-Romanée ed i suoi vigneti

Fixin

Fixin è uno dei villaggi più caratteristici della Côte de Nuits, immerso tra boschi, muretti in pietra e -ça va sans dire – vigneti. Piccolo ma ricco di storia, Fixin è noto per i suoi Pinot Noir strutturati e speziati, che uniscono pregio e eleganza. Rispetto all’Alsazia, dove siamo stati l’anno scorso durante lo stesso periodo, abbiamo trovato decisamente meno turisti in Borgogna.

Ci siamo fermati per pranzo al Clos Napoléon, un ristorante ospitato in una dimora del XIX secolo affacciata sui vigneti. L’atmosfera è conviviale, con piatti che valorizzano i prodotti del territorio, dal boeuf bourguignon alle escargots, e una carta dei vini che celebra la Côte d’Or in ogni dettaglio.

Poco lontano da Fixin, si trova il celebre Clos de Vougeot, un dei simboli della Borgogna. Circondato da muretti di pietra perfettamente disegnati, questo storico clos fu fondato dai monaci cistercensi di Cîteaux nel XII secolo e rimane ancora oggi un luogo quasi sacro per i vignaioli della regione.

La Côte de Beaune, la parte più meridionale della Côte d’Or, da Santenay a Corgoloin

Chassagne Montrachet

Cosa vedere in Borgogna: Chassagne Montrachet
Passeggiando per il borgo di Chassagne-Montrachet

Chassagne-Montrachet è uno dei nomi più leggendari della Borgogna. Il villaggio è piuttosto raccolto, pieno di vigne e di insegne antiche che indicano maisons de vin. Il villaggio è anche il cuore di una delle aree più celebrate al mondo per i grandi Chardonnay. I vini di Chassagne-Montrachet sono profondi e minerali, spesso con sfumature di nocciola e burro. Accanto ai bianchi, però, anche i Pinot Noir di Chassagne meritano attenzione. Purtroppo noi lo abbiamo trovato chiuso, ma una bella cantina che ci è stata consigliata è il Domaine Amiot Guy et Fils.

Chassagne Montrachet è il luogo perfetto per camminare tra le vigne ed i climats che l’UNESCO ha riconosciuto come patrimonio mondiale.

Se arrivate in zona per la colazione, ti consigliamo di fare un salto al Petit-Chêne che fa degli ottimi pains au chocolat.

Monthélie

Monthélie ed i suoi vigneti
Cosa vedere in Borgogna: Monthélie ed il suo paesaggio mozzafiato

Monthélie è un minuscolo villaggio di pietra circondato da vigneti stupendi (forse uno dei panorami più belli della Côte d’Or). Il suo nome, che in latino significa “piccolo monte”, descrive perfettamente la posizione: un anfiteatro naturale che domina le colline della Côte de Beaune.

Nonostante le dimensioni ridotte, Monthélie custodisce una tradizione vitivinicola antica e vivace. I suoi vini, spesso descritti come un punto d’incontro tra la delicatezza di Volnay e la struttura di Pommard, esprimono un carattere unico. Ci sono perlopiù rossi.

Durante il nostro itinerario ci siamo fermati al Domaine Dubuet-Monthélie per un’ottima degustazione di vini. La degustazione è stata una delle più piacevoli del viaggio. I produttori ci hanno davvero trasmesso la passione per quello che fanno ed il rispetto che nutrono per la vigna. Ogni bottiglia sembra riflettere proprio quest’amore.

Paesino di Chassagne Montrachet
Paesino di Chassagne Montrachet
degustation Dubuet Monthélie
Degustazione a Monthélie da Dubuet
Pommard cosa vedere in Borgogna
Cosa vedere in Borgogna: Pommard

Volnay

Volnay è un piccolo villaggio che si trova sulle colline della Côte de Beaune. I suoi vini, quasi esclusivamente Pinot Noir, sono tra i più eleganti della Borgogna.

A Volnay abbiamo vissuto uno dei pranzi più memorabili del viaggio (ma forse anche della nostra vita), al Cellier Volnaysien, un ristorante che racchiude perfettamente l’anima della Borgogna. Tavoli in legno, pareti in pietra e un’atmosfera familiare accolgono piatti della tradizione preparati con semplicità e precisione: œufs en meurette, carni brasate al vino e formaggi locali accompagnati da etichette del territorio. Se c’è un ristorante da non perdere in Borgogna è proprio questo.

Cellier volnaysien foliage
Entrata in un’enoteca in Borgogna
dove mangiare in Borgogna: cellier volnaysien
Suprema di pollo al cellier volnaysien
Saint vincent cellier volnaysien
San Vincenzo, protettore dei vignerons (si trova ovunque)

Pommard

Dopo Volnay, la strada del vino entra a Pommard, un villaggio che incarna la parte più robusta e profonda della Côte de Beaune. Circondato da colline fitte di vigneti, Pommard è sinonimo di Pinot Noir potente, con aromi di ciliegia nera, terra e spezie. 

Il villaggio è famoso per il suo Château de Pommard, una delle tenute più importanti della regione. Costruito nel XVIII secolo e circondato da un clos di venti ettari, è un luogo dove la storia e il vino si fondono perfettamente. Oggi appartiene a una famiglia che ha rinnovato la tenuta con un approccio moderno e sostenibile, puntando su viticoltura biologica e biodinamica. È possibile fare una (molto costosa) degustazione nel castello.

Beaune

Beaune hospices
Cosa vedere in Borgogna: les Hospices de Beaune

Cuore pulsante della Côte de Beaune e tappa imperdibile lungo la Route des Grands Crus, Beaune è la capitale storica del vino di Borgogna. Cinta da antiche mura e ricca di dimore del XVI e XVII secolo, la città unisce fascino medievale e atmosfera vivace, con cantine storiche, enoteche da non perdere (noi ti consigliamo assolutamente l’Arche des Vins, se hai tempo) botteghe e ristoranti dove il Pinot Noir e lo Chardonnay sono protagonisti assoluti. Un’esperienza culinaria carina è quella che puoi provare da La Lune, ristorante fusion giapponese-francese. Per uno specialty coffee ti consigliamo due posti: samedi café e Boulangerie place Monge.

Tra le visite da non perdere ci sono gli Hospices de Beaune, simbolo della città e autentico capolavoro dell’architettura borgognona. Fondati nel 1443 da Nicolas Rolin, cancelliere del duca di Borgogna, e da sua moglie Guigone de Salins, nacquero come ospedale per i poveri dopo la devastante guerra dei Cent’Anni. Le suore ospitaliere ne garantirono il funzionamento fino al 1971, quando venne costruito un nuovo centro sanitario. L’edificio è celebre per i suoi tetti di ardesia e tegole smaltate multicolori, divenuti uno dei simboli più riconoscibili della Borgogna. 

Durante la visita a Beaune abbiamo anche visitato la Moutarderie Fallot, l’ultima fabbrica di senape artigianale indipendente della regione, fondata nel 1840. 

cosa vedere a Pommard
I vicoli di Pommard
fallot moutarderie
La mostarderia Fallot a Beaune

Aloxe-Corton

In questo piccolo borgo, si producono famosi Grands Crus rossi e bianchi, l’unico posto nella côte de Beaune. Siamo ad Aloxe-Corton, un villaggio minuscolo ma dal nome leggendario, circondato da parcelle che hanno fatto la storia del vino francese. Qui nascono alcuni dei Pinot Noir più longevi e complessi della Borgogna, come il Corton e il Corton-Bressandes, accanto agli Chardonnay di Corton-Charlemagne, minerali e profondi.

Nel cuore del paese si trova il Château Corton-André, con il suo inconfondibile tetto di tegole smaltate, simbolo della regione. Ma la vera magia si percepisce tra le cantine e i piccoli domaine a conduzione familiare

Durante il nostro itinerario abbiamo fatto una degustazione al Domaine Chapuis. Siamo stati accolti nella loro cava sotterranea, circondata da botti e profumo di legno e mosto, abbiamo assaggiato eleganti Grands Crus.

Cosa vedere in Borgogna: la Côte Chalonaise a Buxy e dintorni

Jully lès buxy airbnb
Il nostro Airbnb a Jully-lès-Buxy
centro medievale di Buxy
Il centro medievale di Buxy

Lasciata alle spalle la Côte d’Or, la strada prosegue verso sud tra campi, allevamenti di mucche carinissime, muretti a secco e piccoli villaggi immersi nel silenzio: siamo nella Côte Chalonnaise, una zona meno conosciuta ma dal fascino autentico, dove la Borgogna si mostra più rurale. Qui il ritmo è più lento e le cantine decisamente più economiche.

A Buxy abbiamo fatto un’ottima degustazione al Domaine Cognard, dove il Montagny Premier Cru si distingue tra tutti. 

La sera abbiamo cenato al ristorante di Armand Heitz, all’interno del castello del paese: una cucina raffinata ma semplice e legata al territorio, con piatti che esaltano i prodotti locali e vini serviti con straordinaria competenza.

Piccola nota: abbiamo soggiornato in un bellissimo Airbnb a Jully-lès-Buxy, immerso nel verde e nel silenzio delle campagne borgognone.

Cosa vedere in Borgogna: le mâconnais, le clunysois et le tournugeois

Cosa vedere in Borgogna: Cluny

Cluny e la sua abbazia
Cosa vedere in Borgogna: l’abbazia di Cluny

Cluny racconta il ruolo centrale che il potere religioso ha avuto sulla regione. Fu la sua abbazia, fondata nel 910 da Guglielmo il Pio, duca d’Aquitania, a trasformare il borgo in una delle capitali spirituali d’Europa.

Nel Medioevo, l’Abbazia di Cluny divenne la capitale spirituale e politica della cristianità occidentale. Il movimento cluniacense che nacque qui riformò la vita religiosa in tutta Europa: il suo ordine arrivò a contare oltre mille abbazie e priorati, diffondendo un modello di disciplina, studio e preghiera che plasmò l’identità medievale. La chiesa abbaziale, lunga 187 metri e alta 30, fu per secoli la più grande della cristianità fino alla costruzione di San Pietro a Roma.

Oggi ne restano solo frammenti di colonne e portali, ma bastano a evocare l’immensità dell’edificio e la sua importanza storica. Durante la Rivoluzione francese, infatti, l’abbazia fu confiscata e venduta come bene nazionale: le sue pietre servirono a costruire case e strade per il popolo. 

Abbazia di Cluny
L’abbazia di Cluny
Tournus abbazia
L’abbazia di Tournus
roche de solutré
Roche de Solutré

Tournus

Adagiata sulle rive del fiume Saona, Tournus è una piccola città piena di fascino, con vicoli sinuosi, case basse dalle facciate color miele e un’aria già meridionale (infatti qui i pains au chocolat si chiamano chocolatine – l’equivalente linguistico che va a differenziare arancino e arancina in Sicilia) che segna il nord e il sud della Francia. La sua fama è legata soprattutto all’Abbaye Saint-Philibert, uno dei più notevoli esempi di arte romanica in Europa: fondata nel XI secolo, viene spesso ricordata per la semplicità delle linee e la luminosità della navata.

Passeggiando tra le vie che costeggiano il fiume si respira un’atmosfera rilassata e autentica, lontana dai percorsi turistici più battuti. Da non perdere anche l’Hôtel-Dieu, antico ospedale del XVII secolo con un’incredibile farmacia e sale interamente conservate con arredi originali.

cosa vedere in borgogna
Cosa vedere in Borgogna: vista su Tournus ed il fiume Saona

Rôche de Solutré

Prima di tornare in Italia, ci siamo fermati in questo punto simbolo della Borgogna: la rôche de Solutré. Questa parete calcarea, modellata oltre 150 milioni di anni fa da un’antica “barriera” corallina emersa, domina i vigneti circostanti offrendo una delle vedute più famose della regione. La sua forma imponente ha sempre colpito l’immaginazione: già nel Paleolitico era un luogo di culto e di caccia, come testimoniano i resti preistorici rinvenuti ai suoi piedi.

Oggi è una meta ideale per una passeggiata panoramica: il sentiero che sale alla cima regala un panorama straordinario sui vigneti di Pouilly-Fuissé e sulle colline del Beaujolais. La Roche de Solutré è anche un simbolo nazionale: il presidente François Mitterrand amava scalarla ogni anno, dal il 1946 fino al 1995, trasformandola in un rito laico e identitario della Francia rurale.

Come spostarsi in Borgogna

Muoversi in Borgogna senza un’auto può essere limitante, soprattutto se si vogliono esplorare vigneti, piccoli villaggi e cantine fuori dai centri principali. Il modo più pratico è quindi noleggiare un’auto, che permette di viaggiare in autonomia e costruire un itinerario su misura tra strade panoramiche e soste enogastronomiche. Per confrontare le offerte delle principali compagnie e trovare la soluzione più conveniente, potete utilizzare il nostro partner DiscoverCars.com, che consente di prenotare online in modo semplice e sicuro.

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