Abbiamo raggiunto la Cina in treno, partendo dal Laos. Visto la nostra volontà di muoverci esclusivamente in treno (quando possibile), abbiamo deciso di puntare la parte meridionale del paese (per poi raggiungere il Vietnam). Non siamo stati né Pechino, né Xi’an e Shanghai né tanto meno la grande muraglia cinese, la città proibita e l’esercito di terracotta. Quello che abbiamo visto però è ugualmente incredibile e ci ha permesso di scoprire un lato forse meno conosciuto a noi europei. Forse però non è l’itinerario che cerchi per un primo viaggio in Cina (anche se per noi lo è stato). Quindi cosa vedere in Cina? Te lo diciamo noi, con un itinerario non convenzionale.
Oltre ai consigli su cosa vedere in Cina, vogliamo brevemente parlarti dell’assicurazione sanitaria che consigliamo. Il nostro partner per le assicurazioni di viaggio è Heymondo, società leader nel settore con più di 2.000 recensioni certificate su trustpilot.com e altri portali. Clicca qui per acquistare ora la tua polizza assicurativa con Heymondo e accedere al 10% di sconto esclusivo per i nostri lettori e follower! Non farti sfuggire questa opportunità prima del tuo viaggio in Cina o nel sud-est asiatico.
Abbiamo già scritto altri articoli su tutte le tappe in Cina: Yunnan (con un focus su Pu’er), Guilin ed il Guangxi, Guangzhou e Hong Kong. Abbiamo anche scritto delle app da utilizzare in Cina e di come spostarsi in treno. Abbiamo organizzato il nostro itinerario di due settimane da soli, senza l’aiuto di tour operator. Ultima cosa prima di iniziare, abbiamo visitato la Cina a luglio 2024 (non il periodo migliore per la maggior parte della Cina, tranne che per lo Yunnan).
Itinerario di 2 settimane in Cina: lo Yunnan
Lo Yunnan è stata la prima provincia che abbiamo visitato durante il nostro viaggio in Cina. In questo articolo ne abbiamo parlato nel dettaglio.
Giorno 1: Itinerario nello Yunnan, ingresso in Cina a Xishuangbanna
Da Luang Prabang, abbiamo preso il treno con destinazione Xishuangbanna, Cina. Non ci andremmo apposta, ma se arrivate dal Laos via terra come noi, è una tappa comoda da includere prima di spostarsi verso il resto della Cina. I controlli alla frontiera sono stati velocissimi, giusto il tempo di controllare il passaporto e di metterci il timbro (nel 2024 c’era un visto gratuito di 14 giorni, nel 2025 i giorni per il visto gratuito sono saliti a 30).
La città si trova all’estremo sud dello Yunnan, al confine con Laos e Myanmar, Xishuangbanna è diversa dal resto della Cina. Il clima è tropicale e l’influenza del Sud-est asiatico si percepisce ovunque: nei templi Theravada, nei mercati, nella cucina. È la terra dei Dai, una delle minoranze etniche cinesi, noti per la Festa dell’Acqua, simile al capodanno thailandese.
Jinghong, la città principale, è una buona base per esplorare la zona: tranquilla, piena di verde, con mercati dove trovare frutta locale, piatti speziati e tessuti colorati. Noi abbiamo visitato il mercato notturno, prima di andare a riposarci in hotel ed organizzare le tappe successive del nostro viaggio.
Cosa vedere in Cina? Giorno 2 a Pu’er e notte a Kunming
Da Xishuangbanna abbiamo preso un treno per Kunming fermandoci in giornata a Pu’er. In stazione, abbiamo trovato un tassista che ci ha portato a vedere le famose piantagioni. Se serve, possiamo darti il suo contatto su WeChat.
A Pu’er il tè non è solo una bevanda, ma è parte della cultura popolare. Abbiamo visitato le piantagioni da soli, tra raccoglitrici al lavoro e degustazioni improvvisate. I gruppi etnici Bulang, Lahu, Hani, Wa coltivano tè da secoli: per loro è parte della vita, più importante del riso.
Organizzare la visita alle coltivazioni non è facile: online si trova poco, spesso sbagliato. Se vuoi visitarle, ti consigliamo di leggere questo articolo in cui ne parliamo in maniera approfondita, dandoti anche consigli pratici su come visitare questi terrazzamenti meravigliosi.
Le piantagioni si raggiungono in circa 40 minuti dalla stazione, contrattando con un autista (non aspettatevi che parlino inglese). Passeggerai tra alberi di tè secolari mentre osservi la raccolta del tè. Puoi anche assistere alla cerimonia del tè e assaggiare il famoso Pu’er (il pregiato tè fermentato), oltre al tè nero e bianco della zona.
Dopo aver visitato le piantagioni, il driver ci ha portati a mangiare dei noodles spaziali e poi di nuovo in stazione, dove abbiamo preso il treno per Kunming. In città abbiamo dormito solo una notte (anche se ci siamo ritornati qualche notte dopo) in un hotel vicino alla stazione dei treni. Per comodità visto che, il successivo, siamo partiti per il Tibet cinese.



Giorno 3: Shangri-La, nel cuore del Tibet cinese
La mattina seguente, abbiamo preso il treno direzione Shangri-La (occhio che la stazione si chiama Xianggelila) e in circa 5 ore siamo arrivati in questa splendida città del Tibet cinese. Una volta arrivati, lasciamo le valige nel nostro bellissimo (e caratteristico) hotel: Shangri-La Feihangbap Mima Holiday Manor. Visto che siamo a oltre 3.000 metri di altezza, molti hotel (incluso il nostro) offrono ossigeno gratuitamente, in caso ti dovesse mancare l’aria.
Shangri-La si trova nello Yunnan, ma è Tibet a tutti gli effetti. A 3.300 metri di quota, la città vecchia di Dukezong conserva architetture, monasteri e riti della tradizione buddhista tibetana. Forse il punto più importante è la ruota di preghiera gigante nel parco Guishan: alta 21 metri, pesa 60 tonnellate e va spinta da più persone insieme. Ogni rotazione equivale a oltre un milione di mantra recitati. Dopo decidiamo di passeggiare tra le strade lastricate della città antica di Dukezong e capiamo subito che sia il modo migliore per respirare l’atmosfera del posto.
Se vi fermate a mangiare, vi consigliamo Akhustonpa, un ristorante tibetano con ottimi piatti a base di yak.
Se avete più tempo, nei dintorni, da non perdere c’è il Monastero Songzanlin, il più grande della regione, e la Gola del Salto della Tigre, una delle escursioni più spettacolari dello Yunnan.
Giorno 4: fermata a Lijiang e ritorno a Kunming
Il giorno dopo, con calma, torniamo nuovamente verso Kunming in treno. Prima però, decidiamo di fare una fermata a Lijiang. Il treno ci porta in un’ora e mezza a Lijiang, altra città del Tibet cinese.
Di Lijiang abbiamo apprezzato molto il suo centro storico (Dayan), patrimonio UNESCO dal 1997, contornato di case in legno, canali e piccoli ponti. Quando siamo andati noi, a luglio, abbiamo trovato molto turismo interno. Infatti, questa zona dello Yunnan è molto visitata in estate grazie alle sue temperature piacevoli.
Detto questo, a Lijian si respira ancora qualcosa della cultura Naxi, etnia caratteristica con una società di stampo matriarcale. Nelle famiglie tradizionali, le donne gestivano proprietà e discendenza, la paternità non esisteva, e i figli appartenevano solo alla linea materna. Anche la lingua riflette questa visione: aggiungendo il femminile a un sostantivo, il significato si amplifica (una “pietra” diventa un masso), mentre il maschile lo riduce.
Dopo aver passato mezza giornata in Lijiang, riprendiamo il treno che in quattro ore ci porta nella capitale dello Yunnan, Kunming.
Se però hai più tempo, puoi considerare una visita il villaggio di Baisha e la Montagna del Drago di Giada, una vetta di oltre 5.500 metri.



Giorno 5 e 6: 2 giorni a Kunming
Arrivati di notte a Kunming, all’hotel a Moonlight Courtyard Hotel, andiamo a mangiare una cosa al volo e poi andiamo a dormire. La mattina ci svegliamo e proviamo la colazione tipica di Kunming con il “Crossing the Bridge Noodles”. Il nome nasce da una storia popolare: una donna portava ogni giorno il pranzo al marito attraversando un ponte. Per risparmiare tempo, iniziò a mettere tutto in una sola ciotola, noodles, verdure, uova, carne, pesce, prosciutto dello Yunnan, coperti da un brodo bollente.
Visitiamo poi il Golden Temple Park (Jin Dian) che si trova sulla collina Mingeng, chiamata anche collina della fenice canterina. Qui si trova un tempio taoista, uno dei pochi templi del genere in Cina. Fu costruito nel 1602 durante il periodo Wanli della dinastia Ming, grazie al governatore Chen Yongbin. Venne poi ricostruito nel 1971 da Wu Sangui, comandante della dinastina Qing. Il tempio è interamente in bronzo, un’impresa ingegneristica di 250 tonnellate, rendendola la struttura in bronzo più grande e meglio conservata della Cina. Oltre al tempio, ci sono sentieri naturalistici tematiche come il giardino delle camelie o delle magnolie.
Il pomeriggio/sera ci spostiamo per fare due passi a Wenhuaxiang, quartiere universitario pedonale molto carino. Qui troverete tanti caffè, librerie, opere d’arte. Vicino a questo quartiere, si trova il Green Lake Park, molto vissuto dalla popolazione locale. Ti consigliamo di visitarlo di sera, quando gli abitanti si mettono a ballare, cantare o fare sport di ogni genere.
Il giorno dopo lasciamo Kunming e lo Yunnan per spostarci a Guilin città in circa 4 ore e 30.
Itinerario di 15 giorni in Cina: Guilin e Guangxi
Del Guangxi, abbiamo scritto in modo dettagliato in questo articolo.
Giorno 7: Guilin città
A Guilin siamo arrivata nella guesthouse che ci avrebbe ospitati. La coppia è stata gentilissima e ci ha invitati per un tè, accompagnati anche da un cane dolcissimo: Pu’Er. La guesthouse si chiama il Fabulous Time Inn e te la consigliamo per entrare in contatto anche con la popolazione locale.
Dopo aver preso il tè, abbiamo organizzato le gite alle risaie di Longji, Yangshuo e Xingping, grazie ai consigli dei nostri host. Dopo esserci assicurati due posti per un tour (con driver e van) alle risaie di Longji per il giorno dopo, abbiamo passeggiato per il centro di Guilin. Siamo arrivati fino al lago Shanhu dove si trovano le pagode gemelle. Altro simbolo della città è la Collina della Proboscide dell’Elefante (Elephant Hill), che si trova alla confluenza tra il fiume Li (Lijiang) e il Fiume dei Fiori di Pesco. La sua forma richiama proprio quella di un elefante che immerge la proboscide nell’acqua.
Per cena siamo andati da McFound, uno dei ristorante che più abbiamo apprezzato in Cina e che serve degli eccezionali noodles biangbiang.
Giorno 8: le risaie di Longji, alla scoperta della minoranza Yao
Il giorno dopo ci siamo svegliati ed il driver ci è venuto a prendere alla guesthouse. Oltre a noi 2, abbiamo condiviso il viaggio con altre sei persone (tutti cinesi, tranne due statunitensi). Il tour non è il massimo da un punto di vista della qualità del servizio (ragione per cui abbiamo deciso di visitare Yangshuo e Xingping in autonomia il giorno dopo). Il tour ci è costato circa 25€ a testa andata e ritorno (da Guilin sono circa 2 ore di macchina). Nel tour è inclusa anche una tappa intermedia a Huangluo (e ne vale la pena).
L’alternativa è prenotare tramite GetYourGuide o Civitatis, nostri partner per tour organizzati, ma il prezzo per un tour simile è molto più alto. Andarci in autonomia è difficile visto che ad oggi gli stranieri non possono noleggiare un’automobile.
La prima tappa è stata quindi Huangluo, terra della minoranza Yao. Le abitazioni sono costruite in legno, spesso su palafitte, per adattarsi al terreno montuoso, ai torrenti d’acqua e per proteggersi dall’umidità. Dopo questa sosta intermedia, abbiamo pranzato al volo e proseguito verso il villaggio di Jinkeng dove puoi prendere l’ovovia per raggiungere il punto panoramico sulle risaie.
Ti consigliamo di prendere un biglietto di sola andata per poi tornare al punto di partenza facendo un piccolo trekking in discesa (un percorso ben segnalato, impossibile perdersi tra le risaie ed i villaggi di Ping’an e Zhuang), fino ad arrivare al villaggio di Dazhai. Come a Huangluo, in questo villaggio vive la minoranza etnica Yao. Quando siamo stati noi – l’11 luglio 2024 ovvero il sesto giorno del sesto mese lunare – c’era il “Clothes Drying Festival”.
In questa occasione, le donne Yao stendono tutti i loro costumi tradizionali al sole sul balcone e ne cuciono di nuovi. Questo serve sia per disinfettarli che per avere “fortuna”. Le donne Yao sono famose per i loro capelli lunghissimi (raggiungono i 2 metri). La tradizione vuole che li taglino una sola volta a 18 anni. I loro capelli sono bellissimi e lucenti. Il segreto è l’acqua di riso fermentata (tra l’altro pare sia un deterrente contro i capelli bianchi… provare per credere).
Torniamo poi al minibus dove il driver ci porta con la sua guida spericolata a Guilin.



Giorno 9: Yangshuo e Xingping
A Yangshuo e Xingping decidiamo di andare in autonomia, scottati dall’esperienza collettiva del giorno prima. Decidiamo quindi di boicottare la crociera (che ci sembra una turistata) di 4 ore che da Guilin porta a Yangshuo dopo 4 ore di navigazione.
Abbiamo quindi preso un treno dalla stazione di Guilin Nord fino a Xingping per poi spostarci in bus a Yangshuo e poi da Yangshuo siamo ritornati in autobus a Guilin (circa 25 minuti di treno – potete verificare gli orari su Trip.com tramite il nostro link affiliato).
Per gli spostamenti in autobus, siamo stati aiutati dalla gentile ragazza dei bus che partivano dalla stazione (ovviamente con traduttore automatico) che ci ha spiegato dove prendere poi il bus da Yangshuo a Guilin. È comunque tutto molto semplice ed i cinesi sono dolcissimi, ti aiuteranno senz’altro.
La prima tappa è stata quindi Xingping dove si trova il punto panoramico ripreso nella banconota da 20 Yuan (il posto più bello sotto al cielo, per i cinesi) e vedrai tanti turisti cinesi (ma anche noi, siamo onesti) scattare la famosa foto con la banconota. Il punto esatto è indicato in tutto il centro quindi siamo sicuri che non te lo perderai. Da questo punto, puoi anche imbarcarti per una crociera più corta, tra le meravigliose formazioni carsiche che contraddistinguono questo paesaggio naturale.
Pranziamo velocemente a Xingping e, con un autobus (che prendiamo nel punto in cui ci aveva lasciato il primo autobus), andiamo a Yangshuo. Situata lungo il fiume Li, Yangshuo è una meta popolare per gli amanti della natura, del trekking e delle attività all’aria aperta. Tra le escursioni più gettonate c’è quella per la Moon Hill e lo spettacolo di luci sul fiume. Se volete assistere a quest’ultimo, ti consigliamo di passare una notte a Yangshuo.
Noi invece abbiamo deciso di tornare a Guilin, da dove siamo partiti il giorno successivo per scoprire un’altra provincia cinese.
Itinerario della Cina meridionale: Guangzhou
Nel nostro viaggio in Cina di due settimane, abbiamo visitato anche la provincia del Guangdong. Ci siamo fermati alla sua capitale, Guangzhou, che noi conosciamo meglio come Canton.
Giorno 10: itinerario in Cina, primo giorno nella vecchia Canton
Il treno ad alta velocità che ti porta da Guilin a Guangzhou ci mette circa 2 ore e mezza. Una volta arrivati a Guangzhou, veniamo subito catapultati in una bellissima metropoli e decidiamo di recarci nel nostro hotel in metro invece che in Didi (l’Uber cinese, in questo articolo ti abbiamo parlato delle app da utilizzare).
Per prima cosa, abbiamo fatto una passeggiata serale a Zhujiang, il moderno distretto finanziario e commerciale di Guangzhou. Tra le attrazioni principali di Zhujiang puoi trovare la Guangzhou Opera House (progettata dall’architetta Zaha Hadid), il Museo del Guangdong e la Biblioteca di Guangzhou, quest’ultima situata appena a sud del Fiume delle Perle. Al centro del quartiere si trova Huacheng Square (Piazza della Città dei Fiori), un’ampia area pedonale con tante fontane e grattacieli.
Il Ponte Haixin, inaugurato nel 2021, è il primo ponte pedonale a collegare le due sponde del Fiume delle Perle a Guangzhou. Con una lunghezza totale di 488 metri è considerata una delle più ampie piattaforme pedonale al mondo. La sua forma curva si ispira alle maniche fluttuanti dell’Opera Cantonese, mentre gli archi della facciata richiamano elementi del “Guqin Lingnan”.
Dopo il ponte si trova la Canton Tower, conosciuta anche come Torre di Guangzhou. Con un’altezza totale di 600 metri, è la torre televisiva più alta della Cina e la terza più alta al mondo. Puoi decidere di visitare la torre e prendere il bubble tram, una sorta di ruota panoramica inclinata che circonda la sommità della torre
Giorno 11: ultimo giorno nella Cina mainland
Il giorno seguente ci siamo svegliati con l’obiettivo di visitare Shamian Island. L’isola di Shamian è stato un importante porto per il commercio estero di Canton durante la dinastia Song fino alla dinastia Qing. Dal Settecento fino alla metà dell’Ottocento, gli stranieri hanno vissuto e facevano affari in alcuni edifici noti come le “tredici fabbriche”, situati sulle rive del fiume di perle.
Nel 1859, Gran Bretagna e Francia hanno scavato un fume artificiale a nord, trasformando il banco di sabbia in un’isola. Da quel momento, Shamian è diventato un punto strategico durante le guerre dell’oppio. Con la nascita della Repubblica Popolare Cinese, nel 1949, le ville furono convertite in uffici governativi o appartamenti, e le chiese in fabbriche. Oggi passeggiare qui ti permette di capire qualcosa di più sulla Cina contemporanea e siamo entrambi d’accordo che una città come Guangzhou abbia molto senso inserirla in un itinerario di viaggio in Cina.
A pranzo abbiamo provato la cucina cantonese ed i suoi famosi ravioli (dim sum) in un ristorante iconico a Diandude, ristorante fondato nel 1933. La fila è parecchio lunga, ma mentre aspetti puoi bere tè a volontà. Ovviamente da non perdere i dim sum, meravigliosi.
Nel pomeriggio visitiamo il Sun Yat-Sen memorial, memoriale di Sun Yat-Sen, figura controversa ma cruciale per la storia recente cinese. Fu il fondatore del Kuomintang, il partito nazionalista cinese e viene considerato padre della Cina moderna post-imperiale. Credeva che il paese dovesse riformarsi fondendo principi occidentali e della tradizione cinese. Siglò un accordo con Mao ed il nascente partito comunista cinese (con l’intermediazione dell’URSS) che nei decenni successivi prese il potere in Cina.
Qui a Canton abbiamo passato la nostra ultima serata in “Cina Mainland”. Il giorno dopo avremmo preso il nostro ultimo treno cinese direzione Hong Kong.



Hong Kong: mix tra oriente e occidente
Su Hong Kong puoi trovare maggiori informazioni in questo articolo qui.
Giorno 12: arrivo in città ed inizio dell’esplorazione
Il treno che parte da Guangzhou ed arriva a Hong Kong ci mette circa un’ora. Una volta usciti, si devono passare i controlli di sicurezza, dove avrai un timbro di uscita dalla Cina ed un timbro di ingresso (valido 90 giorni) per Hong Kong. Ci dirigiamo in hotel avendo deciso di alloggiare a Kowloon. Abbiamo dormito nell’Hotel Page 148, prenotando su Trip.com. L’hotel ci è piaciuto molto ed offre una buona qualità/prezzo. Abbiamo apprezzato anche la caffetteria, il bar e la colazione.
La nostra prima tappa è il Museo della Storia di Hong Kong che a luglio 2024 era praticamente tutto in ristrutturazione. Hanno lasciato un’unica sala con la storia delle dinastie cinesi, la storia dei cognomi in Cina (che nel paese derivano dagli antichi stati feudali) e la storia del pensiero filosofico cinese (confucianesimo, maoismo, taoismo e legalismo). L’ingresso era gratuito.
Poi abbiamo passeggiato per Kowloon, passando per Tsim Sha Tsui Promenade e Avenue of Stars fino ad arrivare ad arrivare al Victoria Harbour per il famoso gioco di luci (Simphony of Lights). Lo trovi ogni sera alle 20. Siamo poi andati a mangiare in un posto buonissimo segnalato dalla guida Michelin e dalla nostra amica luckysouvlaki, Cheung Hing Kee Shanghai. Qui non perderti i Sheng Jian Bao al maiale che sono a dir poco superlativi.
Giorno 13: a caccia di panorami fantastici
Il giorno dopo torniamo a Victoria Harbour per prendere lo Star Ferry che dal 1888, collega Kowloon all’isola di Hong Kong. Dopo essere arrivati all’isola di Hong Kong, puntiamo dritti al Victoria Peak dove prendiamo il peak tram. Da lì si arriva al picco Vittoria dove puoi godere di una vista mozzafiato sui grattaceli della città e sulla baia di Hong Kong.
Una volta scesi a valle, decidiamo di visitare SoHo. SoHo è l’acronimo di South of Hollywood Road, oggi è un mix eclettico di ristoranti, gallerie d’arte indipendenti e cocktail bar nascosti tra stradine ripide e scalinate. Proprio qui abbiamo avuto la percezione di quanto Hong Kong sia una delle città più densamente popolate del mondo: 7 milioni di persone su 2754 km2.
La peculiarità di SoHo è il suo legame con la famosa Central–Mid-Levels Escalator, la scala mobile all’aperto più lunga del mondo, che facilita la risalita verso i locali e le terrazze panoramiche del quartiere.
Dopo aver visto SoHo, siamo tornati a Kowloon. Per cena siamo stati in un posto consigliato da alcuni ragazzi della zona: One Dim Sum Hong Kong.












