Tutta la Grecia è spettacolare, ma l’Epiro è una di quelle regioni che ti restano addosso. Montagne maesteso, gole profonde, fiumi con acqua fresca, villaggi di pietra antichi e una costa ionica che si apre all’improvviso dopo i tornanti del Pindo. Lo abbiamo attraversato qualche mese fa, durante il nostro on the road in Grecia continentale da Salonicco ad Atene, e ce ne siamo innamorati al punto da volergli dedicare un articolo tutto suo. Ma quindi, cosa vedere in Epiro?
Qui proviamo a raccontarti bene questa zona di confine: tra il Pindo e il mar Ionio, piena di storia e tradizioni particolari, circondata da montagne ma che ama il mare. Se cerchi una Grecia diversa da quella delle isole, lontana dalla folla e a misura di chi ama la montagna tanto quanto il mare, sei nel posto giusto.
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Dove si trova l’Epiro: al nord della Grecia continentale
L’Epiro (in greco Ήπειρος, Ípiros) occupa l’angolo nord-occidentale della Grecia continentale. A ovest è bagnato dal Mar Ionio, a nord confina con l’Albania, a est è chiuso dalla catena del Pindo che lo separa dalla Tessaglia (quella delle Meteore, di cui abbiamo parlato qui), a sud sfuma verso l’Etolia-Acarnania.
È una terra di contrasti netti: l’entroterra è dominato da montagne, foreste di faggi e abeti, gole vertiginose e laghi alpini, mentre la costa regala lunghe spiagge dorate e baie color smeraldo. Non a caso chi ci vive ama definirlo “l’Epiro delle quattro stagioni”: è una regione che cambia completamente a seconda del periodo in cui la visiti (e forse ti sarà capitato qualche reel di instagram a riguardo).
Dal punto di vista amministrativo si divide in quattro unità periferiche (le nostre province): Ioannina (la più grande, con il capoluogo regionale e tutta la zona montana della Zagorochoria), Tesprozia (la fascia costiera nord, con il porto di Igoumenitsa), Preveza (la costa sud, vicino al golfo Ambracico) e Arta (l’angolo sud-orientale).
Consiglio pratico: per orientarti, tieni a mente tre poli. Ioannina è il cuore amministrativo e una base comodissima per visitare l’entroterra (è anche servita da un aeroporto che effettua voli nazionali). La Zagorochoria, a nord di Ioannina, è il regno dei villaggi di pietra e della gola di Vikos. La costa (Parga, Syvota, Preveza) è la zona marittima dell’Epiro
Un po’ di storia dell’Epiro, una regione storica della Grecia
L’Epiro ha una storia lunghissima, e per capirlo davvero vale la pena spendere due parole.
L’aromeno: una lingua neolatina nel cuore dei Balcani
L’Epiro ha una storia lunghissima, e per capirlo davvero vale la pena spendere due parole…
Dall’antico oracolo di Dodona a Pirro
Già nell’antichità questa era una terra a sé. A differenza del resto della Grecia, qui non si svilupparono le città-stato: gli abitanti, divisi nelle tribù dei Tesproti, Molossi e Caoni, vivevano in piccoli villaggi sparsi tra le montagne. Eppure l’Epiro aveva un peso enorme a livello panellenico grazie al santuario di Dodona, sede dell’oracolo (Dodoni) più antico della Grecia, secondo per importanza solo a quello di Delfi (altra tappa del nostro tour in Grecia continentale).
Da qui passa anche la storia “grande”: Olimpiade, la madre di Alessandro Magno, era una principessa molossa. E soprattutto da qui viene Pirro, il re che nel III secolo a.C. portò le sue armate in Italia meridionale contro Roma. Le sue battaglie, vinte a un prezzo altissimo, hanno dato origine al modo di dire “vittoria di Pirro”. Fu lui a fare di Dodona la capitale religiosa del suo regno, abbellendola con templi e un grande teatro in pietra.
Dopo i Romani, l’Epiro divenne bizantino. Con la quarta crociata nacque il Despotato d’Epiro, uno degli stati greci sopravvissuti alla caduta di Costantinopoli. Poi arrivarono gli Ottomani, che governarono la regione per secoli. È in questo periodo che si colloca uno dei personaggi più affascinanti e controversi della zona: Alì Pascià di Ioannina, il governatore ottomano che a cavallo tra Sette e Ottocento trasformò la città in una corte semi-indipendente, prima di essere ucciso nel 1822.
L’aromeno: una lingua neolatina nel cuore dei Balcani
Ed eccoci alla cosa che più ci ha incuriosito durante il viaggio. In molti villaggi dell’Epiro, a partire da Metsovo e dai paesi della Zagorochoria, si parla ancora oggi una lingua romanza, l’aromeno (o arumeno).
Chi la parla appartiene alla comunità degli Aromuni, chiamati anche Valacchi o, da loro stessi, Armãnji. Sono storicamente pastori transumanti dei Balcani, e il loro nome deriva direttamente dal latino romanus: “romano”. La loro lingua è infatti una lingua romanza orientale, strettamente imparentata con il rumeno: fa parte dello stesso ramo balcanico delle lingue neolatine, insieme al rumeno, al meglenoromeno e all’istrorumeno. In pratica, è quel che resta della latinità balcanica, sopravvissuta nei secoli rifugiandosi tra le montagne.
Sentirla parlare in un caffè di Koukouli o tra le case di Metsovo è un’esperienza interessante: capti un suono familiare, quasi italiano, in mezzo al greco. L’aromeno oggi è una lingua minoritaria e a rischio (è inserito nell’Atlante UNESCO delle lingue in pericolo), tramandata soprattutto oralmente e legata alla cultura pastorale. Noi abbiamo avuto la fortuna di poterla ascoltare.
Cosa vedere in Epiro: ecco perché inserirla in un viaggio in Grecia
Cosa visitare in Epiro: Metsovo, il borgo dei pastori valacchi


Se in Grecia non ti senti davvero nei Balcani (anche se lo sei a tutti gli effetti), un salto a Metsovo potrebbe farti cambiare idea velocemente. Arrivando dal Pindo, Metsovo è la prima vera porta dell’Epiro. Ed è stato così anche per noi, visto che viaggiavamo dalle Meteore.
È uno dei centri storici della comunità aromuna, e la sua anima pastorale si sente soprattutto a tavola. La specialità è il metsovone, un formaggio affumicato a pasta semidura di latte vaccino, diventato ormai un piccolo simbolo gastronomico della Grecia. Noi abbiamo mangiato benissimo da Μετσοβίτικο Σαλόνι, dove abbiamo provato anche gli hilopites, la pasta tipica della zona.
Oltre alla cucina, Metsovo è una bella base per esplorare i paesaggi del Pindo, tra sentieri e trekking tra boschi e montagne. Vale la pena perdersi tra le botteghe artigiane (occhio ai tappeti lavorati a mano) e fermarsi davanti a un camino acceso se come noi viaggi in inverno
Cosa vedere in Epiro: Zagorochoria


Se dovessimo scegliere il cuore dell’Epiro, sarebbe questo. La Zagorochoria è un insieme di 47 villaggi di pietra sparsi tra le montagne. Sono paesi al confine con l’Albania. Sono paesi rimasti incredibilmente intatti, con case in ardesia, vicoli acciottolati e quei famosi ponti in pietra ad arco costruiti tra Seicento e Settecento per collegare le comunità.
Non è un caso che nel 2023 il paesaggio culturale di Zagori sia stato iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Le cose da non perdere, in base a quello che abbiamo visto noi:
- La gola di Vikos. Con i suoi quasi 900 metri di profondità è considerata una delle gole più profonde al mondo in rapporto alla larghezza. Dal villaggio di Vikos e dal belvedere di Oxya si gode una vista spettacolare; scendendo invece verso il fiume Voïdomatis (dove abbiamo visto molta gente fare rafting) si trova un’acqua dal colore quasi caraibico, limpidissima perché nasce direttamente dal massiccio del Pindo.
- Megalo e Mikro Papingo, due dei villaggi più belli, ai piedi delle imponenti Torri di Astraka.
- I ponti di pietra storici, come il bellissimo ponte di Plakidas (o di Kalogeriko) a tre arcate.
- Dilofo, uno dei paesi meglio conservati, dove le auto non circolano e tutto ruota attorno alla piccola piazza.
- La “foresta di pietra” (Stone Forest), un altopiano carsico punteggiato di colonne rocciose scolpite dall’erosione.
Cosa vedere in Epiro: Ioannina
Ioannina (loannina) è la capitale dell’Epiro e una città che merita davvero più di una sosta veloce, noi le abbiamo dato troppo poco tempo e ce ne siamo pentiti. Ioannina è una città giovane e universitaria, piena di vita. Sorge sulle rive del lago Pamvotida e per secoli ha visto convivere comunità cristiane, musulmane ed ebraiche, lasciando tracce ancora visibili nella città vecchia.
Il cuore storico è il quartiere fortificato di Its Kale, all’interno del castello ottomano, dove si trovano la Moschea Fethiye e il complesso della Moschea di Aslan Pasha (oggi museo). Ma la vera particolarità di Ioannina è il lago: dal lungolago partono piccole barche che in pochi minuti raggiungono l’isolotto abitato in mezzo al lago, con i suoi monasteri bizantini e il museo dedicato ad Alì Pascià, che proprio qui passò gli ultimi anni prima di essere ucciso nel 1822.
Ioannina è anche famosa per la lavorazione dell’argento e ha una scena gastronomica sorprendentemente viva: è uno dei posti migliori in Grecia per assaggiare i mezedes accompagnati da un bicchiere di tsipouro.
(Piccola nota personale: noi ci abbiamo passato anche il Capodanno tra il 2025 e il 2026. Il 31 sera il centro era tutto pedonale e si grigliava souvlaki fino alle 22, poi la città si è svuotata in fretta, la festa vera era nel pomeriggio. Abbiamo comunque visto qualche fuoco d’artificio sul lago.)



Cose da vedere in Epiro: la cittadina di Parga ed il suo mare
Dopo le montagne, il cambio di scenario è totale. Parga è uno dei borghi di mare più scenografici della Grecia continentale con di fronte l’isola di Corfù e le isole di Paxos e Antipaxos: case colorate costruite ad anfiteatro che scendono verso una baia spettacolare, dominata dal Castello veneziano del XV secolo.
Il centro storico è un intreccio di vicoli, scalinate e piccole piazze che portano sempre verso il mare. La spiaggia principale è Krioneri, proprio nel cuore del paese, mentre poco distante si trova la più ampia Valtos Beach. Di fronte alla costa spunta la piccola Panagia Island, con la sua cappella bianca: è la cartolina simbolo della città.
Il canyon di Kokkinopolis Preveza, nella zona di Preveza
Una delle sorprese più inaspettate del viaggio. Nel cuore delle montagne, vicino al villaggio di Kerasochori, si apre all’improvviso un paesaggio quasi marziano: colline e calanchi di un rosso intenso, completamente diversi dal verde che li circonda. È indubbiamente un posto perfetto per gli amanti della natura.
Il nome Kokkinopilos significa letteralmente “terra rossa”, e il colore deriva dal suolo ricchissimo di argille e ossidi di ferro. L’erosione ha scolpito creste, gole e piccoli canyon che ricordano più i deserti del sud-ovest americano che la Grecia. Poco distante si trova anche un suggestivo acquedotto romano dell’antica Nikopolis, che vale una sosta.
Quello che non abbiamo (ancora) visto durante il nostro viaggio in Epiro
L’Epiro è enorme e in un solo viaggio è impossibile vedere tutto. Ci sono diversi luoghi che noi non siamo riusciti a inserire nel nostro itinerario, ma che teniamo da parte per la prossima volta e che ti segnaliamo se hai più giorni a disposizione:
- Dodona (Dodoni), circa 20 km a sud-ovest di Ioannina. È l’oracolo più antico della Grecia, dove i sacerdoti interpretavano il fruscìo delle foglie di una quercia sacra. Da non perdere il grande teatro antico, fatto costruire da re Pirro.
- Il Necromanteion dell’Acheronte, sulle rive del fiume Acheronte, vicino a Mesopotamos. Per gli antichi era l’oracolo dei morti, la porta d’accesso all’Ade descritta da Omero ed Erodoto. Poco lontano, alle sorgenti dell’Acheronte presso Glyki, si possono fare bellissime passeggiate lungo il fiume, con l’acqua cristallina tra i platani e taverne che servono trota appena pescata.
- Konitsa e le gole dell’Aoos, nell’estremo nord, base per il Parco Nazionale Vikos-Aoos e per le escursioni verso il monte Smolikas e i laghi alpini di Drakolimni (i “laghi del drago”).
- Syvota, un piccolo paradiso di calette e mare turchese tra Igoumenitsa e Parga, perfetto in estate.
- Preveza e il sito archeologico di Nikopolis, la città fondata da Ottaviano Augusto dopo la vittoria di Azio.
- Arta, con il celebre ponte di pietra, uno dei più famosi della Grecia, e i monti Tzoumerka nell’entroterra.



Dove dormire in Epiro
Dove conviene dormire dipende tutto da cosa vuoi vedere, perché l’Epiro è grande e gli spostamenti richiedono tempo. In linea di massima ti suggeriamo di scegliere una o due basi, in base ai tuoi interessi:
- Per i villaggi e la catena montuosa del Pindo: la Zagorochoria. Qui gli alloggi sono in genere splendide guesthouse in pietra, perfette per chi cerca silenzio e natura. Una notte tra questi villaggi è una delle esperienze più belle di tutto l’Epiro: noi abbiamo dormito a Koukouli in un albergo diffuso (Nicholas Guesthouse) e lo rifaremmo subito. Ottime anche Papingo, Monodendri, Dilofo e Tsepelovo come basi (ma ti consigliamo di prenotare in largo anticipo).
- Per l’entroterra e la cultura: Ioannina. È la scelta più strategica e “urbana”: tanti caffè, musei, ristoranti e un’ampia offerta di alloggi a ogni prezzo. Comodissima per girare in giornata tra Zagorochoria, Dodona e Metsovo.
- Per il vino, i formaggi e la montagna “comoda””: Metsovo, con i suoi alberghi tradizionali e cucina casalinga.
- Per il mare: Parga o Syvota, ideali in estate, con tanti piccoli hotel, appartamenti e boutique hotel vicino alle spiagge.
Dove mangiare in Epiro
La cucina epirota è una sorpresa: sostanziosa e genuina, di montagna per farla breve. Qui dominano latticini e formaggi (il metsovone affumicato su tutti), carni alla griglia e stufati, le immancabili pites (le torte salate ripiene di formaggio, verdure o carne), la pasta hilopites e, nelle zone dei fiumi, l’ottima trota.
Il tutto accompagnato dal distillato locale, il tsipouro, perfetto in abbinamento ai mezedes. E come souvenir gastronomico portati la pasta hilopites, del metsovone, del miele di montagna o delle erbe aromatiche.
I posti dove abbiamo mangiato (e bevuto) bene sono questi locali e ristoranti:
- A Metsovo: Μετσοβίτικο Σαλόνι, per provare hilopites e metsovone in un ambiente tipico.
- Nella Zagorochoria: στα ριζά, una vera esperienza, tra i pranzi più buoni del viaggio (e non solo); e Zeuxi Zagori, molto buono, consigliato da un local.
- A Ioannina: per i mezedes con tsipouro hai l’imbarazzo della scelta tra le taverne del centro; per la colazione e il caffè, lo specialty Kofi Microroastery.
- A Parga: Caravel, per un pranzo con vista mare.
Come spostarsi in Epiro
Diciamolo subito senza giri di parole: in Epiro l’auto è indispensabile. I trasporti pubblici tra i villaggi sono scarsi o inesistenti, le distanze si misurano in tornanti più che in chilometri, e i luoghi più belli (la Zagorochoria, i belvedere sulla gola di Vikos, Kokkinopilos) si raggiungono solo guidando. Solo con un’auto puoi davvero esplorare la regione con i tuoi tempi, fermarti dove vuoi e arrivare nei paesi più remoti.
Qualche consiglio pratico dalla nostra esperienza:
- Le strade di montagna sono panoramiche ma lente. Metti sempre in conto più tempo di quanto suggerisca il navigatore, soprattutto nella Zagorochoria, dove i tornanti sono continui.
- In inverno serve prudenza in quota. In caso di neve possono servire catene o gomme adatte: informati sulle condizioni prima di salire verso i villaggi più alti.
- Fai il pieno quando puoi. Nei paesi piccoli i distributori sono radi.
Come arrivare in Epiro
Noi siamo entrati in Epiro dalla Tessaglia (eravamo in viaggio da Salonicco), ma ci sono due alternative comodissime, soprattutto per chi parte dall’Italia:
- In traghetto. I traghetti dall’Italia (Ancona, Bari, Brindisi, Venezia) arrivano direttamente a Igoumenitsa, il principale porto dell’Epiro: significa sbarcare con la propria auto e iniziare subito il viaggio. Per confrontare le tratte e le compagnie noi utiliziamo Ferry Hopper.
- In aereo + noleggio. Ioannina riceve solo voli interni, avendo un piccolo aeroporto raggoingibile da Atene; in alternativa si vola su Atene o Salonicco e si noleggia l’auto in loco. Per il noleggio ci affidiamo a Discover Cars.













