Trás-os-Montes significa letteralmente “oltre i monti” e questo forse basterebbe per raccontare questa regione spesso dimenticata dagli itinerari turistici. Questo territorio selvaggio si trova nel nord-est del Portogallo. È una regione separata dalla costa e dalle principali città del paese dalle montagne mentre è affacciato, a nord e a est, sul confine con la Spagna. A questo punto quindi, qualcuno potrebbe chiedersi cosa vedere in Trás-os-Montes.
Indubbiamente è una delle aree meno conosciute del Portogallo, caratterizzata da paesaggi molto diversi tra loro: dagli altopiani e dai villaggi della Terra Fria (terra fredda) alle zone più calde e mediterranee della Terra Quente (terra calda), fino alle vallate del Douro e ai territori rurali del Barroso.
Durante il nostro viaggio nel Portogallo del Nord abbiamo visitato Vila Real e Bragança, spingendoci fino al Barroso. Non abbiamo quindi esplorato l’intera regione, ma queste tappe ci hanno permesso di conoscere alcuni dei territori che meglio raccontano la varietà di Trás-os-Montes.
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Trás-os-Montes tra Terra Fria e Terra Quente
Tradizionalmente Trás-os-Montes viene diviso in due aree, Terra Fria e Terra Quente, una distinzione legata soprattutto al clima e al paesaggio.
La Terra Fria, nella parte settentrionale della regione, è caratterizzata da altopiani, inverni rigidi, boschi e pascoli. Qui si trovano Bragança e il territorio del Parque Natural de Montesinho, dove piccoli villaggi e terreni comuni (baldios) conservano forme di organizzazione del territorio legate alla tradizione rurale.
Scendendo verso sud il paesaggio cambia: la Terra Quente (la città più importante della “terra calda” è Mirandela) ha un clima più mite e mediterraneo, con ulivi, mandorli e vigneti. È una distinzione che aiuta a capire quanto sia vario un territorio che, nonostante venga spesso identificato semplicemente come Trás-os-Montes, comprende paesaggi e tradizioni molto differenti.
Cosa vedere in Trás-os-Montes: Vila Real sospesa tra due realtà
La nostra prima tappa a Vila Real è stata da Cardoso, luogo famoso in tutto il paese per le sue francesinhas. Appena entrerai, ti imbatterai in un cartello che recita: venire a Vila Real e non venire da Cardoso è come andare a Roma e non vedere il Papa. Benché, da romani, per noi il Papa non rappresenti proprio un must-see della capitale, siamo comunque rimasti per provare questo piatto famosissimo.
Da Cardoso troverai solo portoghesi pronti ad affrontare una buona ventina di minuti di fila per godersi una francesinha degna di nota. Non è la nostra cup of tea, ma quella del Cardoso è molto buona!
Vila Real è anche una splendida città barocca e uno dei suoi simboli è la Casa de Mateus, elegante palazzo settecentesco circondato da giardini. La facciata riccamente decorata e il giardino alla francese rendono il complesso una delle visite più interessanti della città.
Nel centro storico si trova invece la Igreja de São Pedro, una chiesa riconoscibile per la facciata ricoperta di azulejos bianchi e blu. L’interno, altrettanto decorato, conserva alcuni degli elementi tipici dell’arte religiosa portoghese del Settecento.
È una tappa interessante – soprattutto se sei appassionato di architettura barocca – da inserire in un viaggio nel Portogallo del Nord.



Bragança: il cuore di Trás-os-Montes
Bragança è una delle città più importanti del Trás-os-Montes e una delle tappe che ci ha colpito maggiormente durante il viaggio. Abbiamo alloggiato in un Airbnb bellissimo, in pieno centro storico, una posizione perfetta per esplorare la città a piedi.
Per cena abbiamo scelto Solar Bragançano, un locale storico del centro e un punto di riferimento per la cucina trasmontina (noi abbiamo assaggiato la bistecca mirandesa – che si chiama posta mirandesa). È stata anche l’occasione per assaggiare alcuni piatti della cucina locale, particolarmente legata ai prodotti e alle tradizioni di questa zona del Portogallo.
Dopo cena abbiamo fatto due passi per il centro storico e Bragança ci ha stupito ad ogni angolo. Si respira una forte dimensione comunitaria, con una città raccolta e tranquilla che, per certi aspetti, ci ha ricordato le cittadine dei Paesi Baltici, dove avevamo ritrovato quella stessa atmosfera fatta di boschi, funghi e un rapporto molto stretto con il territorio.
Il simbolo di Bragança è però il suo castello, una delle principali roccaforti medievali del nord-est del Portogallo. La posizione, non lontana dal confine con la Spagna, aiuta a capire l’importanza strategica che la città ha avuto nel corso della storia. All’interno della cittadella si trova anche il Museo Militare, ospitato nella Torre de Menagem, mentre dalle mura del castello si apre una bella vista sulla città e sul territorio circostante.
La Cidadela conserva però anche altri edifici interessanti, tra cui la Domus Municipalis, uno degli esempi più particolari di architettura civile medievale portoghese. La costruzione, realizzata probabilmente nel XII o XIII secolo, aveva funzioni legate all’amministrazione della comunità e rappresenta uno dei pochi edifici romanici civili ancora conservati in Portogallo.
Proprio nella Cidadela si trova anche la Igreja de Santa Maria, accanto alla quale sorge la Domus Municipalis. Passeggiare tra le mura, le case in pietra e le strade della cittadella permette di ritrovare quella dimensione raccolta che caratterizza Bragança e che ci ha fatto apprezzare particolarmente questa parte del Portogallo.
La storia di Bragança è inoltre strettamente legata alla nascita del Portogallo come regno indipendente. Nel 1143, infatti, il Trattato di Zamora sancì il riconoscimento di Afonso Henriques come rex Portugallensis da parte di Alfonso VII di León e Castiglia, rappresentando un passaggio fondamentale nel processo di affermazione del Portogallo come regno autonomo. La vicinanza con la Spagna e il ruolo di frontiera di Bragança rendono ancora più evidente il legame tra la città e questa lunga storia di rapporti, conflitti e scambi con il paese vicino.
Il Barroso: un altro volto di Trás-os-Montes
A ovest di Bragança, nel territorio di Barroso, il paesaggio e il rapporto con il territorio assumono caratteristiche ancora diverse.
Durante il nostro viaggio abbiamo visitato Boticas e Vilarinho Seco, incontrando un territorio in cui agricoltura, allevamento e gestione comunitaria delle risorse sono ancora elementi importanti dell’identità locale. Se deciderai di scoprire questa regione in orario di pranzo, ti consigliamo di fermarti al Restaurante Boticas.
Tra l’altro, il Barroso è stato riconosciuto dalla FAO come Globally Important Agricultural Heritage System (GIAHS) per il particolare sistema agro-silvo-pastorale sviluppato nei secoli dalle comunità locali.
Abbiamo raccontato questo territorio in modo più approfondito nel nostro articolo Cosa vedere nel Barroso, dove trovi anche maggiori informazioni sui villaggi e sul paesaggio che abbiamo incontrato durante il viaggio.



Cosa vedere in Trás-os-Montes se hai più tempo
Il nostro itinerario ha toccato solo una parte di Trás-os-Montes. Se hai più tempo a disposizione, ci sono diverse zone che non siamo riusciti a visitare e che possono essere aggiunte al viaggio.
Tra queste c’è Miranda do Douro, nell’estremo nord-est del Portogallo, conosciuta anche per il mirandese, lingua riconosciuta ufficialmente accanto al portoghese, e per il Parque Natural do Douro Internacional, un parco naturale dove il fiume Douro forma una profonda valle lungo il confine con la Spagna.
A nord di Bragança si trova invece un altro parco naturale, il Parque Natural de Montesinho, una delle principali aree protette della regione, con boschi, montagne e piccoli villaggi rurali. Tra questi c’è Rio de Onor, diviso tra Portogallo e Spagna e noto per la sua particolare storia comunitaria.
Sono poi altre possibili tappe Chaves, nel nord della regione, e Mirandela, nella Terra Quente, entrambe città che non abbiamo incluso nel nostro itinerario ma che permettono di conoscere altri aspetti della cultura trasmontina.
Cosa mangiare in Trás-os-Montes: cibo da provare
La cucina trasmontina è una delle più sostanziose del Portogallo, pensata per resistere agli inverni della Terra Fria. Alcuni piatti che si possono provare:
- Alheira di Mirandela: salsiccia affumicata nata, secondo la tradizione, dagli ebrei costretti a convertirsi che la crearono per simulare un insaccato di maiale (un po’ simile alla salsiccia di bra del piemonte)
- Posta mirandesa: bistecca alla griglia di una razza bovina autoctona, la mirandesa appunto
- Butelo com casulas: insaccato affumicato servito con fagioli
- Castagne, protagoniste dell’autunno trasmontino, spesso arrostite o cotte nel vino
Quando andare e come muoversi
Trás-os-Montes si visita bene tutto l’anno, ma l’autunno (con le castagne e i colori) e la tarda primavera sono i periodi più equilibrati dal punto di vista climatico. Noi siamo andati in inverno e comunque siamo riusciti a goderci ampiamente la regione.
L’auto è l’unico modo per esplorare davvero la regione: i collegamenti pubblici tra i villaggi sono scarsi e i punti di maggiore interesse, come i miradouros del Douro Internacional o i villaggi del Montesinho, sono raggiungibili solo su strada.
Trás-os-Montes non è la parte più conosciuta del Portogallo, ma per noi è stata una tappa ideale per un itinerario che parte da Porto. Ti consigliamo di inserire questa regione se prevedi alcune tappe nel Douro. Allungarti fino a Trás-os-Montes non può essere che una mossa vincente. Se vuoi, puoi ispirarti al nostro itinerario in Portogallo.










