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Cosa vedere in Vietnam fai da te: il nostro itinerario 

Hesitant Explorers
cosa vedere in Vietnam

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In questo articolo ti parliamo di cosa vedere in Vietnam, un paese che non ci ha convinto al 100% se non per i suoi musei interessanti, la sua storia, la cultura del caffè e l’iconico Reunification Express. Se ti chiedi come organizare un viaggio in Vietnam sei nell’articolo giusto.

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Il periodo migliore per visitare il Vietnam è durante la stagione secca. Sappi però che noi ci siamo andati durante la stagione delle piogge e non abbiamo vissuto particolari intoppi (se non il caldo asfissiante).

Cosa vedere in Vietnam: Hanoi la capitale del paese

Fondata come capitale del Đại Việt nel 1010 d.C. dall’imperatore Lý Thái Tổ, Hanoi ha attraversato secoli di storia e dominazioni. Il nome attuale – Hà Nội, che significa “tra i fiumi” – fu dato solo nel 1831 dall’imperatore Tự Đức in riferimento alla sua posizione lungo il Fiume Rosso (Sông Hồng). Durante il periodo coloniale divenne capitale dell’Indocina francese e, nel 1954, dopo la liberazione dal colonialismo, fu scelta come capitale del Vietnam del Nord, sotto l’influenza comunista guidata da Ho Chi Minh.

Noi abbiamo prenotato su Trip (più economico in Vietnam rispetto a Booking) nell’hotel Peridot Grand Luxury Boutique.

Viaggio in Vietnam del nord: Lago Hoan Kiem e Turtle Tower

Al centro della città si trova il suggestivo lago Hoàn Kiếm, ovvero “lago della spada restituita”. La leggenda narra che il cielo donò all’imperatore Lê Lợi una spada magica con cui riuscì a cacciare i cinesi nel 1428. Una volta ottenuta la vittoria, una tartaruga dorata emerse dal lago per riprendersi la spada e restituirla alle divinità. Al centro del lago si erge la Turtle Tower, a commemorare la leggenda.

Monumento a Lê Lợi

Un’altra cosa da vedere ad Hanoi, che si trova nelle vicinanze del lago, è il monumento dedicato all’imperatore Lê Lợi, considerato uno degli eroi nazionali più importanti per la sua resistenza contro l’occupazione cinese.

Cattedrale di San Giuseppe

Costruita nel 1886 in stile neogotico, durante il periodo coloniale francese, ricorda Notre-Dame di Parigi. Illuminata di sera è particolarmente affascinante. Ti consigliamo di fare una passeggiata da queste parti dopo Cena.

Quartiere francese e prigione di Hoa Lo

Passeggiando nel quartiere francese, si arriva alla storica Hoa Lo Prison, costruita dai francesi nel 1896. Il museo, visitabile solo in contanti per circa due euro, è uno dei più intensi della città.

  • La prima parte racconta la prigione coloniale, progettata per 450 persone ma che negli anni ‘30 arrivò ad accoglierne 2000, in gran parte rivoluzionari vietnamiti. Nonostante torture e condizioni durissime, proprio qui si consolidarono molti dei movimenti che portarono all’indipendenza.
  • La seconda parte riguarda la guerra con gli Stati Uniti. Tra i prigionieri più noti ci fu John McCain, pilota americano e futuro candidato alla presidenza USA, che fu rinchiuso ad Hoa Lo per circa cinque anni. McCain fu abbattuto e si paracadutò nel vicino lago di Trúc Bạch, dove anni dopo tornò in visita.

Lago di Trúc Bạch

Anche questo lago è legato a una leggenda: si racconta che un vitello d’oro fu attirato a sud dal suono di una campana di bronzo. Quando la campana smise, il vitello, disorientato, iniziò a correre in tondo creando un bacino che poi fu riempito dal Fiume Rosso.

cosa vedere a Hanoi Ho Chi Minh
Mausoleo di Ho Chi Minh
French Quarter Hanoi
Le strade du Hanoi
Lago Hoan Kiem
Cosa vedere a Hanoi: Lago Hoan Kiem

Mausoleo di Ho Chi Minh

Nella parte occidentale della città si trova il mausoleo di Ho Chi Minh, costruito seguendo l’impostazione monumentale sovietica. È un luogo molto sentito dalla popolazione locale: durante la nostra visita, una coppia di sposi si stava scattando le foto di nozze.

Di fronte si trovano il Palazzo Presidenziale, costruito nel 1906 per il governatore dell’Indocina, e l’Assemblea Nazionale.Proprio qui, nel 1945, Ho Chi Minh dichiarò l’indipendenza del Vietnam davanti a mezzo milione di persone. Se vuoi visitarlo, vestiti con rispetto: copriti spalle e ginocchia.

Temple of Literature

Fondato nel 1070 dall’imperatore Lê Thánh Tông, è uno degli esempi più significativi di architettura vietnamita. Dedicato a Confucio, fu la sede della prima università del paese (1076). Per l’importanza culturale che riveste, è raffigurato sulla banconota da 100.000 dong.

Train Street

Alle 20 in punto c’è un treno che passa sfiorando le abitazioni. Stiamo ovviamente parlando della famosa train street. Qui troverete tanti locali che servono birra e caffè e dove potete aspettare il treno che passa. Una volta suonata la sirena, i proprietari dei locali toglieranno velocissimamente i tavolini e aspetterai in piedi l’arrivo del treno. È un’esperienza turistica, certo, ma resta estremamente adrenalinica – soprattutto per chi ama i treni.

Extra: Cosa mangiare (e bere) a Hanoi

Il Caffè

Il Vietnam è il secondo produttore di caffè al mondo dopo il Brasile. La cultura del caffè è radicata, e ad Hanoi si può bere un caffè di qualità ovunque – un contrasto doloroso per chi è abituato al caffè bruciato da bar italiani “a 1 euro”. Il caffè arrivò in Vietnam con i francesi. Oggi, si trovano ovunque ottimi locali dove rilassarsi per ore bevendo e chiacchierando. Molti caffè segnalano l’origine dei chicchi, come quelli della varietà Arabica Catimor, coltivati a Đà Lạt a 1600 m di altitudine, lavorati con metodo fully washed e tostati mediamente (medium roast). Le varietà sono moltissime, e tra le più celebri ci sono:

  • Cà phê trứng – caffè con l’uovo montato
  • Cà phê cốt dừa – caffè con latte di cocco

Un posto che ti consigliamo è Blackbird Coffee.

Street food e piatti tipici

  • Bánh mì – una baguette farcita, anch’essa eredità coloniale. Ne esistono tantissime varianti (provato da hanoi bami). Puoi provarli da Banh Mi 25.
  • Phở – la zuppa più iconica del paese. Abbiamo assaggiato una versione di phở gà (pollo) e una vegetariana da Phở Gà 17 Văn Miếu: entrambe eccellenti.

Cucina tradizionale e cooking class

Birra artigianale

Ad Hanoi anche la birra ha il suo perché: abbiamo gustato un’ottima lager e una IPA locali da Ha Noi HomeBrew.

cosa vedere in Vietnam
Ha Long Bay: un paradiso dal sapore amaro
Cattedrale di San Giuseppe
Cosa vedere a Ha Noi: la cattedrale di San Giuseppe
Cosa vedere a Hanoi: train street
Cosa vedere a Ha Noi: la famosa train street

La Baia di Ha Long, vale davvero la pena?

Dopo giorni di indecisione, abbiamo deciso di visitare Ha Long Bay, uno dei luoghi più iconici del Vietnam. La baia, patrimonio UNESCO dal 1994, è composta da circa 2.000 isole calcaree che emergono maestose dal Golfo del Tonchino: uno scenario davvero mozzafiato.

Ma c’è un ma. Oggi non esiste un modo del tutto etico per visitare questo luogo (o, almeno, non lo abbiamo trovato). La quantità di turisti – e di conseguenza il numero di imbarcazioni – è impressionante. È comprensibile: si tratta di un paradiso naturale ma resta difficile ignorare l’impatto ambientale del turismo di massa. Forse avrebbe senso porre un limite massimo giornaliero di accessi.

Un piccolo segnale positivo: da quest’anno non è più possibile portare a bordo sacchetti o bottiglie di plastica. Una misura forse drastica, ma necessaria, considerando che il problema della plastica abbandonata in mare era serio.

Durante l’escursione, uno dei punti panoramici più belli è stato quello sull’isola di Titov, dedicata all’omonimo cosmonauta sovietico. Per esplorare le zone più remote e silenziose della baia ci si muove in kayak o con barche a remi, e in alcuni tratti abbiamo avuto la fortuna di avvistare anche una famiglia di scimmie.

Consigliamo la visita? Sinceramente, non lo sappiamo. È uno di quei luoghi che vanno visti almeno una volta nella vita, ma che allo stesso tempo pongono domande importanti su come – e se – sia giusto visitarli oggi.

Il nostro itinerario in Vietnam fai da te, Hoi An

Hoi An è, oggettivamente, una delle città più affascinanti del Vietnam. Un tempo crocevia di mercanti cinesi, giapponesi e europei, è oggi uno dei centri meglio conservati del Sud-Est asiatico, tanto da essere stato dichiarato patrimonio UNESCO nel 1999. Ma come spesso accade, la bellezza si scontra con la realtà del turismo di massa.

Abbiamo avuto la (s)fortuna di capitare durante la Festa della Luna Piena, un tempo evento mensile, oggi replicato quasi ogni sera per intrattenere l’afflusso continuo di turisti. L’atmosfera è suggestiva – lanterne accese sul fiume, musica e luci – ma è difficile distinguere l’autenticità dalla turistificazione.

Il ponte coperto giapponese

Tra i simboli della città c’è il celebre ponte coperto giapponese risalente al XVII secolo, purtroppo in restauro al momento della nostra visita. Fu costruito dai mercanti giapponesi ed è l’unico ponte coperto al mondo con un tempio al suo interno, un raro esempio di fusione architettonica tra stile nipponico e cinese.

Hoi An cosa vedere in Vietnam
Il bellissimo centro di Hoi An
Cam An
La costa di Cam An e le sue casette
cosa vedere in Vietnam
Gelataio per le strade di Cam An

Tempio Cổng Chùa Bà Mụ

Un altro gioiello del XVII secolo è il Cổng Chùa Bà Mụ, un tempio magnifico, soprattutto se visitato di sera quando l’illuminazione ne esalta le forme. Una tappa da non perdere per chi ama l’architettura e la spiritualità asiatica.

Cam An e la costa

Per chi vuole staccare dalla folla, Cam An è la zona costiera perfetta in cui soggiornare. A pochi minuti dal centro, offre un’atmosfera decisamente più rilassata. Da qui si raggiunge facilmente la spiaggia di An Bang, a soli 10–15 minuti in auto: mare, sabbia fine e ritmi lenti.

Noi abbiamo alloggiato alla Local Beach Homestay.

Escursione in barche di bambù

Nei dintorni si può visitare il villaggio di Cam Thanh, dove si naviga sulle tipiche “basket boat” – le barche rotonde di bambù tipiche del Vietnam centrale. Un’esperienza curiosa ma molto turistica (noi abbiamo deciso di non farla perché non eravamo in formissima i giorni che abbiamo passato ad Hoi An).

Cosa vedere in Vietnam: Ho Chi Minh City, la vecchia Saigon

Ho Chi Minh City, ex Saigon, è una città che costringe a confrontarsi con la storia più profonda e dolorosa del Vietnam, ma anche con la sua resilienza. È un luogo dove convivono templi buddhisti, architetture coloniali francesi, grattacieli e memoriali di guerra, in un caos urbano che non lascia indifferenti.

Ad Ho Chi Minh abbiamo alloggiato allo Zazz Urban Ho Chi Minh.

Museo di Storia del Vietnam

La nostra visita è cominciata dal Museo della Storia del Vietnam, un’ottima introduzione che ripercorre le vicende del paese dalla preistoria fino all’epoca moderna, escludendo però la guerra con gli USA (per quella bisogna andare altrove).

Tra le sezioni più affascinanti, quella dedicata al movimento contadino dei Tây Sơn, sorto nel 1771 sotto la guida dei fratelli Nguyễn. Il movimento ottenne un ampio sostegno popolare e nel 1778 fondò una nuova dinastia, con importanti riforme economiche e culturali portate avanti sotto Nguyễn Huệ (1788).

Fu l’ultima dinastia vietnamita prima dell’arrivo dei francesi nel 1883, quando il paese, ormai indebolito, fu costretto ad accettare la “protezione” coloniale.

Museo dei residuati bellici

La seconda tappa, scioccante e necessaria, è stata il Museo dei residuati bellici, dedicato ai conflitti contro Francia e Stati Uniti. Il percorso si apre con una sezione sulle manifestazioni mondiali contro la guerra in Vietnam.

La parte sui crimini di guerra commessi dagli USA è particolarmente forte. C’è anche il celebre scatto di Napalm Girl, che ritrae Kim Phúc, oggi 61enne, residente in Canada e fondatrice di una ONG per le vittime di guerra.

Toccante anche la sezione sull’impatto dell’Agente Arancio: si racconta la storia della figlia di 2 anni e mezzo di un soldato tornato a casa prima della sua nascita, ma che ne portava già gli effetti sul corpo.

Monumento a Thích Quảng Đức

Un momento silenzioso e potente ci ha accompagnati al memoriale dedicato al venerabile Thích Quảng Đức, il monaco buddhista che nel 1963 si immolò per protesta contro la politica anti-buddhista del presidente Ngo Dinh Diem, allora sostenuto dagli USA.

La statua in rame da 12 tonnellate, alta 6 metri e avvolta dalle fiamme, è accompagnata da un bassorilievo che racconta la resistenza buddhista. Il memoriale è stato inaugurato nel 2010 in un piccolo parco urbano.

Architettura coloniale francese

Abbiamo dedicato una parte del nostro soggiorno a esplorare l’eredità coloniale francese:

  • La Cattedrale di Notre-Dame di Saigon (1883), attualmente in restauro fino al 2027. Costò oltre 2,5 milioni di franchi.
  • Lo storico ufficio postale (1891), progettato da Auguste-Henri Vildieu con elementi in metallo disegnati da Gustave Eiffel. Ancora oggi è operativo e ospita anche una mappa storica delle linee telegrafiche del Vietnam e della Cambogia.
  • Il Teatro dell’Opera (1897) e il Municipio, il cui sistema di illuminazione è oggi gestito dalla città francese di Lione.

Book Street – la via dei libri

A pochi passi dalla cattedrale e dall’ufficio postale, si trova una delle strade più inaspettate e piacevoli della città: la Book Street. Qui si può camminare tra bancarelle, librerie indipendenti, piccole case editrici e caffè letterari.

Un ottimo posto per chi cerca souvenir originali e ama sfogliare libri illustrati, poster o edizioni locali (anche in inglese). 

Cholon & Da Kao: templi e pagode

Nei quartieri di Cholon e Da Kao abbiamo esplorato un lato più spirituale della città:

  • La pagoda di Thien Hau, costruita nel XVIII secolo da migranti di Guangzhou, dedicata alla Dea del Mare.
  • La Chùa Pháp Hoa, elegante e ricca di dettagli.
  • La Tan Dinh Church, la chiesa rosa del 1876 (colorata negli anni ’50).

Dove mangiare (e bere) a Ho Chi Minh City

Cucina vietnamita e internazionale

Poco prima di lasciare il paese, abbiamo assaggiato il famoso egg coffee da Little Hanoi Egg Coffee: un finale dolce e cremoso per il nostro viaggio.

dove mangiare a Ho Chi Minh City: CỤC GẠCH QUÁN
Dove mangiare a Ho Chi Minh City: CỤC GẠCH QUÁN
pagoda di Thien Hau
Cosa vedere in Vietnam del sud: pagoda di Thien Hau
tunnel cu chi
Ingresso di un tunnel Cu Chi

I tunnel di Cu Chi: imperdibile per gli amanti di storia

A circa 70 km da Ho Chi Minh City si trova uno dei luoghi più emblematici della guerra del Vietnam: il sistema di tunnel di Củ Chi, una rete sotterranea che fu cruciale per la vittoria dei Viet Cong contro l’esercito statunitense.

Consiglio pratico: per evitare le orde di turisti e godersi l’esperienza in relativa tranquillità, conviene raggiungere Củ Chi via fiume. Il viaggio è più suggestivo e permette di arrivare prima delle comitive organizzate. Noi ci siamo affidati al tour operator de Les Rives authentiques, con cui ci siamo trovati bene.

Una volta lì, ci si immerge (letteralmente) in una strategia militare fondata sull’invisibilità, astuzia e resistenza estrema. Per capirla, ecco un riassunto semiserio della “strategia dei Viet Cong for dummies”:

  1. Spargere trappole nella giungla.
  2. Aspettare che un soldato statunitense ci caschi dentro.
  3. Aspettare che chieda aiuto via radio.
  4. Identificare la posizione dei suoi compagni.
  5. Spuntare fuori dal nulla da un’uscita segreta del tunnel.
  6. Colpire e sparire senza lasciare traccia.

La rete di tunnel era complessa, estesa e invisibile. Non serviva solo a combattere:

  • Vi si viveva e si cucinava, con sistemi per far uscire il fumo in modo impercettibile da piccolissimi fori.
  • Si dormiva, curavano i feriti, pianificavano attacchi, il tutto a pochi metri sotto terra.
  • Alcuni tratti sono accessibili ai visitatori, ma il senso di claustrofobia è garantito.

Più che un sito storico, Củ Chi è un manuale di resistenza umana e militare scavato nella terra rossa del Vietnam.

Come spostarsi in Vietnam da nord a sud: il Reunification Express

Il Vietnam non è sicuramente stato uno dei viaggi più belli mai fatti (soprattutto se paragonati ad altri paesi del sud est asiatico come Laos e Cambogia). Ma se c’è stato un highlight quello è sicuramente il treno del Reunification Express, la storica linea ferroviaria che collega il nord, il centro e il sud del Vietnam. Un tragitto lungo 1726 km, inaugurato dai francesi nel 1936, chiuso durante la guerra e finalmente riaperto nel 1976, dopo la riunificazione del paese.

Nel 2023, Lonely Planet l’ha incoronata come la linea ferroviaria più bella al mondo. E, dopo averla vissuta, possiamo dire che non è solo una trovata da copertina.

Il treno impiega circa 30 ore da Hanoi a Ho Chi Minh City (o viceversa), e viaggia attraverso paesaggi che sembrano irraggiungibili con qualsiasi altro mezzo. Più che un semplice spostamento, è un’esperienza di viaggio vera e propria.

Noi – ormai entrati nella nostra fase champagne backpacker – abbiamo optato per la cuccetta da due, molto più comoda e intima rispetto alle classiche cabine a quattro. Attenzione però: ogni treno ha solo quattro cuccette doppie, quindi conviene prenotarle con largo anticipo (le prenotazioni aprono 60 giorni prima della partenza). Noi abbiamo acquistato i biglietti direttamente sul sito delle ferrovie vietnamite.

Durante il tragitto, il paesaggio cambia continuamente: risaie, montagne, coste, piccoli villaggi e stazioni remote si alternano fuori dal finestrino. Uno dei momenti più belli? L’avvistamento della chiesa di Nhà Thờ Giáo Xứ Yên Giang, che appare all’improvviso nel verde della campagna.

itinerario reunification express
Mappa ferrovie vietnamite, fonte Vietnam Railway Map.svg
Reunification express
Come spostarsi in Vietnam: in treno
Reunification express
Le cuccette VIP del treno Reunification Express

Come raggiungere la Cambogia dal Vietnam via terra: il bus

Se stai pensando di proseguire il viaggio verso la Cambogia, sappi che raggiungere Phnom Penh da Ho Chi Minh City in autobus è semplice ed economico. I bus partono ogni giorno, il tragitto dura circa 6–7 ore (dipende dal traffico alla frontiera), e si può prenotare facilmente tramite 12Go, Giant Ibis (con cui abbiamo viaggiato noi per un costo di 35 dollari a persona), Mekong Express o altri operatori locali. Alcune compagnie offrono anche servizio porta a porta dagli hotel.

In alternativa, è possibile risalire il Mekong in barca, una scelta più lenta e costosa, ma molto scenografica. Alcuni tour partono da Cần Thơ o Mỹ Tho, e combinano la navigazione con soste nei villaggi del delta, attraversando il confine fluviale fino a Châu Đốc e da lì verso Phnom Penh.

Altre cose da vedere in Vietnam: il fuori itinerario

Durante l’organizzazione del nostro viaggio fai da te in Vietnam (che è durato in tutto 2 settimane) abbiamo dovuto tralasciare alcune mete. Qui trovi una lista non esaustiva delle mete che puoi considerare di includere.

Vietnam del Nord

  • La valle di Sapa, la perla del nord del Vietnam: Famosa per i suoi paesaggi montani, le risaie terrazzate e i villaggi delle minoranze etniche. È il posto giusto per chi cerca trekking e contatto con la cultura locale. Occhio al turismo aggressivo, ma resta uno dei luoghi più iconici del nord.
  • Ninh Binh: Spesso chiamata la “Ha Long Bay terrestre”, offre paesaggi carsici simili a quelli della baia ma su terraferma. Il giro in barca a Trang An o Tam Coc è imperdibile.
  • Mai Chau: Più tranquilla rispetto a Sapa, con risaie, colline e villaggi Thai. Ottima alternativa per un turismo più slow.

Vietnam Centrale

  • Huế, la città imperiale: Hue è l’antica capitale imperiale del Vietnam sotto la dinastia Nguyễn. Da vedere: la Cittadella, le tombe degli imperatori, la pagoda di Thiên Mụ e i resti di una storia gloriosa e tormentata. Il tutto attraversato dal fiume dei Profumi.
  • Da Nang: Città moderna sul mare, nota per le sue spiagge e per il Golden Bridge, il ponte sorretto da due enormi mani di pietra, diventato ormai iconico.
  • Ba Na Hills: Un resort in stile francese costruito su una montagna nei pressi di Da Nang. Sì, è kitsch. Sì, il Golden Bridge si trova qui. Ma per chi ama l’assurdo architettonico, può valerne la pena.
  • Isole Cham (Cù Lao Chàm): A breve distanza da Hoi An, queste isole offrono snorkeling, mare pulito (dipende dalla stagione) e qualche villaggio tranquillo. Patrimonio UNESCO della biosfera.
  • Phong Nha – Ke Bang National Park: Area carsica tra le più spettacolari al mondo. Qui si trovano alcune delle grotte più grandi del pianeta, tra cui la leggendaria Son Doong Cave (solo per spedizioni autorizzate). Più accessibili ma comunque incredibili: Paradise Cave e Phong Nha Cave. 

Vietnam del Sud

  • Delta del Mekong: Reti di canali, mercati galleggianti (soprattutto a Cần Thơ) e villaggi galleggianti. Un mondo a parte, tutto da esplorare in barca.
  • Isola di Phú Quốc: Spiagge tropicali, acque cristalline, buon pesce e un ritmo più lento. Sta diventando sempre più turistica, ma in alcune zone è ancora vivibile.
  • Con Dao: Isola meno battuta rispetto a Phú Quốc. Ex prigione coloniale, oggi è un luogo di memoria ma anche di natura incontaminata.

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