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Itinerario in Grecia continentale: on the road da Salonicco a Atene

Hesitant Explorers
cosa vedere a delfi

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In questo articolo ti parliamo del nostro itinerario in Grecia continentale. Qui abbiamo passato 11 giorni alla scoperta della Grecia più nascosta. Se però cerchi qualche informazione sul Peloponneso, non ti preoccupare, ne abbiamo scritto in questo articolo. Qui invece puoi trovare tutti gli articoli sulla Grecia (abbiamo visitato innumerevoli Cicladi – Naxos, Iraklia, Schinoussa e Koufonissi, Mykonos, Santorini, Milos, Kimolos, Serifos, Tinos e Syros -, le Sporadi – Skopelos -, la penisola Calcidica e la bellissima Creta).

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L’itinerario di viaggio in Grecia continentale qui è più una scoperta di una Grecia nascosta. Speriamo che questo piccolo diario di viaggio ti sia in qualche modo utile. Avrai solo bisogno di noleggiare un’auto. Per farlo, ti consigliamo come detto DiscoverCars.com che è il nostro partner ufficiale.

Giorno 1 della Grecia on the road: Arrivo a Salonicco

Atterriamo a Salonicco nel tardo pomeriggio e, per prima cosa, ritiriamo l’auto a noleggio in aeroporto. Per questo viaggio on the road in Grecia continentale l’auto è indispensabile, ci ha permesso di visitare alcune zone più remote del paese.

Abbiamo scelto un appartamento nei pressi della Chiesa di Santa Barbara, in una zona tranquilla e strategica: perfetta per una sosta veloce in città, (piuttosto) comoda per parcheggiare e a pochi minuti di auto dal centro.

Per la prima cena abbiamo optato per una taverna di quartiere: 2 Vimata. Ci siamo trovati davvero molto bene, con tanto di musica dal vivo (i ragazzi ci hanno suonato anche qualche canzone in italiano per farci sentire a casa).

torre bianca a Salonicco itinerario in grecia continentale
Itinerario in Grecia continentale: Salonicco e la sua torre Bianca
shed specialty coffee salonicco
La scena degli specialty coffee a Salonicco è on fire
Salonicco con il monte olimpo sul mare
Mare e Monte Olimpo: semplicemente Salonicco

Giorno 2: Una notte a Leptokarya

Una mattinata a Salonicco

La mattina la dedichiamo al lungomare di Salonicco, con vista sul Monte Olimpo nelle giornate limpide. Passiamo davanti alla Torre Bianca di Salonicco, costruita dagli Ottomani nel XV secolo come prigione e oggi simbolo della città.

Per colazione scegliamo Shed: la scena dello specialty coffee a Salonicco (e in generale in Grecia) è sorprendente. Ne salviamo diversi su Google Maps per quando torneremo da queste parti!

Proseguendo a piedi arriviamo alla Rotonda di Galerio, costruita all’inizio del IV secolo d.C. come parte del complesso imperiale di Galerio. Nel tempo è stata mausoleo romano, chiesa cristiana e moschea (il minareto è ancora visibile). All’interno si conservano mosaici paleocristiani tra i più antichi del mondo bizantino. Poco distante si trova l’Arco di Galerio, eretto per celebrare le vittorie contro i Persiani.

Passiamo poi davanti alla Casa di Atatürk, dove nel 1881 nacque Mustafa Kemal Atatürk, fondatore della Repubblica di Turchia, quando Salonicco era ancora parte dell’Impero Ottomano. Oggi è museo e si trova all’interno del complesso del consolato turco (preparatevi a fare molta fila se volete visitarlo dentro).

Ci fermiamo anche alla Cattedrale di Santa Sofia, costruita nell’VIII secolo e tra i principali esempi di architettura bizantina in Grecia. La cupola conserva un importante mosaico dell’Ascensione e l’edificio fa parte dei siti UNESCO della città.

Chiudiamo la mattinata con il Museo della Lotta Macedone, ospitato in un edificio neoclassico del XIX secolo. Il percorso racconta le tensioni politiche e identitarie che, tra fine Ottocento e inizio Novecento, hanno segnato la regione macedone sotto il dominio ottomano. 

Di Salonicco e della penisola calcidica ne abbiamo parlato anche in questo articolo

Una degustazione da Goumenissa 

Con l’auto ci spostiamo verso nord, in direzione di Goumenissa, piccola cittadina circondata da vigneti. È una delle denominazioni più importanti della Macedonia greca: qui dominano le uve autoctone Xinomavro e Negoska, che danno vini molto eleganti. 

Facciamo tappa da Domaine Tatsis, una realtà pioniera del vino biodinamico in Grecia. La famiglia Tatsis ha origini nell’area dell’odierna Bulgaria e fu costretta a spostarsi in Grecia dopo gli scambi di popolazione e le tensioni nei Balcani nel primo Novecento. 

Una tappa che vale il viaggio, soprattutto per chi è interessato ai vini naturali e alla storia agricola della regione. D’altronde Goumenissa viene chiamata la madre del vino in cui i vigneti abbondano. 

pella alessandro magno
Statua di Alessandro Magno a Pella
itinerario in grecia continentale Pella
Sito archeologico di Pella: itinerario in Grecia continentale
domaine tatsis
Tappa al prestigioso domaine Tatsis

Un salto a Pella

Proseguiamo verso Pella, uno dei siti archeologici più importanti della Macedonia e città natale di Alessandro Magno. Nell’antichità fu la capitale del regno macedone e uno dei centri politici e culturali più influenti della Grecia del IV secolo a.C.

Oggi è possibile visitare i resti dell’antica città, con le fondamenta delle case aristocratiche. Tra gli elementi più interessanti ci sono i mosaici pavimentali, tra i meglio conservati del mondo ellenistico, raffiguranti scene mitologiche e di caccia.

Accanto al sito si trova anche il Museo Archeologico di Pella, che conserva molti dei mosaici originali e aiuta a immaginare la ricchezza della città nel periodo di massimo splendore. Una tappa breve ma molto interessante per comprendere meglio le radici storiche della Macedonia.

Notte a Kokkinos e cena a Panteleimonas 

La notte la passiamo a Kokkinos, un piccolo villaggio ai piedi del Monte Olimpo, in posizione comoda per proseguire il viaggio il giorno successivo.

Per cena saliamo nel vicino Palaios Panteleimonas, uno dei borghi di montagna più suggestivi della zona. Il paese è stato restaurato negli ultimi decenni e conserva l’architettura tradizionale macedone, con case in pietra, stradine acciottolate e una piccola piazza centrale con vista sul Golfo Termaico.

Noi abbiamo cenato copiosamente da Archontiko Taverna, che si trova in una bellissima casa tipica macedone.

Giorno 3: ai piedi dell’Olimpo

Colazione al Monte Olimpo: tappa a Litochoro

La mattina successiva facciamo una breve tappa a Litochoro, il principale paese ai piedi del Monte Olimpo e uno dei punti di accesso più comuni al parco nazionale (c’è anche una bella statua di Zeus che dà il benvenuto in città).

Il villaggio ha un centro molto curato, con case tradizionali macedoni, vicoli stretti e piccole piazze. Qui partono molti dei sentieri che salgono verso le gole di Enipeas e le vette dell’Olimpo, motivo per cui è diventato una base importante per escursionisti e alpinisti.

Anche senza salire in montagna vale la pena fermarsi per una passeggiata: l’atmosfera è rilassata, con caffè e taverne frequentati sia da viaggiatori sia da chi si prepara a partire per le escursioni nel massiccio più famoso della Grecia. Noi abbiamo fatto colazione in un caffè molto carino, Efessou 1968.

litochoro monte olimpo
Litochoro ed il Monte Olimpo sullo sfondo
chiesa Litochoro
Una chiesa a Litochoro
Ampelakia casa schwartz
La bellissima casa Schwartz di Ampelakia

Itinerario in Grecia continentale: Ampelakia

Ampelakia ha una pagina Wikipedia sorprendentemente ricca: già quella, da sola, vale quasi il viaggio fin qui nella Grecia continentale.

Il villaggio di Ampelakia è noto per essere stato, tra XVIII e inizio XIX secolo, uno dei centri tessili più importanti d’Europa grazie alla produzione e al commercio del filo rosso di cotone. Qui nacque anche una delle prime cooperative moderne del continente.

Tra le cose da vedere c’è la Casa di Georgios Mavros (Schwartz Mansion – mavros significa nero in greco e – visti i legami con la Germania – venne chiamato anche con la traduzione in tedesco), dimora di Georgios Mavros, detto Schwartz, mercante e presidente della cooperativa che rese Ampelakia un nodo commerciale di primo piano (infatti fu anche la sede della cooperativa). La casa, costruita nel Settecento, è uno degli esempi più interessanti di architettura civile dell’epoca nella regione: interni decorati, soffitti dipinti e una struttura che riflette la ricchezza accumulata dal commercio tessile. 

Ampelakia casa schwartz
Dettagli di casa Schwartz
dettagli casa schwartz ampelakia
Itinerario in Grecia continentale: Ampelakia
larissa museo
Museo Diacronico di Larissa

Un bel pranzo a Larissa

A Larissa visitiamo il Museo Diacronico di Larissa, che ripercorre la storia della Tessaglia lungo diversi periodi storici.

I pannelli spiegano come, in età arcaica e classica, il potere nella regione fosse strettamente legato al possesso della terra e dei cavalli. La società era dominata da famiglie aristocratiche e il territorio era organizzato in tetradi, divisioni amministrative che strutturavano la Tessaglia antica.

Il percorso museale segue un ordine cronologico e accompagna attraverso le principali transizioni storiche della regione: dalla Macedonia di Filippo II di Macedonia e Alessandro Magno, al periodo romano, poi bizantino e infine ottomano. Una visita utile per comprendere quanto questa zona della Grecia sia stata, nei secoli, un vero crocevia politico e culturale.

Per pranzo seguiamo i consigli dell’addetto museale della casa di Georgios Mavros ed andiamo a Mproúsko, forse uno dei pranzi più buoni del nostro on the road in Grecia continentale. Troviamo anche uno specialty coffee stupendo che si chiama Ron Coffee.

Tappa a Trikala

Proseguiamo verso Trikala, una città vivace costruita lungo il fiume Lithaios. Il centro è piacevole da girare a piedi, con caffè e locali affacciati sull’acqua e diversi ponti che collegano le due sponde. È una tappa di passaggio carina, ma non verremmo qui appositamente.

La vita cittadina si concentra tra Kentriki Plateia Trikalon e Plateia Riga Feraiou, due piazze pedonali collegate da una passerella. Qui si trova anche una statua di Asclepio, che secondo la tradizione sarebbe nato proprio in questa zona della Tessaglia. 

Tra le cose più interessanti da vedere ci sono i bagni ottomani gemelli del XVI secolo, oggi restaurati e utilizzati per mostre. Poco distante si trova anche la Moschea di Osman Shah, costruita nel XVI secolo dall’architetto ottomano Mimar Sinan, lo stesso che progettò alcune delle grandi moschee imperiali di Istanbul.

Sopra la città si trova infine il Castello di Trikala, costruito sul sito dell’antica acropoli e ricostruito in epoca ottomana. Anche senza visitarlo all’interno, vale la pena salire per la vista sulla città e sulla pianura della Tessaglia.

Giorno 4: Le Meteore

Il nome Meteore deriva dal greco meteoros, che significa “sospeso in aria”, un riferimento perfetto ai giganteschi pinnacoli di roccia che si innalzano dalla pianura della Tessaglia. Queste formazioni si sono create circa 11 milioni di anni fa da sedimenti marini modellati nel tempo da erosione, vento e pioggia.

A partire dal XIV secolo i monaci ortodossi iniziarono a costruire monasteri sulle cime di queste rocce isolate, trasformando l’area in uno dei più importanti centri monastici della Grecia.

Per visitare le meteore abbiamo alloggiato due notti a Kalambaka.

strade delle meteore
Le strade dele Meteore
le meteore itinerario in Grecia continentale
L’incredibile conformazione delle Meteore
pinnacoli delle meteore
I pinnacoli delle Meteore, uno dei luoghi più incredibili in assoluto

Monastero Varlaam

Tra i più impressionanti c’è il Monastero di Varlaam, costruito intorno al 1488 su una roccia alta oltre 500 metri. Il monastero prende il nome dall’eremita Varlaam, che nel XIV secolo fu il primo a stabilirsi su questo pinnacolo. L’edificio che si vede oggi fu però realizzato più tardi da due monaci, Teofane e Nektarios Apsarades.

All’interno si trovano affreschi del XVI secolo tra i meglio conservati delle Meteore e un piccolo museo che racconta la vita monastica e le tecniche con cui i materiali venivano trasportati in cima alla roccia, un tempo usando reti e carrucole.

Monastero Agias Varvaras Rousanou

Il Monastero di Agia Varvara Rousanou è uno dei monasteri più scenografici delle Meteore, costruito su un pinnacolo roccioso particolarmente stretto che sembra quasi avvolgere l’intero edificio.

Il monastero attuale risale al XVI secolo ed è dedicato a Santa Barbara. Nel 1529 due monaci, Giuseppe e Massimo dell’Epiro, restaurarono e ampliarono il complesso costruendo il katholikon, la chiesa principale, decorata con preziosi affreschi post-bizantini.

Oggi il monastero è abitato da una comunità monastica femminile. La salita è relativamente breve rispetto ad altri monasteri delle Meteore e permette di arrivare molto vicino alla roccia su cui è costruito, offrendo uno dei punti di vista più suggestivi dell’intero complesso monastico.

Degustazione da Tsililis Winery

Non lontano dalle Meteore ci fermiamo per una degustazione alla Tsililis Winery, nella piccola località di Raxa, vicino a Trikala.

La cantina è una delle realtà più note della Tessaglia e produce sia vini sia distillati tradizionali greci, in particolare tsipouro (famoso in tutto il paese) e ouzo. Durante la degustazione assaggiamo diversi vini della tenuta (tra cui un ottimo spumante), ma è interessante anche scoprire il ruolo che la famiglia Tsililis ha avuto nel rilanciare la produzione locale di tsipouro di qualità.

Per pranzo torniamo a Kalambaka, ci mangiamo un gyros gigante da Vakis Grill.

Quartiere Kastraki

Ai piedi delle Meteore si trova il villaggio di Kastraki, immerso tra le spettacolari formazioni rocciose che caratterizzano questa parte della Tessaglia. Il paese si sviluppa proprio sotto i pinnacoli di roccia, creando uno dei paesaggi più scenografici dell’intera area.

Passeggiando nel quartiere storico si incontrano case tradizionali con intonaci color terracotta e giallo senape, vicoli tranquilli e scorci continui sulle pareti rocciose che si innalzano sopra il villaggio. Tra le formazioni più riconoscibili c’è la roccia di Adrahti, un pinnacolo sottile che sembra quasi in equilibrio precario tra le altre torri di pietra.

kastraki
Il quartiere di Kastraki alle Meteore
tramonto sulle Meteore
Tramonto sulle meteore
monastero meteore al tramonto gran meteora
Itinerario in Grecia continentale: le Meteore

Museo dei Funghi 

Per il lol, abbiamo deciso di passare un’oretta al Natural History Museum of Meteora and Mushroom Museum di Kalambaka, un museo piuttosto curioso dedicato alla fauna della regione e al mondo dei funghi.

Il museo espone centinaia di riproduzioni estremamente realistiche di specie fungine, accompagnate da informazioni sugli habitat, sulla stagionalità e sugli usi gastronomici. Accanto a questa sezione c’è anche un percorso dedicato alla fauna dei boschi e delle montagne della Tessaglia, con diorami che ricostruiscono gli ecosistemi locali.

Giorno 5: Direzione Epiro 

Secondo giorno nelle Meteore

On the road in Grecia continentale: Gran Meteora 

Il Gran Meteora (Monastero della Trasfigurazione) è il più grande e antico monastero delle Meteore. Fu fondato nel XIV secolo dal monaco Athanasios il Meteorita, che scelse questa roccia alta oltre 600 metri per costruire il primo grande centro monastico della zona.

Il complesso si sviluppa come una piccola cittadella fortificata sulla cima del pinnacolo roccioso. La chiesa principale (katholikon), dedicata alla Trasfigurazione di Cristo, fu completata nel XVI secolo e conserva importanti affreschi della scuola cretese.

All’interno si trovano anche diverse sale museali che raccontano la vita monastica nelle Meteore: utensili, manoscritti, paramenti liturgici e gli strumenti utilizzati un tempo per trasportare persone e materiali in cima alla roccia, quando l’accesso avveniva solo tramite scale mobili, corde e grandi reti sollevate con carrucole.

Monastero di Agios Nikolaos

Il Monastero di Agios Nikolaos Anapafsas è uno dei monasteri più particolari delle Meteore. Costruito nel XVI secolo su una roccia molto stretta, si sviluppa in verticale su diversi livelli, adattandosi allo spazio limitato del pinnacolo.

La chiesa principale fu decorata nel 1527 dal celebre pittore cretese Theophanes the Cretan, uno dei più importanti iconografi della scuola post-bizantina. Gli affreschi sono tra i più raffinati dell’intero complesso delle Meteore.

Il monastero prende il nome da San Nicola e dal termine anapafsas, che significa “luogo di riposo”: in passato offriva ospitalità e ristoro ai pellegrini che salivano verso gli altri monasteri delle Meteore. Nonostante le dimensioni ridotte, è uno dei più suggestivi per la posizione e per la qualità delle decorazioni interne.

Con questa ciliegina, decidiamo lasciamo così la Tessaglia e le Meteore per spostarci verso un’altra parte del continente greco…

Itinerario in Grecia continentale: Metsovo

Tra le montagne del Monti del Pindo si trova Metsovo, uno dei villaggi più caratteristici dell’Epiro. Arrivando si percepisce subito l’atmosfera di montagna: case in pietra, tetti di tegole rosse e, spesso, sottili colonne di fumo che salgono dai camini nelle giornate fredde.

Il paese è abitato in gran parte da comunità valacche (o armani o aromune), storicamente pastori transumanti dei Balcani. Questa tradizione pastorale ha influenzato profondamente la cucina locale e la produzione casearia.

Tra le specialità da provare c’è il metsovone, un formaggio affumicato a pasta semidura prodotto con latte vaccino, oggi una delle eccellenze gastronomiche della zona. Noi abbiamo mangiato splendidamente da Μετσοβίτικο Σαλόνι, dove abbiamo provato anche la pasta della zona chiamata hilopites.

Accanto alla cucina di montagna – carni alla griglia, stufati e piatti sostanziosi – Metsovo è anche una base apprezzata per esplorare i paesaggi del Pindo, con sentieri, boschi e montagne che circondano il villaggio. 

hilopites metsovo
piatto di hilopites a Metsovo
Metsovo itinerario in grecia continentale
Itinerario in Grecia continentale: Metsovo
tappeti a metsovo
L’arte dei tappeti di Metsovo

Arrivo in Zagorohoria 

Lasciata Metsovo, arriviamo in Zagorohoria, un insieme di 47 villaggi al confine con l’Albania. Anche in questa zona, zona è abitata perlopiù da armani (valacchi) che parlano arumeno.

Oltre ai villaggi, Zagorohoria è famosa per i suoi ponti in pietra dell’epoca ottomana. I primi che troviamo sul nostro cammino sono il ponte del Capitan Orso e quello di Kokkorou.

Arriviamo poi a Koukouli, dove abbiamo dormito in un hotel diffuso: Nikolas Guesthouse, un’insieme di casette tipiche della zona. 

Facciamo aperitivo con il dolce proprietario armani di Παραδοσιακό καφενείο «Το Φραντζάτο» che ci consiglia di andare a cenare a Zeuxi Zagori (molto buono).

Giorno 6: Zagorohoria e capodanno a Ioannina

A spasso per i villaggi della Zagorohoria

Il secondo giorno nella Zagorohoria, lo abbiamo dedicato alla scoperta dei villaggi della zona. La prima tappa è stata il villaggio di Vikos, uno dei punti migliori per affacciarsi sulla gola. Da qui si trova un piccolo punto panoramico che permette di osservare dall’alto questo enorme canyon scavato dal fiume Voïdomatis. Con i suoi quasi 900 metri di profondità, è considerato uno dei canyon più profondi del mondo in proporzione alla sua larghezza.

Dopo il primo sguardo sulla gola siamo scesi verso il Fiume Voïdomatis. L’acqua ha un colore incredibile, quasi caraibico, grazie alla purezza delle sorgenti che nascono nel massiccio del Pindo. 

Proseguendo nella valle abbiamo raggiunto Megalo Papingo, uno dei villaggi più belli della Zagorohoria. Come molti paesi della zona, è costruito interamente in pietra: case basse con tetti in ardesia, vicoli acciottolati e piccole piazze che sembrano rimaste ferme nel tempo. Poco più in alto si trova Mikro Papingo, ancora più piccolo e raccolto, con una vista spettacolare sulle montagne circostanti.

megalo papingo
Itinerario in Grecia continentale: Megalo Papingo
Mikro Papingo
gola vikos
L’incredibile gola di Vikos

Nel pomeriggio abbiamo attraversato l’altopiano carsico chiamato Stone Forest of Epirus, una curiosa “foresta di pietra” dove il terreno è punteggiato da piccole colonne rocciose create dall’erosione. Da qui si raggiunge anche un altro punto panoramico sulla gola, Oxya Viewpoint, uno dei più spettacolari di tutta la regione.

Per pranzo andiamo in uno dei ristoranti dove abbiamo mangiato bene durante il nostro viaggio in Grecia: στα ριζά, davvero un’esperienza incredibile.

L’ultima tappa della giornata è stata il bellissimo Ponte di Plakidas, un ponte ottomano in pietra con tre arcate che attraversa il letto del torrente. È uno dei tanti ponti storici costruiti tra il XVII e il XVIII secolo per collegare i villaggi della regione.

Abbiamo concluso la giornata nel villaggio di Dilofo, uno dei paesi meglio conservati della Zagorohoria. Qui non circolano auto e tutto ruota intorno alla piccola piazza centrale, circondata da case in pietra e antiche dimore di mercanti.

Ponte di Plakidas
La bellezza della Zagorohoria: Ponte di Plakidas
Ioannina itinerario in Grecia continentale
Itinerario in Grecia continentale: Ioannina
Lago Pamvotida Ioannina
Lago Pamvotida, il lago di Ioannina

Un capodanno a Ioannina

Il capodanno tra 2025 e 2026, lo abbiamo passato a loannina, capitale dell’Epiro e terza città universitaria della Grecia. Il 31 sera il centro è tutto pedonale e si sbraciavano souvlaki fino alle 22. Dopo le 22, non c’era quasi più nessuno in strada – la vera festa è stata durante il pomeriggio e sera, anche se abbiamo potuto vedere alcuni fuochi d’artificio sul lago.

Giorno 7 andando verso il mare

Passeggiando per Ioannina, una città che avrebbe meritato più tempo

Dopo aver fatto un’ottima colazione nell’ennesimo eccellente specialty coffee della Grecia, Kofi Microroastery, iniziamo un piccolo tour di Ioannina che sorge sulle rive del Lago Pamvotida. Per secoli qui hanno convissuto comunità cristiane, musulmane ed ebraiche, lasciando tracce ancora visibili nella città vecchia. Il cuore storico è il quartiere fortificato di Its Kale, all’interno del castello ottomano. Qui si trovano alcuni degli edifici più importanti della città, come la Moschea Fethiye e il complesso della Moschea Aslan Pasha, oggi trasformato in museo.

Una delle caratteristiche più particolari di Ioannina è però il lago. Dal lungolago partono piccole barche che in pochi minuti raggiungono Isola di Ioannina, una minuscola isola abitata dove si trovano monasteri bizantini e il museo dedicato a Ali Pasha of Ioannina. Fu proprio qui che il potente governatore ottomano passò gli ultimi anni della sua vita prima di essere ucciso nel 1822, dopo aver governato la regione quasi come uno stato indipendente.

Ioannina è anche famosa per la sua tradizione artigianale, in particolare la lavorazione dell’argento, sviluppatasi soprattutto durante il periodo ottomano. Ancora oggi nel centro storico si trovano piccole botteghe che continuano questa tradizione.

Oggi la città è anche un importante centro universitario e ha una scena gastronomica sorprendentemente vivace. Tra taverne tradizionali, è uno dei posti migliori in Grecia per provare i mezedes accompagnati da un bicchiere di tsipouro, il distillato tipico della regione.

Kokkinopolis Preveza: un canyon rosso

Una delle sorprese più inaspettate del viaggio è stata Kokkinopilos, un paesaggio completamente diverso da tutto quello che avevamo visto fino a quel momento. Nel cuore delle montagne dell’Epiro, vicino al villaggio di Kerasochori (ed un bellissimo acquedotto romano dell’antica Nikopolis), si trova infatti una vasta area di colline e canyon di un rosso intenso che ricorda quasi un paesaggio marziano.

Il nome significa letteralmente “terra rossa” e deriva dal colore del suolo, ricco di argille e ossidi di ferro. L’erosione ha scolpito nel tempo creste, gole e piccoli canyon creando un incredibile, più simile a certi paesaggi desertici del sud-ovest americano che alle montagne verdi dell’Epiro.

Parga, la nostra ultima tappa dell’Epiro

Lasciata Ioannina ci siamo diretti verso la costa ionica, fino a raggiungere Parga, uno dei paesi di mare più scenografici della Grecia continentale. Il villaggio si affaccia su una baia spettacolare, con case colorate costruite ad anfiteatro che scendono verso il mare.

A dominare il panorama c’è il Castello di Parga, una fortezza veneziana costruita nel XV secolo per difendere la città dagli attacchi ottomani. Nel corso dei secoli il castello è stato distrutto e ricostruito più volte, ma ancora oggi è il punto migliore per osservare dall’alto la baia e le piccole isole davanti alla costa.

Il centro storico di Parga è fatto di vicoli stretti, scalinate e piccole piazze che portano sempre verso il mare. La spiaggia principale è Krioneri Beach, proprio nel cuore del paese, mentre poco più lontano si trova la più grande Valtos Beach, una lunga distesa di sabbia raggiungibile anche con una breve passeggiata dal centro.

Di fronte alla costa si trova anche la piccola Panagia Island, con una cappella bianca e un piccolo castello veneziano. È uno dei simboli fotografici della città.

Noi ci siamo fermati qui per pranzo, più precisamente a Caravel in una splendida giornata di sole.

Kokkinopolis Preveza
Kokkinopolis Preveza: il canyon della Grecia
Parga
La bellissima cittadina di Parga
Εύ-Οίνος lepanto 2
Εύ-Οίνος, ottimo ristorante di Lepanto

Arrivo a Lepanto: Grecia on the road

A Lepanto, dormivamo in pieno centro storico in una casetta molto carina. Siamo rimasti subito colpiti dalla bellezza di questa cittadina veneziana di mare. Essendo arrivati di sera, siamo subito andati a mangiare dirigendoci a Εύ-Οίνος dove, anche qui, abbiamo mangiato benissimo.

Giorno 8: Lepanto e dintorni

Girando per la città di Lepanto

La nostra base in questa parte della Grecia continentale è stata Nafpaktos, conosciuta in Italia con il nome storico di Lepanto. La cittadina si affaccia sul Golfo di Corinto ed è famosa per il suo piccolo porto veneziano, probabilmente uno dei più scenografici del paese. Il porto è protetto da due torri fortificate e da mura che risalgono la collina fino alla grande fortezza che domina la città.

Nafpaktos è legata a uno degli eventi più celebri della storia mediterranea: la Battaglia di Lepanto. Nel 1571, proprio nelle acque davanti alla città, la flotta della Lega Santa sconfisse quella dell’Impero Ottomano in uno degli scontri navali più importanti dell’età moderna.

Oggi Lepanto è una cittadina tranquilla e piacevole. Il lungomare e il piccolo porto sono il cuore della vita locale, con caffè e taverne affacciati sull’acqua. Da qui si può salire anche al Castello di Nafpaktos, una grande fortezza costruita e ampliata nei secoli da veneziani e ottomani, da cui si gode una vista spettacolare sul golfo e sulle montagne della Grecia centrale.

Castello di Nafpaktos
Vista su Lepanto dal castello di Nafpaktos
laguna di Messolonghi
La splendida laguna di Messolonghi
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Innamorati di Galaxidi

La splendida laguna di Messolonghi

Da Lepanto abbiamo fatto una gita a Messolonghi, una città molto diversa dalle altre tappe del viaggio. Qui il paesaggio è dominato da una grande laguna costiera fatta di acqua bassissima, saline e piccoli isolotti.

Le lagune di Messolonghi sono tra gli ecosistemi più importanti della Grecia occidentale. Le acque salmastre ospitano una fauna molto ricca e rappresentano una tappa fondamentale per molti uccelli migratori, motivo per cui l’area è considerata uno dei luoghi migliori della regione per il birdwatching.

Il paesaggio è reso ancora più particolare dalle pelades, le piccole case dei pescatori costruite direttamente sull’acqua. Queste strutture, usate ancora oggi per la pesca tradizionale nella laguna, sono uno degli elementi più iconici della zona.

La città è anche storicamente molto importante per la Grecia moderna. Durante la guerra d’indipendenza del XIX secolo fu teatro di uno degli episodi più drammatici del conflitto, il famoso Esodo di Messolonghi, diventando un simbolo della lotta per la libertà. Tra i sostenitori internazionali della causa greca ci fu anche Lord Byron, che morì proprio qui nel 1824.

Per capire meglio il rapporto tra la città e la laguna vale la pena visitare il Salt Museum of Messolonghi, dedicato alla produzione del sale e alla storia delle saline. Qui si scopre anche uno dei prodotti locali più interessanti: il fior di sale di Messolonghi, chiamato afrina in greco.

Per esplorare davvero questo ambiente unico esiste anche l’iniziativa locale Messolonghi By Locals, che organizza esperienze nella laguna per raccontare la pesca tradizionale, la raccolta del sale e la vita quotidiana in questo paesaggio così particolare.

Infine, se vi fermate in città per cena, una tappa storica è la taverna Dimitroukas, uno dei ristoranti più conosciuti della zona, dove si possono provare piatti legati alla tradizione della laguna e al pescato locale.

Giorno 9: Delfi

Galaxidi

Proseguendo verso sud lungo il Golfo di Corinto ci siamo fermati a Galaxidi, un piccolo paese di mare che ci ha sorpreso per il suo fascino tranquillo. Case neoclassiche, vicoli silenziosi, limoni nei giardini e un porticciolo pieno di barche creano un’atmosfera elegante ma rilassata.

Galaxidi fu per secoli uno dei centri navali più importanti della Grecia. Tra il XVIII e il XIX secolo la città prosperò grazie al commercio marittimo e alla costruzione di navi, diventando una delle flotte mercantili più importanti del Mediterraneo orientale. Le grandi case dei capitani che si affacciano ancora oggi sul porto testimoniano proprio questo periodo di prosperità.

Il centro storico è perfetto da esplorare a piedi: piccole piazze, scalinate, chiese ortodosse e scorci sul mare rendono la passeggiata molto piacevole. Per Alessio è stato uno dei paesini di mare più belli visti in Grecia continentale (è sempre il solito romanticone).

È una tappa che molti viaggiatori attraversano velocemente andando verso Delfi, ma vale davvero la pena fermarsi almeno qualche ora. Noi ce ne siamo subito innamorati – uno di quei posti in cui verrebbe voglia di tornare con più calma, magari in estate.

galaxidi bougainville
Girovagando per il borgo di Galaxidi
Delfi teatro romano
Itinerario in Grecia continentale: il sito archeologico di Delfi
museo archeologico di delfi
le meraviglie del museo archeologico di Delfi

Sito archeologico di Delfi

Tra tutte le tappe del nostro viaggio, il sito archeologico di Delfi è probabilmente quello che ci ha colpito di più. Non solo per la sua importanza storica, ma anche per la posizione incredibile: il santuario si trova sulle pendici del Monte Parnaso, con una vista spettacolare sulla valle degli ulivi che scende fino al Golfo di Corinto.

Per oltre mille anni Delfi fu uno dei luoghi più sacri del mondo greco. Qui si trovava il santuario di Apollo e soprattutto l’oracolo consultato da città, re e condottieri prima di prendere decisioni importanti. I pellegrini arrivavano da tutta la Grecia e percorrevano la Via Sacra tra statue, tesori votivi e monumenti offerti dalle diverse poleis.

Oggi il percorso nel sito segue proprio quell’antico itinerario. Si attraversano le rovine dei tesori delle città greche, si passa accanto al famoso muro poligonale e si arriva al cuore del santuario, il Tempio di Apollo, dove la Pizia pronunciava i suoi oracoli. Qui si trovava anche l’Omphalos, una pietra sacra che per gli antichi greci rappresentava l’ombelico del mondo. Secondo il mito, Zeus liberò due aquile dai confini opposti della Terra e queste si incontrarono proprio qui, segnando Delfi come il centro simbolico del mondo.

Poco sopra si trova il teatro, da cui si gode una delle viste più belle dell’intero sito, e ancora più in alto lo stadio dove si svolgevano i Giochi Pitici, secondi per importanza solo alle Olimpiadi.

Vale assolutamente la pena visitare anche il vicino Museo archeologico di Delfi, che conserva alcuni dei capolavori dell’arte greca antica: tra questi l’elegantissimo Auriga di Delfi, una delle rare statue in bronzo giunte fino a noi, la Sfinge dei Nassi e diversi kouroi arcaici.

Noi abbiamo visitato Delfi in inverno, con nuvole basse e un’atmosfera quasi mistica che rendeva il paesaggio ancora più suggestivo. Un piccolo consiglio pratico: in inverno il sito archeologico chiude piuttosto presto (intorno alle 15:30), quindi conviene visitarlo la mattina. Quindi sempre occhio agli orari e giorni di apertura.

Per dormire abbiamo scelto un Airbnb ad Amfissa, una cittadina a circa quindici minuti di auto da Delfi. È una soluzione più tranquilla e decisamente più economica rispetto agli hotel del villaggio turistico di Delfi, perfetta come base per esplorare tutta la zona.

Giorno 10: Arrivo ad Atene

Arachova: Grecia continentale on the road

Poco sopra Delfi si trova Arachova, un vivace villaggio di montagna costruito sulle pendici del Monte Parnaso. Con le sue case in pietra, le strade ripide e le terrazze panoramiche sulla valle, è una delle località più affascinanti della Grecia centrale. Ma Arachova conserva anche una forte identità locale. È famosa per alcuni prodotti tradizionali come il formaggio formaela.

Negli ultimi anni Arachova è diventata una delle mete di montagna più popolari del paese, soprattutto in inverno grazie alla vicinanza con il centro sciistico del Parnaso. Per questo motivo viene spesso descritta come la “Mykonos d’inverno” degli ateniesi. Noi abbiamo fatto colazione da Belleville, che ha una vista stupenda.

Arachova
Arachova, la Mykonos d’inverno
panorami della beozia
Vista sulla Beozia
Ossios Loukas in Beozia
Monastero Ossios Loukas

Monastero di Ossios Loukas in Beozia

Sulla strada tra Delfi e Atene abbiamo fatto una deviazione per visitare il Monastero di Ossios Loukas, uno dei monasteri bizantini più importanti della Grecia.

Il complesso fu fondato nel X secolo dall’eremita Lukas lo Stilita, una figura venerata per le sue capacità profetiche. Dopo la sua morte il monastero divenne rapidamente un importante centro religioso e di pellegrinaggio.

Oggi è considerato uno dei migliori esempi di architettura bizantina del paese ed è infatti parte dei siti Patrimonio UNESCO insieme ai monasteri di Daphni e Nea Moni. All’interno delle chiese si trovano straordinari mosaici e affreschi dell’XI secolo, con fondi dorati e figure solenni tipiche dell’arte bizantina.

Oltre all’architettura e alle decorazioni, colpisce molto anche la posizione del monastero: costruito su un pendio sopra una grande valle coltivata a ulivi, offre una vista aperta sulle montagne della Grecia centrale.

Arrivo ad Atene, nella nostra amata Exarchia 

Ed eccoci qui, da Salonicco siamo arrivati da Atene – ultima tappa di questo rocambolesco viaggio attraverso la Grecia. 

Siamo rimasti a dormire a Exarchia, il nostro quartiere preferito a Atene. Non appena arrivati siamo andati a pranzo a Ouzeri Lesvos, locale di Exarchia molto frequentato (ottime kolokithokeftedes).

Abbiamo poi fatto una bella passeggiata ad Atene fino ad arrivare nel quartiere di Monastiraki. Per cena siamo tornati nella “nostra Exarchia” dove siamo andati da ama lachei, uno dei nostri ristoranti di fiducia a Exarchia.

Exarchia
Tornati nella nostra amata Exarchia
boken atene
Boken: specialty coffee pazzesco a Exarchia

Una mattinata ad Atene

La mattina siamo andati in uno specialty coffee incredibile, Boken davvero molto consigliato! Prima di rientrare in Italia avevamo ancora qualche ora ad Atene, così siamo saliti ad esplorare Anafiotika, uno dei quartieri più particolari della città.

Si trova proprio ai piedi dell’Acropoli di Atene, ma l’atmosfera sembra quella di un’isola delle Cicladi: case bianche, vicoli strettissimi, scalinate irregolari e gatti che sonnecchiano.

stradine di Anafiotika
Il bellissimo quartiere di Anafiotika
Anafiotika
La vista da Anafiotika

Il quartiere nacque a metà Ottocento, quando il re Ottone chiamò ad Atene diversi artigiani e muratori dalle Cicladi, soprattutto dall’isola di Anafi, per lavorare alla costruzione del palazzo reale e di altri edifici pubblici. Gli operai iniziarono a costruire qui delle piccole case di fortuna, usando le tecniche e lo stile delle loro isole: muri imbiancati, porte colorate e stradine che si arrampicano sulla roccia.

Oggi Anafiotika è una minuscola enclave quasi nascosta dentro la città. Che sia Anafiotika un piccolo spoiler per il nostro prossimo viaggio in Grecia? (ebbene sì, a settembre 2026 torneremo a Milos).

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