"Sovietistan, un viaggio in Asia centrale" è un libro davvero coinvolgente che racconta di un viaggio di 5 mesi in solitaria in Asia centrale.

RECENSIONE

“Sovietistan, un viaggio in Asia centrale” è un libro davvero coinvolgente che racconta di un viaggio di 5 mesi in solitaria in Asia centrale. Fatland ha fatto un lavoro enorme per raccogliere dati ed informazioni storiche su questi nuovi stati (tutti nati nel 1991 dopo il crollo dell’URSS). Il libro è un misto tra una ricerca scientifica ed un diario di viaggio, ma si legge molto facilmente. 

Il viaggio inizia in Turkmenistan, il paese più chiuso di quelli che andrà a visitare. Infatti è sempre accompagnata da un rappresentante governativo, il che rende il viaggio assurdo. Ashgabat, la capitale, “è stata costruita per lasciare senza fiato chiunque la visiti”. Ad esempio Ashgabat è ufficialmente la città con più facciate di marmo al mondo e “si dice che le cave di Carrara abbiano quasi esaurito il marmo perché i turkmeni non si saziano mai di quel materiale bianco”.

Il viaggio prosegue con il molto più libero Kazakistan, il più grande stato al mondo senza accesso al mare. Fatland va alla ricerca del famoso lago di Aral, il quarto più grande lago al mondo che pian piano sta sperando. Questo perché i sovietici negli anni 50 e 60 dovevano rifornire le coltivazioni di cotone. Il viaggio prosegue nell’assurda capitale costruita ad hoc Astana (che significa capitale). Recentemente Astana ha cambiato nome ed è diventata Nursultan, ovvero il nome dell’ex presidente. Fatland si innamora di Almaty (letteralmente il padre delle mele), piccolo gioiello kazako. Qui si trovano le mele più buone al mondo!

L’antropologa si trova poi in Tagikistan, il più povero dei paesi dell’Asia Centrale. Fatland vive situazioni quotidiane nella valle dello Yaghnob dove si rende testimone di storie emozionanti e bellissime. Il viaggio prosegue per il Pamir, il gioiello dell’Asia centrale! Riflessioni e spunti storici interessanti vengono fatti su questa terra, che si trova a pochi passi dall’invalicabile confine con l’Afghanistan.

Da un confine all’altro, Fatland arriva in Kirghizistan, il più democratico dei paesi dell’Asia centrale. Ampio spazio è dato alla pratica del “ratto delle spose” e “degli uomini delle aquile” ancora attuata nel paese. Di cosa si tratta? Vi lasciamo leggere il libro per scoprirlo. L’antropologa visita il Rot Front ovvero una città completamente tedesca. I tedeschi sono venuti a vivere in questa parte del Kirghizistan nel XVI secolo. Una storia assurda, ancora poco conosciuta. 

L’ultima tappa di Fatland è nell’ormai turistico Uzbekistan. Fatland cerca di ripercorrere alcuni passi della via della seta “la stoffa di cui sono fatti i sogni”. Il viaggio continua con storie su Gengis Khan e le bellissime Khiva e Samarcanda.

Voto: 10, si legge tutto d’un fiato!

Voto:
4/5

INFO

Erika Fatland
Editore: Marsilio
544 pagine
Italiano
Stats Blog
0
Visualizzazioni
0 k
Impressions
0 %
CTR media
0
Utenti
0 %
Ricerca organica
Stats Instagram
0
Followers
0 k
Impressions
0 %
Engagement

Vuoi scoprire lati nascosti e curiosità su Roma?

È nato il nostro gruppo Facebook dove scambiare info, consigli e materiali sulla città eterna.

Utilizziamo i cookie, anche di terze parti, per assicurarti la migliore esperienza nel sito e per inviarti messaggi promozionali personalizzati. Per saperne di più ed eventualmente disabilitarli, accedi alla Privacy & Cookie Policy.