Per noi il viaggio in Armenia non è stato solo monasteri, paesaggi spettacolari ed incontri speciali. È stata anche una sorpresa enologica che ci ha fatto davvero apprezzare il vino in Armenia (sì, più di quello georgiano). Forse perché proprio qui si trova infatti la testimonianza più antica di vinificazione al mondo, risalente a 6100 anni fa. Dopo decenni in cui la produzione era stata orientata quasi esclusivamente al brandy sotto il periodo sovietico, oggi il vino armeno sta vivendo una rinascita, tra cantine moderne, vitigni autoctoni e un’accoglienza che mette al centro convivialità e cucina locale.
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Una tradizione che nasce 6100 anni fa: qui si è fatta la storia del vino!
Se pensiamo al vino nel Caucaso, la mente va subito alla Georgia. Eppure, è proprio in Armenia che si trova la più antica testimonianza di vinificazione al mondo: la grotta di Areni-1, nella provincia di Vayots Dzor, dove sono stati rinvenuti recipienti, vinaccioli e tracce di fermentazione risalenti a 6100 anni fa rendendola la più antica cantina del mondo.
Durante l’epoca sovietica, però, l’Armenia fu indirizzata alla produzione di brandy (o meglio cognac, anche se ufficialmente non lo possono chiamare così), lasciando alla vicina Georgia la parte vinicola. Questo ha rallentato lo sviluppo della viticoltura armena, che solo negli ultimi decenni sta tornando a essere protagonista nel mondo del vino.
I vitigni autoctoni dell’Armenia: un terroir unico
L’Armenia custodisce oltre 400 varietà autoctone: molte sono rimaste isolate e protette grazie alle altitudini elevate e ai suoli vulcanici, mai intaccati dalla fillossera. Oggi alcune di queste uve stanno vivendo una rinascita:
- Areni Noir – il vino rosso simbolo del paese, elegante e speziato, coltivato soprattutto nella regione di Vayots Dzor.
- Khndoghni (o Sireni) – originario di Artsakh (regione del Nagorno-Karabakh), dà vini strutturati e intensi, perfetti per l’invecchiamento. Purtroppo questi vigneti sono stati in gran parte distrutti dagli azeri, che ora hanno inglobato la zona nel loro paese. Nel settembre 2023, dopo nove mesi di blocco dei rifornimenti verso il Nagorno Karabakh, l’Azerbaijan ha costretto circa 120.000 civili armeni a fuggire, cancellando una presenza millenaria: diversi osservatori internazionali hanno parlato apertamente di pulizia etnica. Quindi pensateci bene prima di acquistare un biglietto per Baku.
- Haghtanak – significa “vittoria”: vitigno recente, fruttato e versatile, usato spesso nei blend.
- Voskehat – la regina delle uve bianche armene, profumata e longeva, ottima sia giovane sia affinata in anfora.
- Kangun – bianco fresco, molto diffuso in epoca sovietica e oggi riscoperto in chiave artigianale.
- Chilar – meno diffuso, ma interessante per i suoi vini delicati e floreali.
Per chi ama scoprire vitigni rari, l’Armenia è davvero un piccolo paradiso.



Degustazioni del vino in Armenia: che cantine scegliere
Vayots Dzor: cuore del vino in Armenia
- Momik Wines – Piccola cantina a conduzione familiare, forse la più autentica esperienza che si possa vivere. La coppia che la gestisce vi accoglierà come amici. In estate propongono anche una masterclass di khachkar (sculture su pietra) oltre alle degustazioni. La cantina si trova al confine con l’Azerbaigian.
- Old Bridge Winery – Cantina familiare con vista spettacolare sui vigneti. Perfetta per assaggiare ottimi rossi da Areni Noir in un contesto intimo.
- Hin Areni – Modernissima, vicino al sito archeologico della grotta Areni-1. Qui tradizione e innovazione si incontrano.
- Trinity Canyon Vineyards – Fondata da tre amici, propone vini naturali e sperimentali, anche con affinamenti in anfora.
Aragatsotn e Armavir: le cantine storiche
- Voskevaz Winery – Una delle più belle cantine da visitare, con architettura da cartolina e specialità a base di Voskehat.
- Karas Wines – Azienda moderna e internazionale, fondata dall’imprenditore armeno-argentino Eduardo Eurnekian. Produzioni orientate all’export e tour ben organizzati.
Nord e Artsakh: vini meno conosciuti
- Ijevan Wine Factory (Tavush) – Cantina storica del nord che produce sia vini che cognac e liquori.
- Kataro (Artsakh/ Kotayk) – Famosa per il vitigno Khndoghni, rappresenta una delle eccellenze dell’Armenia. Purtroppo, questa zona ora si trova in Azerbaijan e durante l’occupazione i soldati azeri si sono accaniti sulla vite e sulle botti piene. La famiglia Avetissyan con coraggio ha spostata la produzione in un’altra zona, portando con sé i vitigni. Così facendo, Kataro racconta ancora la storia dell’Artsakh, portandone con sé la propria cultura e tradizione che non andrà mai persa.
Visitare una cantina in Armenia non significa solo degustare. È un momento di convivialità, spesso accompagnato da piatti tradizionali come lavash, dolma, ghapama o khorovats. Il cibo e il vino sono inseparabili nella cultura armena, e questo rende l’esperienza ancora più intensa.



Oltre il vino in Armenia: il cognac, con buona pace dei francesi
Accanto al vino, l’Armenia è famosa per un altro prodotto: il brandy armeno (conosciuto anche come konyak). La sua storia inizia nel 1887, quando a Yerevan fu fondata la prima distilleria sul modello francese. Durante l’epoca sovietica, mentre la Georgia si occupava della vinificazione, l’Armenia divenne la patria del brandy, che ancora oggi rappresenta un simbolo nazionale.
Il segreto sta nell’uso di uve bianche locali (come Voskehat e Kangun), distillate in alambicchi di rame e fatte invecchiare in botti di rovere caucasico, che regalano note speziate e di frutta secca. La fama di questo distillato arrivò anche in Europa: si racconta che Winston Churchill ne fosse un grande estimatore, dopo averlo assaggiato alla Conferenza di Yalta del 1945.
Se passate da Yerevan vi consigliamo due tappe imperdibili:
- Ararat Brandy Company – la distilleria più famosa (che porta il nome delsimbolo dell’Armania – il Monte Ararat, attualmente in un altro paese), con tour e degustazioni dei cognac più iconici. Noi abbiamo fatto una visita e degustazione da Ararat e ci siamo trovati molto bene.
- Noy Brandy Factory – storica e scenografica, con cantine sotterranee e collezioni da museo.
Anche se oggi, per motivi legali, non si può più chiamare “cognac”, un bicchiere di brandy armeno resta uno dei modi più autentici per brindare al vostro viaggio.
Consigli pratici per esplorare in vina in Armenia
- Quando andare: da maggio a ottobre, con il picco di vivacità durante la vendemmia (settembre). Noi siamo andati a gennaio e ci siamo trovati comunque molto bene.
- Eventi: nella capitale Yerevan si svolge ogni anno il Wine Days Festival, una buona occasione per scoprire in un colpo solo decine di cantine.






