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Weekend lungo a Venezia: cosa vedere nella città più unica al mondo

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Ad inizio febbraio 2024, durante il Carnevale, decidiamo di festeggiare i 31 anni di Cécile con un weekend lungo a Venezia. Tra amici, canali, vaporetti ed una laguna iconica (con tanto di vitigni autoctoni) non potevamo chiedere di più. In questo articolo ti parliamo di cosa vedere a Venezia, andando fuori dai soliti circuiti turistici come cerchiamo sempre di fare. A modo nostro.

Weekend lungo a Venezia: un arrivo in tarda serata

Arriviamo a Venezia in un giovedì sera di febbraio sul tardi. Decidiamo di farci a piedi dalla Stazione di Venezia Santa Lucia fino al Sestiere Castello (fun fact: l’unico a non affacciarsi sul Canal Grande). Dopo aver lasciato gli zaini nel nostro alloggio, raggiungiamo la celebre Piazza San Marco dove siamo praticamente soli. Che meraviglia!

Ponte dei sospiri weekend lungo a Venezia
Weekend lungo a Venezia: il Ponte dei Sospiri
Terrazza Fondaco dei Tedeschi
Cosa vedere a Venezia: Terrazza Fondaco dei Tedeschi
mercato del pesce Rialto
Weekend a Venezia: mercato del pesce a Rialto

Cosa vedere a Venezia: tra luoghi conosciuti ed altri meno

Cosa vedere a Venezia: Terrazza Fondaco dei Tedeschi (Sestiere San Marco)

La mattina di venerdì inizia presto con una visita della Terrazza Fondaco dei Tedeschi. Ti consigliamo di prenotare circa 2 settimane prima la visita alla terrazza. L’ingresso è gratuito e a questo link si possono prenotare i biglietti. La terrazza Fondaco dei Tedeschi ci ha permesso – per la prima volta nella nostra vita – di poterci godere Venezia dall’alto. Se riuscite, l’ideale sarebbe venire durante nel tardo pomeriggio, così da ammirare un tramonto unico sul Canal Grande e sul Ponte del Rialto.

Cosa vedere a Venezia: la zona del Rialto (Sestiere San Polo)

Dopo essere tornati al “piano terra”, decidiamo di girovagare nella zona del Rialto, un tempo il cuore economico della Serenissima. Ad esempio, a pochi passi dal famoso ponte del Rialto, si trova il Banco Giro, la banca pubblica di Venezia fondata nel 1524. La banca serviva a garantire liquidità ai mercanti della zona. Chiamata “banco giro” proprio in onore delle operazioni di giroconto, ovvero i pagamenti in assenza di contanti.

Rialto era anche la zona dove si vendevano spezie esotiche, profumi e alimenti importanti come il pesce. Il mercato del pesce, fondato nel 1332, c’è ancora e comprende due padiglioni: la pescheria vecchia e quella nuova (inaugurata nel 1907). Noi siamo stati il venerdì mattina presto ed è stata un’esperienza che consigliamo. Il mercato è pieno di veneziani pronti ad accaparrarsi il pesce più buono (stando attenti ai gabbiani, sempre più feroci).

Dopo aver lasciato il mercato, iniziamo a perderci nel Sestiere San Polo. Incappiamo in un ponte delle tette e scopriamo che in città ce ne sono parecchi. Si chiamavano così perché un’ordinanza della Repubblica obbligò le prostitute a far vedere il proprio seno dalla finestra e non più in strada.

bacaro tour a Venezia Bar rialto da Lollo
Bacaro tour a Venezia: Bar Rialto da Lollo ed i suoi tramezzini
san Lazzaro degli armeni
Weekend a Venezia: San Lazzaro degli armeni
giudecca weekend lungo a Venezia
Cosa vedere a Venezia: Giudecca e la storia del Novecento

Primo Bacaro Tour a Venezia: 4 bacari is megl che uan!

Non si vive solo di passeggiate (e scoperte a luci rosse) ma soprattutto di cibo. La nostra prima tappa è il Bar Rialto da Lollo che vende tramezzini equiparabili tranquillamente alla droga. Ovviamente accompagniamo il tutto con due spritz al Select (e cos’altro sennò?!).

Il tour prosegue con cicchetti (ed ovviamente altri due spritz al Select) da Al Mercà, a due passi dal mercato del pesce. Qui troverete degli spritz davvero eccezionali – super consigliato!

La terza tappa del Bacaro Tour ci vede da Osteria Vineria Gastronomica Sepa, dove prendiamo altri cicchetti e qualche ombra (ovvero bicchieri di vino) locale. Anche in questo caso ci troviamo davvero bene.

Ci spostiamo nel Sestiere Castello ed andiamo al Bacaro Risorto, un bacaretto carinissimo a due passi da San Zaccaria. Anche in questo caso andiamo di cicchetti e ombra!

Alla scoperta dell’isola di San Lazzaro degli Armeni

Per arrivare a San Lazzaro degli Armeni bisogna prendere un vaporetto da San Zaccaria (linea 20). Quello che ti consigliamo di fare è un abbonamento (24 o 48 ore) che è davvero conveniente visto il costo dei biglietti singoli. Noi abbiamo optato per il biglietto di 48 ore (costo 35€ a persona) sapendo di visitare la Laguna Veneziana i giorni successivi.

Prima di recarti a San Lazzaro degli Armeni però, devi aver prenotato una visita guidata. Ti consigliamo di farlo almeno un paio di giorni prima scrivendo una mail a visite@mechitar.org

San Lazzaro degli Armeni è la sede della congregazione mechitarista armena, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti per gli armeni. Nel XIIIesimo secolo la Serenissima decise di accogliere l’abate Mechitar in fuga dai turchi. Venezia gli donò un vecchio lazzaretto, ormai abbandonato da 50 anni. È stato l’inizio di una grande storia d’amore tra l’Armenia e Venezia.

Ancora oggi gli armeni dicono “c’è pur sempre San Lazzaro” per tirarsi su in momenti di sconforto. E, come ci ha detto la guida, la storia armena purtroppo ne è piena. Per riassumere, a San Lazzaro degli Armeni si trovano: la mummia più antica d’Europa, un gesso di Canova, un trattato di Napoleone, un autografo di Pietro il Grande ed una sfera di avorio tibetana.

Cosa vedere a Venezia: la Giudecca

Non potevamo non cercare il Novecento anche a Venezia. E chi dice Novecento veneziano dice Giudecca, l’isola operaia della città!

Per andare a Giudecca, torniamo a San Zaccaria e da lì prendiamo il vaporetto. Ti consigliamo di scendere alla prima fermata, le Zitelle, e poi girare per Calle Michelangelo. Percorretela tutta, passando tra case operaie e di lusso del Novecento, fino alla fine dell’isola dove troverete un affaccio unico sulla laguna

Tornando alle fondamenta, impossibile non notare la Chiesa del Santissimo Redentore, massima espressione del Palladio. Entrando poi tra il Civico 211 e 212 delle Fondamenta San Giacomo, troverete dei cantieri navali ancora in uso. E se nel frattempo vi è venuta fame non potete perdere gli spritz (di mille tipi), i tramezzini ed i cicchetti del Bar Palanca.

giudecca weekend lungo a venezia
Weekend a Venezia: visitare Giudecca
Cannaregio
Una serata a Cannaregio, cosa fare a Venezia
cosa vedere a Venezia
Dolcetti tipici del Ghetto ebraico: weekend a Venezia

Una cena a Canareggio

Per cena raggiungiamo un paio di amici che si trovano a Canareggio. Ci portano in un ristorante tipico veneziano che prepara un ottimo pesce della laguna. Stiamo parlando di Paradiso Perduto, dove si può sentire ancora il cuore pulsante della città. Dopo cena facciamo due passi, aspettando la mezzanotte ed il compleanno di Cécile.

A spasso per la Laguna di Venezia

Cosa vedere a Venezia: Canareggio ed antico ghetto ebraico

La mattina di sabato mattina ci dirigiamo nell’antico Ghetto ebraico, più precisamente nel Sestiere di Canareggio. Qui gli ebrei erano obbligati a vivere già dal 1516 durante la Repubblica di Venezia. In epoca medievale però il ghetto era la zona delle fonderie. Proprio per questo, pare che il nome Ghetto derivi proprio dalla parola ‘getto’, come il getto che facevano le fonderie.

Per colazione andiamo al Panificio Volpe, un panificio che prepara dolci della tradizione ebraica. Noi ne abbiamo assaggiati parecchi e sono davvero eccezionali. Per il caffè ti consigliamo la Trattoria Bar Pontini, dove i veneziani vengono per un caffè o un bicchiere di vino. L’atmosfera è unica, specialmente il sabato.

Passeggiando per il Sestiere passiamo per il Ponte Chiodo, popolare tra gli influencers e instagrammers. Noi invece puntiamo dritti al primo bacaro della giornata: il Bacaro Ae Bricoe. Lì incontriamo un altro gruppo di amici (qualcuno ha detto Tusoperator?!?)con cui ci condividiamo il primo spritz della giornata.

weekend lungo a Venezia
Passeggiando per i canali di Venezia
Burano laguna di Venezia
Laguna di Venezia: visitare l’isola di Burano
dove mangiare a Burano Da Forner
Dove mangiare a Burano: da Forner

Giro nella Laguna di Venezia: Burano

Salutiamo gli amici ed andiamo a Fondamenta Nove, dove prendiamo il vaporetto direzione Burano. Burano è l’isola dei pescatori che hanno colorato le proprie case per riconoscerle nei giorni di nebbia. L’isola – oltre ad aver spopolato su instagram – è anche famosa per i merletti. Malgrado la popolarità di quest’isola della Laguna Venezia, come spesso accade, i turisti si focalizzano in pochi punti precisi.

In questi posti bisogna andare a caccia degli abitanti, che qui non sono pochi: circa 2.500 e andando nelle vie più defilate scopriamo la magia di quest’isola. Finiamo a mangiare in un posticino vista canale dove eravamo soli, con un sole splendente. Stiamo parlando di Da Forner, che a nostro avviso si trova in una delle vie più belle e tranquille di Burano.

Il primo insediamento Veneziano: Torcello

Sull’isola di Torcello ci siamo goduti uno dei tramonti più belli di sempre. La laguna di Venezia si era tinta di rosa per noi. Torcello è famosa per essere stata il primo insediamento di Venezia, risalente già ai primi secoli dell’Impero Romano.

Nei periodi più floridi, l’isola è arrivata ad avere 20 mila abitanti. Ora però ce ne sono solo 5, il che dà un’aria quasi spettrale all’isola (eravamo praticamente da soli). Davvero impressionante è la Basilica di Santa Maria Assunta eretta nel 639.

Un aperitivo stellato a Mazzorbo: la Tenuta Venissa

Riprendiamo il vaporetto, scendiamo a Burano. Da lì attraversiamo il ponte ed arriviamo a Mazzorbo. È già buio, ma attraversiamo vigneti circondati da un campanile. Entriamo in quella che è la Tenuta Venissa dove alcuni amici hanno prenotato per un aperitivo.

Alla tenuta ordiamo il bianco Venusa, un vino prodotto con l’uva autoctona della laguna (dorona). Per produrre questo vino, Venissa ha fatto un lavoro di ripristino dei vigneti che erano ormai semi-estinti. Ordiniamo anche un piatto di pesce della laguna e ci godiamo quest’esperienza che è stata a dir poco magica.

Ritornando a Venezia

Prendiamo l’ultimo vaporetto del nostro weekend lungo a Venezia e torniamo in città. La prima tappa è la storica Rosticceria Gislon, dove assaggiamo l’iconica mozzarella in carrozza. Davvero ottima e solamente il preludio di quella che è stata una bellissima serata.

Torcello
Weekend a Venezia: gita a Torcello
Carnevale a Venezia
Carnevale a Venezia: le maschere sono ovunque
Risorgimento a Venezia
Weekend lungo a Venezia: sulle tracce del Risorgimento

Cosa vedere a Venezia: a caccia delle tracce del Risorgimento

L’ultima mattina del nostro weekend lungo a Venezia è iniziata con una colazione alla Pasticceria Bonifacio, dove prendiamo qualche dolcetto tipico. Poi siamo andati a vedere un po’ di maschere di Carnevale a Piazza San Marco e in giro per la città. Ci ha particolarmente colpito il fatto che fossero perlopiù i veneziani stessi a indossarle. D’altronde la tradizione del carnevale di Venezia è antichissima (XI secolo).

Dopo siamo andati a fare due passi per (ri)scoprire la storia del Risorgimento (in teoria dovrebbe essere la più importante per il nostro paese, ma tant’è… Passiamo davanti alla casa di Daniele Manin – il capo della resistenza anti-austrica di Venezia. Durante il Risorgimento, Venezia è stata la ribelle della classe. Dopo aver dominato il mondo, a Venezia non andava proprio giù di essere dominata a sua volta dagli austriaci.

Nel 1848, l’aria di ribellione ha preso piede, e la Repubblica di San Marco è stata proclamata, come un gesto di sfida contro gli austriaci. Avete presente l’espressione “è successo un 48”? Nasce proprio da questo momento storico. Purtroppo, la festa è durata poco. Gli austriaci hanno risposto con la forza nel 1849 e hanno messo fine alla festa veneziana. La loro determinazione e il desiderio di libertà hanno fatto scalpore, influenzando la lotta per l’indipendenza di altre parti d’Italia.

Siamo passati anche davanti l’iconico Hotel San Fantin, luogo simbolico del Risorgimento veneziano, essendo stato il quartier generale di Manin e dei patrioti veneziani. Per commemorare il Risorgimento, la facciata dell’hotel incorpora le palle di cannone, come segno tangibile.

Dopo un bel giro, ci dirigiamo verso la stazione dei treni pronti a salutare il nostro weekend lungo a Venezia. Prima però, sorseggiamo un ultimo spritz ed un tramezzino da Bar Rialto da Lollo. Siamo tornati dal nostro spacciatore di tramezzini di fiducia un’ultima volta prima del rientro a Roma!

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Hesitant Explorers

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